LEONE PRESIDENTE, RIVENDICAZIONI FEMMINISTE E TUTTI IN CAMPO A SANTO STEFANO!

Finalmente, nel giorno della Vigilia di Natale, l’Italia conosce il nuovo Presidente della Repubblica: si tratta di Giovanni Leone, il quale, dopo oltre venti scrutini, ha la meglio sui colleghi di partito Aldo Moro ed Amintore Fanfani. Facendo un computo sommario dei voti si scoprirà che il Quirinale verrà occupato da un “inquilino” che deve questo privilegio grazie ai voti dell’estrema destra.

L’elezione di Leone a Presidente della Repubblica non è l’unico avvenimento di questo giorno: fanno scalpore le richieste dei movimenti femministi. In questo Natale si raccolgono le firme per: la liberalizzazione dei contraccettivi, la revisione del diritto di famiglia, e la legalizzazione dell’aborto, ecc. I partiti cattolici e gli ambienti di destra non si sono ancora rimessi dalla botta della legge sul divorzio, che fra l’altro “si È sicuri” verrà fatta depennare con il referendum, che ora viene alla luce quest’ultima serie di richieste da parte delle donne. Gli ambienti cattolici gridano al “sacrilegio”
in quanto si “minano le fondamenta della vita” proprio nel giorno del “bambinello nella mangiatoia.” I commenti negativi e indignati, non sappiamo quanto sinceri, si sprecano sui giornali di regime apparsi in edicola il giorno di Natale.

Intanto per gli eroi della pedata non c’è sosta: a Santo Stefano sono nuovamente tutti in campo.
11a GIORNATA: domenica 26 dicembre 1971

Atalanta – Torino 0-0

Catanzaro – Napoli 0-0

Fiorentina – Inter 0-0

Juventus – Mantova 2-1

65′ e 70′ Anastasi, 81′ Nuti (MA)

LR. Vicenza – Cagliari 0-1

37′ Riva

Milan – Verona 2-0

2′ e 19′ Bigon

Roma – Bologna 1-0

49′ Franzot

Sampdoria – Varese 2-0

1′ Cristin, 19′ Suarez rig.

CLASSIFICA:

Juventus 19; Milan 17; Fiorentina e Torino 14; Inter, Cagliari e Roma 13; Sampdoria 12; Atalanta e Napoli 11; LR. Vicenza, Mantova e Verona 7; Bologna e Catanzaro 6; Varese 4.

In una giornata sonnacchiosa (tre gli 0 a 0) continua la corsa di Milan e Juventus, sempre più padrone incontrastate di questo torneo, in attesa della gara di recupero dell’Inter.

In coda continua il brutto momento del Bologna sconfitto a Roma e sempre più invischiato nei bassi fondi della graduatoria. La delusione nell’ambiente emiliano è tanta alla luce del bel campionato disputato l’anno precedente.

Ora il calcio dà l’appuntamento all’anno successivo, mentre va in archivio questo 1971 che ha sancito definitivamente la fine dei fantastici anni sessanta. Il tentativo di golpe, i primi attentati terroristici, i primi scandali nelle pubbliche aministrazioni aprono ufficialmente un periodo di profonda insicurezza sociale.

Inoltre il 1971 è l’ultimo anno dell’esercizio a regime di monopolio della RAI, poi scade la convenzione con lo Stato Italiano. Finora all’orizzonte non c’è nessun altro concorrente, salvo la prima televisione privata, nata a Biella: Telebiella infatti è la prima a iniziare trasmissioni locali. Nel giro di qualche anno, però, ci sarà chi saprà approfittare di questo vuoto.

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