LA CALABRIA NEL CAOS

Le vicende di mercato passano in secondo piano di fronte a quanto sta avvenendo in Abruzzo e a quanto avverrà il 14 luglio.

Intanto, però, prosegue il Mondiale di Formula UNO. È ormai tradizione che nella prima domenica di luglio si corra in Francia. I tifosi ferraristi attendono questa gara con trepidazione, alla luce della pole position conquistata da Jackie Icss. Il belga parte bene mantenendo la testa della corsa, ma dopo 16 tornate il motore lo tradisce. Alla fine si impone Jochen Rind, davanti all’ex della “Rossa” Chris Hamon e all’esperto Jack Brabham. Ai piedi del podio giunge il redivivo Denny Hulme.

Tornando alle “baruffe” per ottenere il capoluogo di regione, Reggio Calabria e Catanzaro si contendono la possibilità di diventarlo in Calabria. Lo scenario è il medesimo di L’Aquila e Pescara: cortei di protesta, rivolte, barricate, blocchi stradali, assalto delle questure e dei municipi e sabotaggio su auto e treni. Qui però gli scontri causano un morto e 100 feriti.

La protesta prosegue per oltre due mesi assumendo un carattere rivoluzionario quando viene inviato l’esercito. In settanta giorni gli incidenti causeranno 2 morti, 230 feriti, 300 arresti, 13 attentati dinamitardi, 32 blocchi di strade porti e aeroporti, 6 assalti alle prefetture, 4 alle questure e 6 attentati sui treni.

A fomentare gli animi (o a difendere i cittadini, a seconda dei punti di vista) c’È Ciccio Franco, del MSI, e nonostante tante accuse di aver guidato un manipolo di facinorosi, la destra clamorosamente ottiene poi un grande successo elettorale alle politiche del ’72 scandalizzando la sinistra. Proprio a Catanzaro Ciccio Franco, candidato al Senato, con il MSI otterra’ il 36,2% dei voti. Qualche giornale nel Nord si inquieta. Infatti Il Giorno, titola:

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento