AL MILAN LA COPPA ITALIA 1972-73

Inutile dire che l’attesa è tanta, ma le considerazioni dell’opinione pubblica in merito a questo grande match trovano la concorrenza dei gravi fatti di cronaca caratterizzanti questo 1973.

Il 28 giugno le Brigate Rosse sequestrano per tre ore il dirigente dell’Alfa RomeoMichele Minguzzi. L’uomo viene condotto nelle “carceri del popolo”, processato, malmenato, fotografato allo scopo di mettere la sua immagine sui volantini da recapitare successivamente alla stampa per il dileggio, e infine rilasciato.

La prima domenica di Luglio Roma è pronta ad ospitare questo importantissimo evento calcistico che tuttavia ha perso in partenza un grande protagonista. Il milan infatti deve affrontare l’ultimo impegno di questa intensa stagione senza Gianni Rivera. Anche in casa bianconera ci sono alcune importanti defezioni come quella di Francesco Morini e Josè Altafini.

Nel pomeriggio, invece, si corre il Gran Premio di Francia di Formula UNO. Vince Ronnie Peterson, davanti a Cevert, Reutmann e Stewart, ora al comando della classifica mondiale con un punto di vantaggio su Fittipaldi fermato da un incidente. Per la Ferrari c’è solamente un quinto posto grazie al belga Icss.
COPPA ITALIA – FINALE – Roma (Stadio Olimpico), domenica 1 luglio 1970
MILAN – JUVENTUS 6-3 d.c.r.

RETI: 15′ Bettega (J), 50′ Benetti rig. (M).

Milan: Vecchi, Anquilletti (95′ Casone), Zignoli; Dolci, Schnellinger, Rosato (76′ Magherini); Sabadini, Benetti, Bigon, Biasiolo, Chiarugi. All.: N. Rocco.

Juventus: Zoff, Spinosi, Marchetti; Cuccureddu, Longobucco (64′ Furino), Salvadore; Causio, Haller (98′ G.L. Savoldi), Anastasi, Capello, Bettega. All.: C. Vycpalek.

ARBITRO: Angonese di Mestre.
Nel primo tempo la Juventus parte bene passando in vantaggio con Roberto Bettega, autentica bestia nera per la difesa milanista. Gli uomini allenati da Rocco non si perdono d’animo e nel secondo tempo riescono ad impattare grazie ad un rigore realizzato da Romeo Benetti. Il mediano si dimostra sempre più uomo squadra, accumunando alle infinite doti fisiche anche ottime capacità realizzative. Il risultato di parità permane anche nei tempi supplementari confermando il grande equilibrio esistente tra le due squadre che nei tre incontri di stagione hanno sempre pareggiato. Logica è quindi la conclusione ai calci di rigore che premia il Milan.

Se possibile il successo ottenuto aumenta il rammarico milanista per l’epilogo del campionato. Probabilmente bastava un po’ più d’attenzione e i rosso-neri avrebbero portato a conclusione un’incredibile tris di successi.

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