COPPA ITALIA 1971-72: MILAN VINCENTE NELLA SERATA D’ADDIO DI FABIO CUDICINI!

Il primo sabato di luglio, mentre la gente ha già fatto i primi bagni al mare e nei laghi, si chiude definitivamente questa lunghissima stagione.
COPPA ITALIA – FINALE -: Roma (Stado Olimpico), sabato 7 giugno 1972

MILAN – NAPOLI 2-0

RETI: 49′ aut. Panzanato, 78′ Rosato.

MILAN: Cudicini, Sabadini, Zignoli; Anquilletti, Schnellinger, Rosato; Golin (46′ Magherini e 75′ A. Maldera), Biasiolo, Bigon, Rivera, Prati. All.: N. Rocco.

NAPOLI: Zoff, Pogliana, Vianello; Zurlini, Panzanato, M. Perego; Pincelli (56′ A. Esposito), Juliano, Sormani, Improta, Macchi. All.: G. Chiappella.

ARBITRO: Toselli di Cormons.

Dopo un primo tempo equilibrato il Milan, grazie ad un autogol del roccioso difensore Dino Panzanato e di un gol realizzato da Roberto Rosato, mette in bacheca la seconda Coppa italia della sua storia. Il trofeo conquistato mitiga in parte la delusione per lo scudetto sfuggito tra tante polemiche. La sconfitta subita, invece, costringerà il Napoli a ridimensionare l’organico.

Questa calda serata di luglio segna il passo d’addio di Fabio Cudicini, grande portiere che non ha mai avuto la sodisfazione di indossare la maglia azzurra.

Figlio di un noto difensore della Triestina anni trenta e messosi in evidenza alla fine degli anni Cinquanta nelle file dell’Udinese, Cudicini passa alla Roma conquistando la Coppa Italia nella stagione 1963-64. La continua smania di rinnovamento dei dirigenti capitolini, lo relega nelle file del Brescia, col quale disputa un buon campionato.

Quando Nereo Rocco, compagno di squadra del padre, ritorna al Milan nel 1967, per lui si riaprono le porte del grande calcio. Il tecnico triestino, mago nel rilanciare giocatori in declino, ne chiede l’acquisto. Cudicini si rimette immediatamente in forma, riguadagna completa fiducia nei propri mezzi e diventa uno dei migliori interpreti del ruolo dell’epoca. Leggendaria diventa la sua presa aerea ad una mano. Col Milan Cudicini disputa cinque campionati vincendo praticamente tutto quello che c’è da vincere.

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