POLEMICHE E LEGGENDE METROPOLITANE NELL’IMMEDIATO DOPO 20 MAGGIO

Per tifosi e giocatori rossoneri è il dramma. All’esterno del Bentegodi bruciano le bandiere con la stella, mentre all’interno piovono lacrime. Nereo Rocco, costretto a seguire la disfatta dalla tribuna, non ha nemmeno il fiato per bestemmiare e per imprecare contro coloro, dirigenti in testa, che avevano sottovalutato l’impegno di Verona. La presunta dabbenaggine con cui la società meneghina ha gestito quest’ultima settimana di campionato, gettando al vento un titolo ampiamente meritato sul campo, dopo aver dato spettacolo per 29 giornate realizzando oltre due gol di media a partita, danno la stura ad una serie di leggende metropolitane su presunti festeggiamenti dei giocatori prima della gara.

Per chi come me vive a Verona e ancora adesso, a distanza di molti anni è costretto a subire gli scherni dei tifosi giallo-blu, è dura ascoltare i racconti di presunte bisbocce dei giocatori avvenute in vari posti della provincia scaligera. Stando ai racconti dei soliti bene informati, per una sera Rivera e compagni hanno ricevuto il dono dell’obiquità, se è vero che mentre pasteggiavano a base di tortellini e custozza in qualche locale di Valeggio sul Mincio, contemporaneamente c’è chi giura di averli visti ciucchi in qualche trattoria in Valpolicella dove sui tavoli troneggiava una fila di bottiglie vuote di Recioto ed Amarone. Non è finita, perché conosco qualcuno che sostiene di essersi trovato casualmente a cena in un noto locale sulle Torricelle, la collina che domina Verona portata alla ribalta dai mondiali di ciclismo del 1999 e del 2004, concludendo la serata con loro ballando.

In realtà non è avvenuto nulla di tutto questo. Il solo Rocco, per altro squalificato, avrebbe presenziato ad una cena organizzata da un calcio club della provincia scaligera. Comunque il calcio è bello anche per le leggende che nascono tra gli appassionati allo scopo di ampliare la gamma degli sfottò.

Piange la Milano rossonera, ma piange anche la tifoseria dell’Atalanta che in tre settimane ha compromesso un campionato condotto quasi sempre a centro classifica. Per i bergamaschi si sono rivelati fatali i rovesci della terza e della ventinovesima giornata contro Milan e Fiorentina.

Alle 18 del 20 maggio 1973 cala il sipario su uno dei campionati più incredibili dell’intera storia del calcio italiano.
LA CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. V. N. S. V. N. S. G.F. G.S.

1. JUVENTUS 45 30 9 5 1 9 4 2 18 9 3 45 22

2. Milan 44 30 13 2 0 5 6 4 18 8 4 65 33

3. Lazio 43 30 10 5 0 6 6 3 16 11 3 33 16

4. Fiorentina 37 30 12 1 2 4 4 7 16 5 9 39 26

5. Inter 37 30 7 5 3 8 2 5 15 7 8 32 23

6. Torino 31 30 10 4 1 1 5 9 11 9 10 33 21

7. Bologna 31 30 10 3 2 1 6 8 11 9 10 33 31

8. Cagliari 29 30 7 4 4 2 7 6 9 11 10 26 28

9. Napoli 28 30 7 8 0 0 6 9 7 14 9 18 20

10. Verona 26 30 2 11 2 3 5 7 5 16 9 28 34

11. Roma 24 30 4 6 5 2 6 7 6 12 12 23 28

12. Sampdoria 24 30 2 7 6 3 7 5 5 14 11 16 25

13. LR. Vicenza 24 30 4 6 5 3 4 8 7 10 13 15 31

14. ATALANTA 24 30 4 7 4 1 7 7 5 14 11 16 33

15. PALERMO 17 30 3 5 7 0 6 9 3 11 16 13 41

16. TERNANA 16 30 3 6 6 0 4 11 3 10 17 14 37

480 240 107 85 48 48 85 107 155 170 155 449 449

Incredulità e stupore sono i sentimenti che pervadono l’intera Italia calcistica al termine del campionato 1972-73: i milanisti perché hanno perso uno scudetto che credevano comunque vinto, soprattutto alla luce della superiorità tecnica dimostrata durante l’intero campionato, gli juventini perché si sono trovati a festeggiare una vittoria totalmente inaspettata, soprattutto se si pensa che a sei giornate dal termine avevano ben cinque punti di ritardo sulla squadra allenata da Nereo Rocco.

Evidentemente sono increduli anche i redattori de “La domenica Sportiva” che, non avendo previsto un finale simile, invece dei neo Campioni d’Italia, la sera si trovano in studio una squadra affranta. L’imbarazzo è palpabile. Il conduttore del programma Alfredo Pigna, nel tentativo di sciogliere il gelo, butta là una frase di circostanza che suona più o meno così:

Nessuno fra i dirigenti rossoneri raccoglie, Rocco tace, imbambolato in un vestito troppo stretto (o troppo incavolato col mondo per dire tutto ciò che pensa). Il primo a reagire è il capitano Gianni Rivera il quale prende la parola e ribatte prontamente :-

Una frase amara ed intelligente che scioglie la tensione e strappa a tutti un sorriso, ma chepone un’infinita serie d’interrogativi. Perché al Milan non è stato concesso di posticipare la gara per recuperare forze dopo l’importante impegno di coppa? Perché nel momento cruciale della stagione i rosso-neri incappano costantemente in qualche grave errore arbitrale contrario? Il riferimento a quanto accaduto a Roma durante la ventiseiesima giornata è fin troppo chiaro.

È ormai opinione comune che Rivera e compagni non hanno grande potere politico all’interno dei vertici calcistici nazionali e quanto avvenuto negli ultimi due mesi di questa stagione sembra suffragare questa teoria.

Con queste polemiche la stagione si prepara a vivere la sua conclusione. Da assegnare ci sono ancora la Coppa dei Campioni e la Coppa Italia.

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