COPPA ITALIA 1973-74: IL PALERMO AD UN PASSO DAL SOGNO

Il mondiale alle porte impone a tutti ritmi estremamente serrati: in pratica entro il 31 di maggio deve terminare l’intera attività ufficiale dei clubs.

Assegnata la Coppa delle Coppe si inizia con la Coppa Uefa. Uscite ben presto di scena tutte le italiane, l’epilogo del terzo trofeo europeo, in ordine d’importanza, vive il martedì successivo il primo atto della finale. A Londra si affrontano gli inglesi del Tottenham e gli olandesi del Feyenord. Con la nazionale clamorosamente eliminata dai mondiali per mano della Polonia, i londinesi hanno il gravoso compito di tenere alto l’onore del calcio dei maestri, ma di fronte c’è una rappresentante di quello che viene considerato il foot-ball d’avanguardia in questo 1974.
Londra (White Hart Lane) – martedì 21 maggio 1974
TOTENAHM HOTSPURS – FEYENOORD 2-2

RETI: 39′ England, 43′ Van Hanegem (FE), 64′ aut. Van Daele, 85′ De Jong (FE)

TOTENHAM HOTSPUR: Jennings, Evans, Naylor; Pratt, England, Beal; McGrath, Perryman, Peters, Chivers, Coates.

FEYENOORD: Treytel, Rijsbergen, Van Daele; Israël, Vos, De Jong; Jansen, Van Hanegem, Ressel, Schoenmaker, Kristensen.
Il Tottenham cerca due volte la fuga ma viene sempre ripreso dagli olandesi: al gol del mediano England
risponde subito Van Hanegem con una botta da fuori area, mentre l’autorete di Van Daele viene pareggiata da un’incursione repentina di De Jong. Per il
Feyenoord il 2-2 finale è un ottimo punteggio, ma nel match di ritorno dovrà fare i conti con l’assenza di Van Hanegem, squalificato dopo il cartellino giallo rimediato a Londra quando era già in diffida.

Il giorno successivo a questa bellissima gara, le istituzioni cercano di dare una risposta al momento difficile dell’Italia nella quale le azioni sanguinarie dei vari gruppi terroristici si fanno sempre più frequenti. Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa diventa il capo del reparto anti-terrorismo. Carabiniere di lungo corso questo militare, distintosi anche nelle file della resistenza, ha iniziato la propria brillante carriera in Sicilia nel quartiere di Corleone, fino a diventare la speranza dello Stato di chiudere la partita con chi sta minandone le fondamenta. Dalla Chiesa si avarrà di un gruppo di collaboratori personalmente scelti da lui.

Intanto il sequestro Sossi continua a tener tutti col fiato sospeso. Il 23 maggio – La corte d’Assise di Genova accoglie le richieste dei brigatisti. A risultato ottenuto poi i detenuti rimarranno in carcere. Mentre questa storia sta per andare a buon fine Bologna e Palermo scendono in campo per contendersi la Coppa Italia, atto conclusivo della stagione ufficiale per i club nostrani. Su Roma si riversano migliaia di tifosi rosa-nero i quali, nonostante il pronostico sia tutto dalla parte di Savoldi e Compagni, vogliono credere nell’impresa./div>

COPPA ITALIA – FINALE – Roma (Stadio Olimpico), giovedì 23 maggio 1974
BOLOGNA – PALERMO 5-4 d.c.r.

RETI: 13′ Magistrelli S., 90′ Savoldi I (BO) rig.

BOLOGNA: Buso, Roversi, Rimbano (76′ Pecci); Battisodo, Cresci, Gregori
(46′ Novellini); Ghetti, Bulgarelli, G. Savoldi, Vieri,
F. Landini. ALL.: B. Pesaola.

PALERMO: Girardi, Zanin, Cerantola; Arcoleo, Pighin, Barlassina; Favalli, Ballabio (61′ Vullo), Magistrelli, Vanello, La Rosa (46′ Barbara). All.: Viciani.

ARBITRO: Gonella di Torino.
Reduce da un campionato di serie B ampiamente al di sotto delle aspettative, il Palermo fa sognare i propri tifosi mettendo in crisi il Bologna. Dopo 13′ di gioco i siciliani passano in vantaggio grazie ad un colpo di testa di Sergio Magistrelli. Il portiere degli emiliani Sergio Buso diventa l’eroe della serata salvando almeno tre palle gol che avrebbero potuto essere fatali per gli uomini allenati da Pesaola. Al 90′, quando ormai tutti aspettano la fine ed un’isola è pronta a festeggiare un traguardo tanto bello quanto inaspettato, avviene l’episodio che probabilmente cambia l’intera storia calcistica del Palermo. Come sempre, quando le troviamo, preferiamo affidarci alle parole dei protagonisti. In questo caso ci viene in aiuto il mediano Ignazio Arcoleo, uno degli ultimi ad aver vestito il rosa-nero in serie A prima dell’epoca Zamparini.

In effetti anni dopo anche lo stesso Bulgarelli ammetterà di aver commesso una “furbata.” Nemmeno lo scampato pericolo scuote gli emiliani dal loro torpore e nei supplementari il Palermo continua a dare lezione di gioco. Si arriva così ai calci di rigore e ancora una volta accade qualche cosa di poco chiaro. L’allora capitano della squadra Sandro Vanello racconta:

A questo punto i nervi cedono: il giovane Salvatore Vullo e l’esperto Favalli falliscono i tiri dagli undici metri e per il Palermo rimane solamente il tempo delle lacrime, mentre i bolognesi, tra i quali solo Franco Cresci non realizza, festeggiano.

A più di trent’anni di distanza si dice che tanti errori commessi a senso unico siano stati causati dalla volontà d’impedire che una compagine di serie B partecipasse alla prestigiosa Coppa delle Coppe. Ironia della sorte, il Bologna pescherà nell’urna proprio una squadra proveniente dalla propria seconda divisione nazionale e da questa verrà anche eliminato.

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