20 MAGGIO ’73 VERONA-MILAN 5 A 3

Per i giocatori milanisti c’è poco tempo per recuperare anche perché la Lega, il venerdì successivo, respinge la richiesta dei rossoneri inoltrata il precedente 3 maggio di posticipare l’ultima gara di campionato contro il Verona. Data la tranquilla posizione di classifica raggiunta dagli scaligeri, la dirigenza meneghina, in particolare nella persona del presidente Albino Buticchi, ritiene inopportuno insistere oltre, scatenando le ire di Nereo Rocco, perfettamente conscio che i suoi sono alla frutta. Una leggenda dice che il presidente non avrebbe voluto il posticipo memore di quanto accaduto sei anni prima a Mantova ai cugini dell’Inter. Inoltre anche le dirette concorrenti allo scudetto sono impegnate su due campi difficili: la Juventus in casa di una Roma non ancora salva, mentre la Lazio deve recarsi sul difficile terreno del Napoli, squadra desiderosa di concludere nel migliore dei modi una stagione anonima.

Altri campi caldi di questa trentesima giornata di campionato sono quelli di Bergamo e Torino. La città orobica ospita un drammatico scontro diretto tra L’Atalanta e il Lanerossi Vicenza costretto a vincere per rimanere in serie A, mentre ai padroni di casa è sufficiente un pareggio oppure che il Torino non perda in casa con la Sampdoria.

In un’assolata domenica di maggio, propizia per i festeggiamenti, il campionato si prepara a vivere una delle pagine più intense della sua storia. Il campo principale è il Bentegodi di Verona, per l’occasione trasformato in una succursale di San Siro, tante sono le bandiere rosso-nere con disegnata la stella che sventolano sugli spalti. Un ambiente simile riempie di rabbia i giocatori del Verona che, soprattutto nella persona di Gian Franco Zigoni, diventato l’idolo dei tifosi giallo-blu, decidono di vendere cara la pelle.

Negli stessi attimi, in Belgio si conclude la quinta prova del Mondiale di Formula UNO. In una corsa ricca d’incidenti, domina la Tyrrel di Jckye Stewart, davanti al compagno di squadra François Cevert e al leader iridato Emerson Fittipaldi.
30a GIORNATA: domenica 20 maggio 1973

Atalanta – L.R. Vicenza 0-1

56′ aut. Vianello

Bologna – Cagliari 4-2

4′ Savoldi, 22′ Vieri, 28′ Fedele, 38′ Riva (CA), 68′ Savoldi, 88′ Maraschi (CA)

Inter – Fiorentina 1-0

37′ Boninsegna

Napoli – Lazio 1-0

89′ Damiani

Roma – Juventus 1-2

29′ Spadoni (RM), 61′ Altafini, 87′ Cuccureddu

Ternana – Palermo 0-0

Torino – Sampdoria 0-1

78′ Boni

Verona – Milan 5-3

17′ Sirena, 25′ aut. Sabadini, 29′ Luppi, 32′ Rosato (MI), 70′ Luppi, 72′ aut. Turone, 81′ Sabadini (MI), 90′ Bigon (MI)

Classifica:

Juventus 45; Milan 44; Lazio 43; Fiorentina e Inter 37; Bologna e Torino 31; Cagliari 29; Napoli 28; Verona 26; Atalanta,
L.R. Vicenza, Roma e Sampdoria 24; Palermo 17; Ternana 16.
Il Milan parte alla grande confezionando un paio di ottime occasioni da gol incredibilmente fallite da Rivera. Comunque la squadra mostra di poter passare in qualsiasi momento. Dopo 17 minuti avviene l’incredibile: Franco Bergamaschi, interessantissima ala destra dal dribling funambolico, irrompe nella difesa milanista e porge all’accorrente Sirena il pallone dell’incredibile 1 a 0. A questo punto tutte le certezze dei rosso-neri si dissolvono e nel giro di 12 minuti l’Hellas passa altre due volte. Mentre Livio Luppi infila il terzo gol, da Roma arriva una buona notizia per i tifosi milanisti: Spadoni porta in vantaggio la Roma togliendo la Juventus dalla corsa. Tre minuti dopo Roberto Rosato insacca la rete del 3 a 1. Le bandiere con la stella tornano a sventolare sugli spalti del Bentegodi, sembra il segno che la giornata sta per prendere la piega giusta. Al termine del primo tempo Milan e Lazio andrebbero allo spareggio, mentre il Vicenza, bloccato sullo 0 a 0 a Bergamo, lo stesso punteggio della Sampdoria a Torino, sarebbe la terza retrocessa in serie B.

A Verona Rivera e compagni rientrano negli spogliatoi scuri in volto ma decisi a recuperare. Dall’altra parte i giocatori scaligeri si rendono conto di essere protagonisti di qualche cosa d’incredibile che va oltre i loro meriti. Sono minuti in cui accade un po’ di tutto, anche che qualche giocatore vada nello stanzone degli avversari a proporre di accomodare la gara, soluzione decisamente respinta da Rivera e compagni desiderosi di diventare Campioni d’Italia esclusivamente con i loro mezzi.

La ripresa si apre col Milan proteso alla ricerca dei gol che gli permettano di compiere l’impresa, ma le idee scarseggiano così come le forze fisiche. A Bergamo, intanto, il Vicenza passa in vantaggio grazie ad un’autorete di Vianello che ha l’effetto di condannare temporaneamente la Sampdoria alla retrocessione. Dieci minuti dopo, da Roma, dove il secondo tempo è iniziato con alcuni minuti di ritardo, arriva la notizia del pareggio bianconero realizzato dall’ex milanista Josè Altafini che permetterebbe ai suoi di disputare quanto meno gli spareggi con Milan e Lazio, sempre bloccata sullo 0 a 0 a Napoli.

Le notizie provenienti da Roma hanno l’effetto di fiaccare ulteriormente il morale di Rivera e compagni che tra il 25’ e il 27 del secondo tempo subiscono altre due reti. La gara è ormai compromessa, non rimane che sperare nello spareggio.

Passano cinque minuti e un’altra tifoseria viene gettata nella disperazione: al Comunale di Torino Loris Boni, promettente mediano, porta in vantaggio la Sampdoria la quale raggiunge Atalanta e Vicenza. Per effetto della differenza reti gli orobici sono condannati alla retrocessione. Intanto il Milan ha un sussulto d’orgoglio e rende meno pesante la sconfitta portandosi sul 5 a 3 grazie ai goals di Sabadini e Bigon. Mentre il centr’avanti di origine padovana insacca il gol buono solo per la rima, a Napoli Giuseppe Damiani stronca le speranze laziali infilando la porta difesa da Felice Pulici.

Termina la gara a Verona con i milanisti in lacrime e i giocatori padroni di casa che augurano loro buona fortuna per lo spareggio. Anche questa speranza, però, viene meno quando Antonello Cuccureddu indovina il tiro che lascia il tricolore cucito sulle maglie dei piemontesi.

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