AJAX-JUVENTUS 1-0: INIZIA LA “MALEDIZIONE” BIANCONERA IN COPPA DEI CAMPIONI!

Nel frattempo la Juventus è partita alla volta di Belgrado per preparare al meglio la finale contro i Campioni d’Europa in carica dell’Ajax. La famiglia Agnelli, proprietaria da quasi cinquant’anni del club bianco-nero, il giorno successivo, assieme ai Moratti entra nella proprietà del Corriere della Sera, togliendo ai Crespi la maggioranza assoluta del giornale. Da qualche tempo il quotidiano più venduto in Italia si trova nella bufera. La linea editoriale voluta dal nuovo direttore Piero Ortone, il quale saltuariamente ha offerto uno spazio in prima pagina a Pier Paolo Pasolini, si scontra con le idee di una delle maggiori firme del giornale: si tratta di Indro Montanelli, che in questi giorni lascia la testata. Lo ritroveremo l’anno prossimo alla guida di un quotidiano tutto suo messo in piedi grazie ai finanziamenti garantiti dal presidente della Montedison Cefis.

In questo 28 maggio, tuttavia, è un’altro avvenimento a lasciare il segno. L’effetto antidemocratico della chiusura di TELEBIELLA imposta dal ministro GIOIA, scatena le reazioni degliiesponenti del partito repubblicano. Il segretario Ugo La Malfa chiede le
dimissioni del ministro, e considera il suo intervento un atto di “pirateria” sull’informazione e un attentato alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione. Gioia, lo ignora, rimane al suo posto e La Malfa annuncia il ritiro della fiducia al governo.

In questo clima politico tornato teso, la nazione si prepara a vivere un’altra grande serata di Coppa. Di fronte alla Juventus, al suo primo tentativo di conquistare il massimo trofeo continentale per club, c’è l’Ajax giunta in Jugoslavia all’ultimo momento con mogli e fidanzate al seguito. La capacità dei lancieri di schiacciare gli avversari è diventata ormai leggendaria. Per sottrarsi a questo copione tattico il tecnico bianco-nero Cestmir Vycpaleck decide di schierare una squadra votata all’attacco con tre punte, Altafini, Anastasi e Bettega sostenute da un interno spiccatamente offensivo come Causio. In difesa il giovane Silvio Longobucco prende il posto del nazionale Luciano Spinosi infortunato.

L’ambiente sembra favorevole ai bianconeri sostenuti dal tifo di circa ventimila connazionali.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Belgrado, mercoledì 30 maggio 1973

AJAX – JUVENTUS 1-0

RETI: 4’ Rep.

AJAX: Stuy, Suurbier, Hulshoff; Blankenburg, Krol, Neeskens; Mühren, Haan, Rep, Cruijff, Keizer. All.: S. Covacs.

JUVENTUS: Zoff, Marchetti G., Longobucco; Furino, Morini F., Salvadore; Causio (Cuccureddu), Capello, Anastasi, Altafini, Bettega (Haller). All.: C. Vickpalek.

Immediatamente dopo il fischio d’inizio l’Ajax si getta in avanti e dopo quattro giri di lancetta, Rep, la nuova scoperta degli olandesi, infila la porta difesa da Zoff anticipando di testa il giovane Longobucco. I detentori del trofeo dominano i primi venti minuti mettendo in mostra tutto il loro gioco armonico. Il libero Blankenburg si rivela un rebus insolubile per la Juve: quando la sua squadra è in possesso di palla diventa un attaccante aggiunto, avanzando all’ala sinistra. Idem vale per la posizione di Cruijff, in quanto sovente il campione olandese abbandona il centro dell’attacco portandosi sulla
linea dei terzini per impostare le azioni. Non serve così uno stopper di ruolo in marcatura su di lui. Infatti viene preso in consegna da Causio quando agisce a centrocampo e da Morini quando fa la punta.

Dopo i primi venti minuti di empasse, la Juve comincia a giocare, mettendo in difficoltà l’Ajax soprattutto sulle fasce. Col passare dei minuti e con l’entrata di Cuccureddu ed Haller abili a dare sostanza al centrocampo, la pressione dei bianconeri cresce,
ma l’Ajax, pur rischiando di subire il pareggio, regge con grande personalità e maturità riconfermandosi regina d’Europa per il terzo anno consecutivo. E’ un grande successo in quanto ottenuto nonostante le continue voci di mercato riguardanti i fuoriclasse olandesi successive alla riapertura delle frontiere in Spagna. I club iberici, da anni a secco di successi continentali, pescheranno a piene mani in questo meccanismo perfetto. La vittoria di Belgrado rappresenta il canto del cigno dello squadrone olandese, che perderà subito Cruijff (chiamato a
Barcellona da Michels) e Neeskens un anno più tardi.

Questa serata di fine maggio consacra la stella del giovane centravanti

JONNY REPP

Nato nel 1951, Rep cresce nel settore giovanile dell'Ajax. Dotato di un fisico asciutto e potente che gli permette di primeggiare di testa, diventa uno dei grandi protagonisti anche della conquista della Coppa Intercontinentale, della prima edizione...

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