CONSIDERAZIONI SULLA STAGIONE CALCISTICA 1971-72

Scudetto alla Juventus e Coppa Italia al Milan, questo è il verdetto emesso da una stagione lunghissima, intensa e combattuta. Le due compagini sono le regine del calcio italiano esprimendo due filosofie di gioco opposte: rocciosa e concreta quella bianco-nera, spettacolare quella milanista avendo in Gianni Rivera il sommo interprete di quello che può essere definito “bel calcio”.

Il Torino, invece, è stata la grande sorpresa stagionale. Gustavo Giagnoni ha impostato un lavoro destinato a dare negli anni frutti eccezionali. Intanto la grinta di buoni giocatori come Aldo Agroppi, Angelo Cereser, Giorgio Ferrini, Gianni Bui e Rosario Rampanti a portato ai granata risultati probabilmente superiori all’effettivo valore dell’organico. La continua crescita di giovani talenti come il portiere Luciano Castellini, del difensore Roberto Mozzini, della mezz’ala Claudio Sala e soprattutto dell’ala sinistra Paolino Pulici, lasciano intravvedere un futuro quanto mai roseo.

Risorgono anche Cagliari e Fiorentina. In toscana si fa apprezzare il lavoro di Niels Liedholm capace di valorizzare numerosi giovani.

Rimane delusa l’Inter. Fuori prematuramente dai giochi per lo scudetto, Mazzola e compagni avevano puntato tutto sulla Coppa dei Campioni ma l’Ajax si è dimostrata uno scoglio troppo alto da superare, diventando un modello al quale ormai molti tecnici italiani iniziano a guardare.

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