FERRARI IN CRISI E NAPOLI COLPITA DAL COLERA

La prima domenica d’agosto, con ancora vivo l’orrore per la terribile morte di Williamson, si corre il Gran Premio di Germania. Ancora una volta la Ferrari non partecipa e il belga Jacky Icss si accorda per correre con la McLaren. Giunge terzo alle spalle delle Tyrrel, ccon l’esperto Stewart che bissa il successo olandese, acquisendo un vantaggio di ben diciannove punti sul rivale Fittipaldi.

Due settimane più tardi l’intero circus si trasferisce in Austria. Fittipaldi ha una reazione d’orgoglio alla situazione sfavorevole e conquista la pole position. Parte bene, ma la macchina lo tradisce ancora una volta. Vince il compagno di scuderia Ronnie Peterson, ma Stewart, secondo, incrementa il proprio vantaggio in graduatoria.

La corsa ha visto anche il ritorno della Ferrari, ma Merzario, unico pilota iscritto con la rossa di Maranello, giunge solo settimo staccato di un giro.

Ormai tutto è pronto per l’inizio ufficiale della nuova stagione previsto per mercoledì 29 agosto con la partenza dei gironi eliminatori di Coppa Italia. Il giorno prima, però, il Paese è scosso da quanto viene alla luce a Napoli, città che in questi anni vive il suo peggiore degrado, dove caldo estivo e cattive condizioni igieniche, sono le cause principali di un’epidemia di colera. Il contagio si estende poi fino a Bari con alcuni focolai in Sardegna. Tutto il settore della pesca è in ginocchio con migliaia di pescherecci bloccati. Nel
settore delle verdure i grossisti del nord abbandonano i mercati.
Dieci miliardi i danni sull’economia in pochi giorni. Una parte dell’Italia s’inquieta, mette le barricate psicologiche nei confronti dei meridionali, aumentano
le incomprensioni, ritornano i pregiudizi sparsi ad arte fin dall’Ottocento.

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