DALL’ATTENTATO DI MILANO AL ROGO MATTEI

Mentre nella pausa caffè, o dopo pranzo, gli sportivi leggono e

commentano gli avvenimenti della sera precedente, a Milano succede di tutto. La prefettura

del capoluogo lombardo ha vietato una manifestazione dell’MSI nella quale è in programma

un comizio di CICCIO FRANCO, indicato come l’ispiratore della rivolta a Reggio Calabria

dell’anno precedente. I seguaci del leader calabrese
tentano di opporsi allo sbarramento dei poliziotti per raggiungere piazza Tricolore. Si

verificano tafferugli, scontri, cariche, lancio di sassi e lacrimogeni.
Alla fine il dramma: una bomba lanciata contro i poliziotti uccide l’agente ANTONIO MARINO

e ferisce altre dodici persone. Anche il socialista Pietro NENNI si unisce
al cordoglio del governo affermando:

Anch’egli chiede autorità, la stessa auspicata da più

parti, soprattutto negli ambienti di destra.

In questo clima di crescente tensione sociale prosegue la battaglia per la conquista del

tricolore.

25a GIORNATA: DOMENICA 15 aprile 1973

Atalanta – Roma 1-0

14′ Bianchi

Bologna – Verona 4-1

3′ Zigoni (VE), 48′, 50′ e 75′ Savoldi, 78′ Fedele

Juventus – Palermo 4-1

2′ Bettega, 13′ aut. Landini I, 18′ Ballabio (PA), 45′ Causio, 47′

Haller

LR. Vicenza-Fiorentina 0-1

62′ Saltutti

Lazio – Sampdoria 1-0

19′ Nanni

Milan – Cagliari 1-1

50′ Brugnera, 81′ Rivera (MI) rig.

Napoli – Torino 1-1

75′ Mariani (NA), 86′ Sala

Ternana – Inter 0-1

56′ Mazzola

CLASSIFICA:

Milan 39; Lazio 37; Juventus 35; Fiorentina e Inter 30;

Torino 28; Bologna 26; Cagliari e Napoli 23; Atalanta e Verona 21; Roma 20;
LR. Vicenza e Sampdoria 19; Palermo 15; Ternana 14.

Un rigore trasformato da Gianni Rivera salva il Milan dall’inopinata

sconfitta casalinga col Cagliari finora autore di una stagione anonima. Ne approfittano

Lazio e Juventus per ridurre le distanze. La gara dell’Olimpico prevista per la domenica

successiva tra i biancazzurri e i rosso-neri assume il valore di autentica sfida scudetto.

Tuttavia l’attesa degli sportivi viene immediatamente distolta da quanto

avviene a Roma nella notte tra il 15 e il 16 aprile. Per rappresaglia per i fatti accaduti

a Milano, viene incendiata la casa del segretario della sezione dell’MSI di Primavalle

Mario Mattei. L’infame delitto ha pochi precedenti nella storia politica della giovane

democrazia italiana. Muoiono arsi vivi i suoi due figli. Le indagini porteranno

all’arresto di tre giovani aderenti a Potere Operaio. Alcuni giornali parlano di

strumentalizzazione politica allo scopo di screditare le sinistre, declassando la strage

ad evento di matrice teppista; trattandosi dei figli di un esponente di un partito di

estrema destra regolarmente votato dai cittadini, è fin troppo chiaro il doppiopesismo dei

quotidiani che sostengono teorie simili, quando, solo qualche giorno prima, trattando

quanto avvenuto a Milano, non avevano esitato a trovare connessioni politiche. In realtà

in questo 1973 ci si trova davanti ad una serie di delitti molto più simili al

gangsterismo americano della Chicago anni trenta.

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