CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1970-71: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 19a ALLA 21a GIORNATA

Davanti a notizie di questo tipo, tutto passa in secondo piano: compresa la partita della nazionale azzurra, di scena a

Cagliari il sabato successivo. Gli uomini di Valcareggi sono impegnati in un’amichevole di prestigio contro la Spagna organizzata per

inaugurare il nuovo stadio. Apre le porte il glorioso Sant’Elia di Cagliari.

In porta ritorna Dino Zoff, mentre esordisce Aldo Bet nel ruolo di terzino destro visto

che Tarcisio Burgnich viene spostato nel ruolo di Libero. In avanti Sandro Mazzola

avvicenda Angelo Domenghini, mentre Pierino Prati prende il posto di Gigi Riva.

296: Cagliari (Stadio “Sant’Elia”) -sabato, 20 febbraio 1971 – ore 14,30

ITALIA – SPAGNA 1-2 (Am)

RETI: 35′ Pirri, 40′ Uriarte, 79′ De Sisti (I)

ITALIA: Zoff (Napoli) 12, Bet (Roma) 1, Facchetti (Inter) 56 (cap.), M.

Bertini (Inter) 18, Rosato (Milan) 27, Burgnich (Inter) 42 (46′

Ferrante (Fiorentina) 3), A. Mazzola (Inter) 47, Rivera (Milan) 44, Boninsegna

(Inter) 9, De Sisti (Fiorentina) 22, Prati (Milan) 8. C.T.: F. Valcareggi.

SPAGNA: Iribar, Sol, Gallego, Costas, Tonono, Claramunt, Amancio (cap.) (69′

Marcial), Pirri, Garate (76′ Arieta), Uriarte, Churruca. C.T.: L. Kubala.

ARBITRO: Frauciel (Francia).

SPETTATORI: 27.492

È durata quasi un decennio l’imbattibilità interna degli azzurri

interrotta da una nazionale a caccia di riscatto dopo la clamorosa esclusione dal mondiale

messicano. Mazzola all’ala non ha convinto e la squadra è sembrata squilibrata avendo nel

solo Bertini un validissimo portatore d’acqua.

La settimana termina con la decisione del governo in merito alla spinosa questione del

capoluogo di regione in Abruzzo e Calabria, fonte di numerosi incidenti talvolta

drammatici. L’ Aquila diventa capoluogo regionale dell’ Abruzzo e Pescara solo sede

regionale degli assessorati. La decisione non accontenta nessuno: ricominciano gli scontri

tra dimostranti e forze di polizia in entrambe le città; all’Aquila vengono assaltate da

una fazione le sedi dei partiti della
maggioranza che hanno tradito l’elettorato. Altre barricate e posti di blocco attorno alla

città, mentre la polizia mandata in gran numero ha l’ordine di non reagire davanti alle

provocazioni, nemmeno quando i manifestanti passando davanti ai poliziotti schierati,

sputano loro in faccia. Si cerca l’incidente a ogni costo ed è solo la fredda calma del

questore a evitare il peggio.

Contemporaneamente il Paese intero è in fermento per il Festival di San Remo, quest’anno

organizzato alla fine di febbraio. Dopo tre giorni di gara, si impone la giovane Nada in

coppia con Nicola di Bari col brano “Il cuore è uno zingaro”, davanti ai Ricchi e Poveri,

in coppia con Josè Feliciano che eseguono “Che sarà”, la quale precede un’altra hit

storica come 4/3/1943 presentata da Lucio Dalla e l’Equipe 84, privi del leader Maurizio

Vandelli. La canzone desta scalpore e polemiche, proprio per le sue strofe finali, come lo

desta la decisione di Adriano Celentano di presentarsi in coppia con un coro di alpini,

per eseguire la canzone Sotto le lenzuola.

Con nelle orecchie le nuove hit, la serie A vive l’ultima giornata del mese di

febbraio.

19a GIORNATA: domenica 28 febbraio 1971

Bologna – Foggia 1-2

6′ Vastola (BO), 17′ e 37′ Saltutti

Cagliari – Inter 0-0

Catania – Sampdoria 1-3

17′ Biondi (CA), 29′ e 41′ Cristin, 84′ Fotia

Milan – Juventus 1-1

36′ aut. Anquilletti, 61′ Prati (MI)

Napoli – Fiorentina 0-0

Roma – Varese 3-0

23′ Cappellini, 65′ Amarildo rig., 70′ Cappellini

Torino – LR. Vicenza 2-3

35′ Bui (TO), 47′ Maraschi, 52′ Bui (TO), 62′ e 69′ Maraschi rig.

Verona – Lazio 1-0

22′ Landini

CLASSIFICA:

Milan 30; Inter e Napoli 27; Juventus 22; Bologna,

Cagliari e Roma 20; Foggia 18; LR. Vicenza, Sampdoria, Torino e Verona 17; Fiorentina e

Varese 15; Catania e Lazio 11.

Un’autorete del valoroso Anquilletti, solitamente una colonna della

retroguardia rosso-nera, mette in seria difficoltà gli uomini allenati da Nereo Rocco.

L’ormai usuale gol di Pierino Prati sistema parzialmente le cose ma è lampante che, alla

luce dei pareggi di Inter e Napoli, questa è stata un’occasione persa per allungare in

classifica, soprattutto tenendo conto che la Juventus arrivava dalla battaglia contro il

Twente.

In coda, intanto, fanno grandi passi in avanti la Sampdoria e il Vicenza che espugna

Torino grazie ad una tripletta dell’esperto Maraschi, attaccante probabilmente scaricato

un po’ frettolosamente dalla Fiorentina.

Intanto Milano si prepara a vivere il derby di ritorno. Questa’anno l’appuntamento è davvero speciale; tutte e due le squadre, infatti, sono in lotta per lo scudetto. Vincendo il Milan ipotecherebbe il titolo volando a più 5 sui cugini i quali, a loro volta hanno bisogno dell’intera posta per perfezionare ulteriormente la loro rimonta.

Questa giornata di serie A è preceduta dalla prima gara del Campionato mondiale di Formula

UNO del 1971. La ferrari continua nel proprio momento magico iniziato nella seconda metà

del 1970. Il giovane pilota italo-statunitense Mario Andretti si impone davanti a Jacky

Stewart su Tyrrel e al compagno di scuderia Cley Regazzoni.

20a GIORNATA: domenica 7 marzo 1971

Fiorentina – Torino 1-1

48′ Sala, 60′ Longoni (FI)

Foggia – Cagliari 0-0

Inter – Milan 2-0

12′ Corso, 32′ Mazzola

Juventus – Napoli 4-1

3′ Causio, 22′ Anastasi, 33′ Bettega, 58′ Zurlini (NA), 68′ Furino

LR. Vicenza – Verona 0-0

Lazio – Bologna 2-2

49′ Tomy (LA), 53′ Chinaglia (LA), 75′ Savoldi rig., 87′ Gregori

Sampdoria – Roma 0-0

Varese – Catania 0-1

62′ Bernardis

CLASSIFICA:

Milan 30; Inter 29; Napoli 27; Juventus 24; Bologna,

Cagliari e Roma 21; Foggia 19; LR. Vicenza, Sampdoria, Torino e Verona 18; Fiorentina 16;

Varese 15; Catania 13; Lazio 12.

L’Inter fa vivere ai cugini una mezz’ora d’inferno nella quale

confeziona la vittoria che, probabilmente, darà una svolta definitiva al campionato.

Giovanni Invernizzi è riuscito a portare tranquillità nell’ambiente nerazzurro e tutti

rendono al meglio. Al contrario, il Milan sembra sulle gambe e non si sa se avrà la forza

di ripartire.

Crolla anche il Napoli in casa di una Juventus in netta ripresa. I giovani talenti in

maglia bianconera stanno acquisendo grande fiducia nei propri mezzi preparandosi ad aprire

un’incredibile ciclo di successi.

La settimana, vissuta dagli sportivi sui commenti al derby-scudetto di Milano, si conclude

con un fatto quanto meno singolare per l’epoca. Il capoluogo lombardo è teatro della prima

manifestazione anti-comunista. La particolarità è che a scendere in piazza non sono gruppi

di esponenti di estrema destra, bensì comuni cittadini appartenenti al cosiddetto “ceto

medio” impauriti e soprattutto stanchi di sopportare il clima di tensione che pervade

l’Italia negli ultimi anni.

21a GIORNATA: domenica 14 marzo 1971

Bologna – Varese 1-0

45′ Savoldi rig.

Cagliari – Juventus 1-1

9′ Greatti (CA), 48′ Capello

Catania – Foggia 2-0

77′ Schifillitti, 81′ Volpato

Milan – Fiorentina 1-0

60′ Prati

Napoli – LR. Vicenza 1-0

25′ Umile

Roma – Lazio 2-2

25′ aut. Santarini, 39′ Zigoni (RM), 60′ Chinaglia rig., 74′

Salvori

(RM)
Torino – Inter 0-2

19′ Boninsegna, 70′ Facchetti

Verona – Sampdoria 3-1

42′ Clerici, 49′ Salvi (SA), 67′ Mascetti, 75′ Clerici

CLASSIFICA:

Milan 32; Inter 31; Napoli 29; Juventus 25; Bologna 23;

Cagliari e Roma 22; Verona 20; Foggia 19; LR. Vicenza, Sampdoria e Torino 18; Fiorentina

16; Catania e Varese 15; Lazio 13.

Per un’ora l’Inter raggiunge la vetta della graduatoria ma Pierino

Prati sistema momentaneamente le cose per il Milan insaccando un gol che inguaia

seriamente la Fiorentina costretta a condividere la terz’ultima piazza col Varese. Anche

il Torino, perdente in casa contro l’Inter è costretto a guardarsi seriamente le spalle.

Partiti per ben figurare, i granata si trovano in una situazione di classifica molto

precaria.

Questa volta però, i risultati della domenica trovano ben poco spazio nei commenti della

gente.

Il 15 marzo una sentenza della Corte Costituzionale sancisce la piena libertà nell’uso

della pillola anticoncezionale, abrogando gli articoli del codice che ne vietavano

la propaganda. È un altro duro colpo alla morale cattolica che per anni ha imperato nel

nostro Paese. La sentenza, in pratica, sancisce la libertà di decidere se concepire o meno una vita, facoltà che, secondo l’ortodossia clericale, spetterebbe solamente ad enti superiori.

Lo smarrimento davanti a cambiamenti simili è davvero molto, ma qui troviamo una parte della popolazione pronta a festeggiare apertamente una sentenza che, finalmente, lascia all’’individuo la facoltà di decidere per sè stesso.

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