LA CONCLUSIONE DEL TORNEO OLIMPICO DI CALCIO: IL MONDO CONOSCE LA POLONIA!

Le medaglie del torneo calcistico vengono assegnate nella giornata conclusiva di una manifestazione segnata dalla tragedia, ma destinata a passare alla storia anche per il successo sovietico nel torneo di ppallacanestro sui maestri statunitensi, per le sette medaglie d’oro conquistate dal nuotatore Marc Spitz e per l’enorme numero di allori ottenuti dalla delegazione della Germania Est. Colossi di muscoli eccellono in tutte le discipline, particolarmente in quelle individuali. Impressionano soprattutto le prestazioni fisiche delle ragazze, più simili a maschi che a rappresentanti del gentil sesso. Tanta strapotenza inizia a gettare un’ombra malefica sull’intero mondo dello sport: doping.

Nel pomeriggio di domenica 10 maggio si concretizza il podio del torneo di calcio. Germania Est ed Unione Sovietica si contendono la medaglia di bronzo.

Monaco di Baviera (Olympiastadion) – domenica 10 settembre 1972

UNIONE SOVIETICA – GERMANIA EST 2-2 d.t.s. (FINALE 3o POSTO)

RETI: Blokhin, Khurtsilava (US); Kreische, Vogel (GE)

UNIONE SOVIETICA: Rudakov, Istomin, Kaplichny; Khurtsilava, Lovchev, Kolotov; Olchansky, Blokhin, Semenov (Andriasian), Yevrushikin, Zanazanian.

GERMANIA EST: Croy, Zapf, Weise; Bransch, Ganzera (Kurbjuweit), Kreische; Pommerenke, Seguin (Vogel) – Sparwasser, Ducke, Streich.

ARBITRO: Marques (Brasile)

SPETTATORI: 80.000.

Non bastano 120 minuti per assegnare sul campo la medaglia di bronzo. Gol e spettacolo caratterizzano l’incontro che, per sorteggio, vede prevalere l’Unione Sovietica, trascinata dai gol del giovane Blochin e dell’esperto Khurtsilava.

Nel frattempo si è concluso pure il Gran Premio d’Italia di Formula UNO. Trionfa il giovane Emerson Fittipaldi, sempre più vicino al titolo di Campione del Mondo. Il brasiliano è accompagnato sul podio da due esperti: Mike Hailwood e Denny Hulme.

A questo punto tutto è pronto per la finale: l’Ungheria tenta di riconfermare l’oro che detiene da due edizioni. Di fronte c’è la Polonia, autentica rivelazione della manifestazione.
Monaco di Baviera (Olympiastadion) – domenica 10 settembre 1972

POLONIA – UNGHERIA 2-1 (FINALE)

RETI: Deyna 2 (PO); Varadi (UN).

POLONIA: Kostka, Szoltysik, Gorgon; Kraska, Anczok, Cmikiewicz; Deyna (Szymczak), Maszczyk, Gut, Lubanski, Gadocha.

UNGHERIA: Geczi, Vepi, Pancsics; Szucs, Juhasz, Balint; Ku (Kocsis), E. Dunai, Kozma, A. Dunai (Toth), Varadi.

SARBITRO: Tschenscher (Germania Ovest).

SPETTATORI: 30.000.
In finale si affrontano senz’altro le due migliori formazioni del torneo. L’Ungheria chiude in vantaggio la prima frazione di gara pregustando il terzo oro consecutivo. Nella ripresa, però, emerge tutta la bontà della formazione polaccca, espressione di un movimento in grande ascesa. Deyna realizza la doppietta che porta il primo grande alloro calcistico nella bacheca di Varsavia. Non si tratta di una meteora: i polacchi costituiscono un complesso destinato a far grandi cose nei prossimi dieci anni, al contrario di quello magiaro, avviato verso una lunga decadenza che continuerà anche negli anni duemila.

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