PELÈ SALUTA LA NAZIONALE!

Molti sono gli argomenti di dominio pubblico che animano i dibattiti in televisione, sui giornali, negli ambienti pubblici e nelle famiglie in quest’estate 1971: il fallito colpo di Stato orchestrato da Junio Valerio Borghese, la questione del divorzio, la congiuntura economica che inizia a far vedere foschi orizzonti, l’eterna guerra del Vietnam e la continua escalation del terrorismo alimentata da gruppi extra-parlamentari di destra e di sinistra pronti a trasformare qualsiasi manifestazione in vera guerriglia urbana. Fermo il calcio, nelle domeniche estive è la Formula UNO a tener desta l’attenzione degli sportivi. Il 4 luglio si corre in Francia: è una corsa sfavorevole alla Ferrari: dopo quattro giri si ritira Jackye Icss a causa della rottura del motore, mentre dopo 20 tornate Cley Regazzoni esce di pista. Il successo finale del leader mondiale Jackie Stewart fa male: il britannico torna ad allungare in classifica sul rivale Icss.

Non bastassero le questioni elencate sopra, in settimana, esattamente il 7 luglio, si aggiunge un altro argomento di dibattito e riflessione: scoppia lo scandalo del “racket degli appalti” all’interno dell’azienda di Stato costruzione strade (ANAS). Viene portato alla luce dal settimanale “Candido” di area estrema destra. Il reportage prende lo spunto da un ricorso al Consiglio di Stato dell’ex direttore Ing. Rinaldi, destituito dal ministro socialista Mancini, il quale, probabilmente per vendetta, denuncia la consuetudine delle aziende di versare tangenti per aggiudicarsi gli appalti. L’ammontare delle stesse va dal 5 all’8 per cento di cui solo una parte finisce nelle casse dei partiti, mentre l’altra arricchirà i dirigenti stessi dell’azienda statale.

Il calcio, comunque, trova sempre il proprio spazio nelle conversazioni della popolazione, soprattutto quella maschile per la quale, l’estate è il momento dei grandi sogni legati ai successi della loro squadra del cuore.

Mentre i calciatori europei trascorrono le loro vacanze, a far parlare di sè ci pensa il giocatore più forte del momento: Pelè. Il 18 luglio 1971 il «tri-campeao» Edson Arantes do Nascimiento, inizia la serie degli addii. Dopo 110 incontri guarniti da ben 95 gol, nel corso dell’incontro amichevole con la Jugoslavia si inginocchia a terra e rivolge un saluto al pubblico dell’immenso Maracanà. Si alza, compie un giro attorno al campo emozionato come un ragazzino, si toglie la maglia «auriverde» onorata con grandissime prestazioni, la dona ad un raccattapalle, che poi la venderà, ed infila il sottopassaggio in lacrime, sostituito da un certo Claudiomiro. Per il Brasile e per l’intero calcio mondiale si chiude un ciclo prestigioso contrassegnato dai trionfi su tutti i campi del mondo di questo meraviglioso atleta.

Pelé è ancora giovane, ha appena 31 anni ma resisterà a tutte le pressioni per ritornare nella «selecao».

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