IL SEQUESTRO MACCHIARINI: AUMENTA LA TENSIONE!

Il 3 marzo 1972 si apre una triste consuetudine che continuerà in tutti gli anni settanta ed ottanta. Un gruppo di brigatisti sequestra a Milano l’ingenier Macchiarini, dirigente della Sir-Simens. Alla stampa è recapitata
una foto dove l’uomo appare con una pistola puntata alla tempia. Per la prima volta l’atto terroristico è rivendicato e firmato dal gruppo delle Brigate Rosse. Leggiamo ora uno dei tanti comunicati stampa apparsi all’epoca.

Nel volgere di qualche anno per gli esponenti della società bene della nazione inizierà l’epoca della paura. Industriali, professionisti, ma anche giudici e giornalisti fino ad arrivare a qualche politico, saranno nel mirino di questi gruppi eversivi che attraverso questi sequestri di persona, finanzieranno le loro attività rivoluzionarie. La pratica servirà loro anche per guadagnare visibilità e per tentare di porre condizioni allo Stato.

Intanto, nel quadro delle indagini riguardanti la Strage di Piazza fontana e gli attentati sui treni commessi nel 1969, lo stesso giorno, su ordine del magistrato di Treviso Stitz, viene arrestatoPino Rauti, fondatore di Ordine nuovo, considerato un gruppo eversivo fuorilegge del ricostituito partito fascista.
L’esponente laziale è incriminato per questi attentati, sebbene a Milano si seguiti invece ad indagare sugli anarchici (con Valpreda in carcere da quindici mesi) contrariamente alle indagini di Treviso rivolte alla pista nera. Alla fine del mese Rauti verrà scarcerato per insufficienza di indizi, e alle prossime elezioni politiche inserito nelle liste del MSI ed eletto deputato.

In un clima simile sembra impossibile interessarsi di calcio. Invece l’amichevole che la nazionale italiana disputa in Grecia trova il giusto risalto. Non si tratta di un avversaria di rango, ma i lusinghieri risultati ottenuti nelle coppe europee dalle squadre di club elleniche destano grande curiosità attorno a questo movimento.

Valcareggi approfitta dell’occasione per provare Claudio Sala inserendolo al posto di Gianni Rivera. Dopo l’opaca prestazione offerta contro l’Austria, il tecnico friulano ritorna all’antico inserendo in difesa la coppia centrale che tanto bene ha fatto ai campionati del mondo in Messico.

302: Atene (Karaiskaki) -sabato, 4 marzo 1972 – ore 15,00

GRECIA – ITALIA 2-1 (Am)

RETI: 12′ Antoniadis, 19′ Boninsegna (I), 55′ Pomonis

GRECIA: Christidis, Dimitriu, Anghelis, Sinetopulos, Toskas, Sarafis (70′ Elefterakis), Kudas, Papaioannu I (69′ Paridis), Antoniadis, Domazos (cap.), Pomonis (79′ Papaioannu II). C.T.: W. Bingham.

ITALIA: Zoff (Napoli) 18, Burgnich (Inter) 47, Facchetti (Inter) 62 (cap.),
De Sisti (Fiorentina) 27, Rosato (Milan) 31 (66′ Bedin (Inter) 3), Cera (Cagliari) 16, A. Mazzola (Inter) 52, Benetti II (Milan) 4 (46′ M. Bertini (Inter) 24), Boninsegna (Inter) 15, C. Sala (Torino) 2,
Riva (Cagliari) 28. C.T.: F. Valcareggi.

A DISPOSIZIONE: Albertosi (Cagliari), Marchetti (Juventus), Domenghini (Cagliari), Anastasi (Juventus).

ARBITRO: Schulenburg (WGermania Est).

SPETTATORI: 15.000
La trasferta in terra di Grecia dice male agli azzurri, bravi a rimontare il gol in apertura realizzato dalla stella Antony Antoniadis, ma incapaci di rimettere le cose a posto quando l’ala Pomonis riporta in vantaggio i padroni di casa. Naturalmente scoppiano le polemiche riguardanti la formazione schierata e soprattutto riguardo il mancato utilizzo di Gianni Rivera.

Contemporaneamente il Sud Africa è teatro del discusso gran premio locale di Formula UNO, valido quale seconda prova del campionato del mondo 1972. Vincitore è l’esperto Denny Hulme su McLaren. Alle sue spalle giunge il giovane brasiliano della Lotus Emerson Fittipaldi, il quale precede l’altra McLaren di Rawson. Quarta giunge la Ferrari guidata da Mario Andretti, davanti allo svedese Ronnie Peterson e all’altro “vecchietto” del circus Graham Hill.

In settimana tornano le coppe europee che vedono impegnate ancora quattro formazioni italiane. Le milanesi sono opposte a due compagini belghe, anticipando il confronto che a maggio vedrà protagonisti gli azzurri contro Van Himmst e compagni.
COPPE EUROPEE: mercoledì 8 marzo 1972
COPPA DEI CAMPIONI – ANDATA 4i DI FINALE

Inter – Standard Liegi 1-0

COPPA DELLE COPPE: ANDATA 8i DI FINALE

Torino – Glasgow Rangers 1-1

COPPA UEFA – ANDATA 4i DI FINALE

Juventus – Volverhampton 1-1

Milan – Lierse 2-0

Due vittorie e due pareggi caratterizzano questa serata di coppa. Chi sta meglio è il Milan autore di una secca vittoria contro il Liers. I pareggi per 1 a 1 conseguiti dalle torinesi creano parecchi problemi in vista delle gare di ritorno in terra britannica.

Quanto stia aumentando la tensione sociale lo dimostrano gli avvenimenti del sabato successivo a questa serata di coppe.

L’11 marzo furenti attacchi teppisti colpiscono la sede milanese del Corriere della Sera. Gli atti vandalici sono avvenuti in concomitanza con due manifestazioni di tendenza opposta: quella della “maggioranza silenziosa” d’estrema destra, e quella organizzata da gruppi di anarchici e maoisti ed estremisti di sinistra che chiedono la scarcerazione di Valpreda, in seguito alle indagini sulla strage di Piazza Fontana, incolpando i fascisti. Barricate, automobili rovesciate e incendiate, agenti strappati dalle macchine e percossi, queste sono le azioni compiute da manifestanti armati di sbarre, bastoni, fionde, sassi, tondini di ferro, bulloni e bottiglie incendiarie “Molotov”. Gli scontri causano un morto e un’ottantina di feriti, molti dei quali fra le forze dell’ordine.

L’assalto al maggiore quotidiano nazionale si giustificherebbe col fatto che viene ritenuto la voce ufficiale dei complici di coloro che vogliono nascondere la scomoda verità neofascista sulla strage del 12 dicembre 1969.

Il maggiore responsabile del tentativo di occultare la verità viene visto nel capo dell’ufficio politico della questura di Milano Luigi Calabresi, indicato come il “nemico numero uno”. A questo punto, contro di lui si scatena un’infamante campagna d’odio: film, piece teatrali, come quella di Dario Fo e Franca Rame “Morte accidentale di un anarchico”, contribuiscono notevolmente alla costruzione della figura del “mostro”.

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