Iniziamo questa rubrica raccontando la domenica più incredibile del decennio trascorso: quella del 5 maggio 2002, trentaquattresima ed ultima giornata del campionato 2001-2002.
L’imminente mondiale di Giappone e Corea impone ritmi serrati. Urge concedere a Giovanni Trapattoni il tempo necessario per preparare al meglio la squadra che dovrebbe tenere alto il nome della nazione. I giochi per lo scudetto si chiudono il 5 maggio. Va in archivio una stagione per certi versi storica: quella del grande girone d’andata del Chievo Verona, esordiente squadra di quartiere in lotta per un posto in Champions League; quella del rientro in campo di Ronaldo, dopo quasi due anni di calvario; e quella della morte del grande Peppino Prisco, dirigente tifoso dell’Inter, al quale, in virtù della sua simpatia, si perdonava qualsiasi sfottò agli avversari.
Sullo sfondo c’è una società che tenta di rialzarsi moralmente dalla botta dell’11 settembre 2001, quando due aerei, schiantatisi volontariamente contro le Torri Gemelle di New York, portarono con sé la vita di oltre 2.700 persone e la sicurezza dell’invulnerabilità del nostro mondo.
La vigilia della resa dei conti
Si giunge a questo 5 maggio con un campionato totalmente aperto: in testa con Inter, Juventus e Roma in lizza per lo scudetto; in zona Champions League con Milan, Chievo e Bologna a caccia del quarto posto utile; e in coda, con Brescia e Piacenza che tentano di salvarsi a spese del Verona, crollato clamorosamente nell’ultimo quarto di stagione.
Il programma prevede la trasferta dell’Inter sul terreno della Lazio, che non ha nulla da chiedere a questa stagione, nonostante un organico di primo livello; quella della Juventus a Udine, con i friulani già salvi; mentre la Roma chiude a Torino. In coda, il Piacenza tenta l’aggancio al Verona in un drammatico scontro diretto, mentre il Brescia affronta in casa il Bologna, in lotta per un posto nell’Europa che conta. Milan e Chievo, impegnate rispettivamente con Lecce ed Atalanta, due formazioni che hanno già ottenuto tutto da questa stagione, stanno a guardare.
La vigilia non è priva di polemiche e illazioni: le tifoserie di Lazio e Inter sono gemellate e qualcuno teme che i milanesi troveranno poca resistenza all’Olimpico. D’altra parte, però, nemmeno Udinese e Torino, matematicamente salve, rappresentano ostacoli insormontabili. Tant’è: qualcuno afferma che a pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia. E invece?
I novanta minuti che cambiano la storia
Pronti e via e Trezeguet porta immediatamente in vantaggio la Juventus, ora prima. Passano nove minuti e Alessandro Del Piero mette il risultato in cassaforte. Trascorre un minuto e Cristian Vieri, in un momento di forma strepitoso, porta in vantaggio l’Inter, facendo impazzire di gioia le migliaia di tifosi giunti a Roma, nella speranza di poter festeggiare uno scudetto assente da 13 anni.
Al 19′, però, la Lazio perviene al pareggio grazie ad una rete dell’ala destra Karel Poborský. I fantasmi sembrano svanire cinque minuti più tardi, quando il romano Luigi Di Biagio riporta avanti i suoi.
In quest’assolata domenica di maggio, però, non si vive di solo scudetto. Al 27′ il centrocampista Sergio Volpi porta in vantaggio il Piacenza nello scontro diretto col Verona. A piangere sono i tifosi del Brescia, che vedrebbero retrocedere la propria squadra, al termine di una stagione segnata dall’infortunio di Roberto Baggio, dalla scomparsa di Vittorio Mero e dalla squalifica di Pep Guardiola.
Passano 16 minuti e Jonathan Bachini riaccende le speranze del Brescia. Col Bologna in difficoltà nella corsa europea, il Milan tira un sospiro di sollievo, soprattutto quando Massimo Ambrosini realizza il 2-0 contro il Lecce.
Prima dell’intervallo succede l’incredibile: il terzino Vratislav Greško perde un pallone sanguinoso, permettendo al connazionale Poborský di firmare la doppietta. L’Inter rientra negli spogliatoi con la paura negli occhi, mentre la Juventus intravede l’impresa.
Secondo tempo
Due giri d’orologio e il Piacenza si porta sul 2-0 grazie al rigore trasformato da Dario Hübner. Poco dopo Andriy Shevchenko chiude la partita del Milan contro il Lecce, mentre il Brescia trova il gol con Luca Toni, avvicinando la salvezza.
A Roma, però, arriva il colpo decisivo: l’ex Diego Pablo Simeone, lasciato andare frettolosamente nell’ambito che ha portato a Milano Cristian Vieri, segna il gol che manda in frantumi i sogni dell’Inter. I nerazzurri crollano e, al 68′, arriva anche la rete di Antonio Cassano per la Roma. Ora l’Inter ha perso anche il secondo posto utile per evitare i preliminari di Champions’ League.
Nel finale di questo turno da cardiopalma Roberto Baggio chiude i conti a Brescia, mentre Simone Inzaghi firma il definitivo 4-2 per la Lazio, una rete buona per le rime, alla sregua del celeberrimo coro dei tifosi dell’Hellas: “20 maggio ’73 Verona-Milan 5 a 3”<.<
A Piacenza, intanto, Dario Ubner realizza la propria doppietta personale certificando la salvezza dei suoi e la retrocessione del Verona. Per il bisonte triestino arriva l’aggancio a David Trezeguet in vetta alla classifica marcatori 2001-02
Restano le lacrime di Ronaldo, simbolo della disfatta dell’Inter, mentre ad Udine la Juventus festeggia.
