L’AQUILA E PESCARA IN LOTTA PER DIVENTARE CAPOLUOGO DI REGIONE!

Sebbene faccia scalpore, la burrascosa accoglienza riservata alla nazionale azzurra, è un problema infinitamente piccolo rispetto a quelli che vive la popolazione in questo 1970.

La classe governativa, reduce dai risultati delle elezioni regionali del 10 giugno, oltre che portarsi dietro gli irrisolti grossi problemi economici, è ancora scossa dalle lotte sociali studentesche ed operaie: per la casa, la sanità, i trasporti e la scuola. A questi ora se ne aggiungono altri provenienti dalle regioni, dove le dispute popolari per il capoluogo regionale in alcuni casi diventano vere rivolte. Le città abruzzesi de’ L’Aquila e Pescara sono teatro di manifestazioni e barricate. Entrambe le province rivendicano la sede regionale. Ognuna si autoassedia con blocchi stradali incendiando cataste di copertoni nei vari punti di accesso per non far entrare le auto dei reciproci avversari, chiudendo i passaggi a livello, impedendo l’accesso agli uffici, assediando le sedi dei partiti. Di colpo sembra di essere ritornati indietro di settecento anni ai tempi delle lotte comunali!
Sebbene faccia scalpore, la burrascosa accoglienza riservata alla nazionale azzurra, è un problema infinitamente piccolo rispetto a quelli che vive la popolazione in questo 1970.

La classe governativa, reduce dai risultati delle elezioni regionali del 10 giugno, oltre che portarsi dietro gli irrisolti grossi problemi economici, è ancora scossa dalle lotte sociali studentesche ed operaie: per la casa, la sanità, i trasporti e la scuola. A questi ora se ne aggiungono altri provenienti dalle regioni, dove le dispute popolari per il capoluogo regionale in alcuni casi diventano vere rivolte. Le città abruzzesi de’ L’Aquila e Pescara sono teatro di manifestazioni e barricate. Entrambe le province rivendicano la sede regionale. Ognuna si autoassedia con blocchi stradali incendiando cataste di copertoni nei vari punti di accesso per non far entrare le auto dei reciproci avversari, chiudendo i passaggi a livello, impedendo l’accesso agli uffici, assediando le sedi dei partiti. Di colpo sembra di essere ritornati indietro di settecento anni ai tempi delle lotte comunali!

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