LA CACCIATA DI HELENIO HERRERA

Due giorni dopo l’impegno bianconero in Europa, un autentico terremoto avente come epicentro Roma sponda giallo-rossa,

squote l’intero ambiente calcistico.

Sulle prime pagine dei quotidiani sportivi appare una notizia che ha

semplicemente dell’incredibile: la Roma avrebbe esonerato il tecnico Helenio Herrera, il

mago, l’uomo in grado di trasformare le squadre dalla panchina.

È il logico epilogo della tensione esistente (quando andava bene) tra il trainer ispano-argentino e il presidente Alvaro Marchini. Il rapporto tra i due si è incrinato fin da quel maledetto 16 marzo 1969 quando, nello spogliatoio di Cagliari, ha perso la vita Giuliano Taccola. Al massimo dirigente romanista non è mai andata giù la fredda reazione di Herrera che, in perenne trance agonistica, ha immediatamente pensato all’incontro successivo previsto in settimana a Brescia.

Aprile è il momento in cui di solito i tecnici rinnovano i loro contratti e la settimana

si è aperta con un consiglio societario avente in oggetto proprio il rapporto tra la Roma

e l’allenatore. Alvaro Marchini afferma che a fronte di una pretesa di 150 milioni da

parte del tecnico e di un’offerta di 40 da parte del sodalizio, il rapporto può ritenersi

concluso al termine della stagione. Viene emesso un comunicato ufficiale che manda su

tutte le furie H H.

Il giorno successivo, infatti, il tecnico convoca una conferenza stampa nella quale

dichiara di aver richiesto solamente 80 milioni tasse comprese e di lavorare in una

società retta da incompetenti. Pertanto lui si ritiene autorizzato a rimanere nella

capitale o come turista, oppure andandosi a sedere sulla panchina della Lazio. Herrera è

un fiume in piena la cui portata tracima nel momento in cui afferma che, d’altra parte,

l’unico titolo ottenuto dai “lupi” è arrivato grazie alle interferenze di Benito Mussolini

e non per meriti sportivi.

Ci sarebbe già di che cacciarlo su due piedi; Herrera, però, decide di fare le cose in

grande e così, il giorno successivo, sulla pagina economica del Messaggero appare il

seguente annuncio:

Inevitabile a questo punto la cacciata dell’ex interista il quale, però, non rinuncia a

condurre l’ultimo allenamento come se nulla fosse accaduto, minacciando di occupare i

campi qualora non gli fosse stato permesso.

Sintomatiche sono le righe d’apertura di un articolo scritto da Enzo Tortora, in questo

momento uno dei massimi commentatori sportivi, apparso sulla terza pagina di “Stadio”:

Toccherà al secondo di Herrera Luciano Tessari terminare questa travagliata

stagione.

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