RICHARD NIXON IN CINA: NEL MONDO È SEMPRE PIÙ DISTENSIONE!

Mentre in Italia divampano le polemiche attorno al rigore non concesso al Milan, a migliaia di chilometri di distanza si decidono le sorti del mondo che, dopo questo 21 febbraio sarà un po’ più sicuro. La famosa partita di “ping pong” ha dato i suoi frutti diplomatici. Accettando l’invito cinese dell’anno precedente, Richard Nixon si reca nella Repubblica Popolare ad incontrare Mao. Il grande Paese orientale esce definitivamente dall’isolamento nel quale si è trovato dopo la seconda guerra mondiale. La Cina ha bisogno di tutto ed, evidentemente, gli americani hanno visto le potenzialità di questo enorme mercato, nel quale si possono piazzare prodotti di alta tecnologia in cambio di manodopera a bassissimo costo per produrre beni d’uso quotidiano. Ci vorrà solamente un quarto di secolo e tutti saremo sommersi da prodotti “made in China” di concezione occidentale.

Intanto la piccola Italia vive una profonda crisi istituzionale. Da giorni Giulio Andreotti sta cercando di mettere assieme una compagine governativa. Dopo immani fatiche il politico romano è finalmente in grado di salire al Quirinale riuscendo a giurare, ma il 26 febbraio il Senato non gli concede la fiducia e lo costringe alle dimissioni. Il primo governo Andreotti è durato la miseria di otto giorni.
20aGIORNATA: domenica 27 febbraio 1972

Atalanta – Mantova 2-0

9′ rig. e 83′ Moro

Bologna – Fiorentina 1-1

21′ Gregori (BO), 80′ Longoni

Milan – Sampdoria 0-0

Napoli – Cagliari 0-0

Roma – Juventus 1-1

15′ Petrelli (RM), 66′ Furino

Torino – Inter 2-1

37′ Pulici, 60′ Boninsegna (IN), 84′ aut. Mazzola

Varese – Catanzaro 1-1

18′ Braida (VA), 86′ Spelta rig.

Verona – LR. Vicenza 2-2

25′ Maraschi, 26′ Orazi (VE), 32′ Maioli (VE), 55′ Vendrame

CLASSIFICA:

Juventus 29; Milan e Torino 27; Cagliari e Fiorentina 26; Roma e Inter 24; Napoli 23; Sampdoria 19; Atalanta e Bologna 17; Catanzaro 15; LR. Vicenza e Verona 14; Mantova 11; Varese 7.
In testa nessuno sa più vincere ad eccezione del Torino capace di battere anche l’Inter continuando nella sua incredibile rimonta.

In coda Verona e Vicenza pareggiano il loro scontro diretto al termine di un derby raramente così spettacolare. I berici escono imbattuti dal Bentegodi grazie ad un gol del veronese Vendrame.

Intanto tutti sono in attesa delle decisioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone riguardanti la persona alla quale affidare l’incarico di formare il nuovo “Esecutivo”. Il giorno dopo, però, accade qualche cosa d’insolito: il Capo di Stato non chiama nessuno sul Colle per le consultazioni e, giustificandosi col fatto che i partiti non esprimono una maggioranza, per la prima volta nella storia della Repubblica scioglie le Camere e fissa la data delle nuove elezioni il 7 maggio. Il primo colpo di teatro è consumato. I timori
di una svolta a destra ora si fanno ancora più preoccupanti.

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