AJAX-PANATINAIKOS 2-0: INIZIA L’ERA DEL CALCIO TOTALE

L’ultima domenica di maggio prende il via il girone finale di Coppa Italia, un mini campionato che si preannuncia spettacolare. Mentre Napoli e Fiorentina si dividono la posta pareggiando per 1 a 1 il Torino si porta in vetta battendo il Milan per 1 a 0. I granata, però, crollano a Firenze (4 a 0) mentre il Napoli li raggiunge andando a strappare un utilissimo pareggio per 2 a 2 al Milan sul proprio terreno.

Mentre queste squadre si contendono la coppa nazionale, ad alcune migliaia di chilometri di distanza si assegna il massimo trofeo continentale. A disputarselo troviamo l’
Ajax, squadra olandese nettamente maturata rispetto a quella pesantemente sconfitta a Madrid dal Milan due anni prima, e il Panatinaikos di Atene, l’autentica rivelazione del torneo capace di estromettere la Stella Rossa di Belgrado del fuoriclasse Dzajic nonostante la sconfitta per 4 a 1 in casa dei bianco-rossi.

Dal canto suo i lancieri hanno eliminato l’Atletico Madrid, giustiziere del Cagliari negli ottavi di finale, perdendo in Spagna per 1 a 0 e vincendo in casa per 3 a 0.

Gli olandesi si presentano privi del giovane terzino sinistro Ruud Krol, giocatore dotato di tecnica sopraffina ed enormi risorse fisiche.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Wembley (Empyre Stadium): mercoledì 2 giugno 1970
AJAX – PANATINAIKOS 2-0

RETI: 5′ Van Dijk, 87′ aut. Kapsis

AJAX: Stuy, Neeskens, Hulshoff; Vasovic, Suurbier, Rijnders (Blankenburg); G. Mühren, Swart (Haan), Cruijff, Van Dijk, Keizer. ALL.: R. Michels.

PANATINAIKOS: Oikonomopoulos, Tomaras, Kapsis; Sourpis, lahos, Kamaras; Elefterakis, Grammos, Antoniadis, Domazos, Filakouris. ALL.: F. Puskas.

ARBITRO: Taylor (Inghilterra).

SPETTATORI: 83.000.
Il pubblico inglese, unitamente a quello che segue l’evento seduto davanti al televisore, rimane sorpreso dalla tattica difensiva adottata dagli olandesi, diventati famosi come maestri dell’attacco. Però è l’intero impianto di gioco dell’Ajax a impressionare la platea, che si rende conto di assistere a una sorta di “rivoluzione calcistica.”

La partita praticamente non ha storia: è un monologo dell’Ajax con i greci incapaci di innescare il loro bomber Antonis Antoniadis, capocannoniere del torneo con 10 reti. Gli olandesi, dal canto loro, incanalano subito la partita sui binari preferiti quando, dopo soli cinque minuti, Van Dijk depone la palla alle spalle del portiere
greco Oeconomopoulos.

Gli uomini di Michels non risentono minimamente dello spostamento di Neskens nel ruolo di terzino sinistro, a dimostrazione di un’incredibile ecletticità dei giocatori dei Paesi Bassi.

Kruijff e compagni prestano particolare attenzione alla fase difensiva (la finale col Milan ha insegnato qualcosa), attaccano sulle fasce con gli inesauribili Suurbier e Neeskens e spingono
al centro grazie alla regia di Muhren, mentre Cruijff, seppur in ombra, tiene sempre in allerta la difesa greca.

A tre minuti dalla fine è Arie Haan, entrato a gara in corso, a mettere il sigillo alla partita.

Il 2 giugno 1971 si apre ufficialmente l’epoca del Calcio Totale.

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