LA QUESTIONE DEL PANE

Anche a livello internazionale quella del 1973 non è un’estate tranquilla: l’Ajax, assalita dai club spagnoli a caccia di talenti per ritornare sul tetto d’Europa (la stella Johan Cruijff passa al Barcellona) decide di non partecipare alla Coppa Intercontinentale, nonostante verrà organizzata in gara unica evitando la trasferta in sud America diventata da anni una corrida per le compagini europee. Il forfait degli olandesi apre alla Juventus le porte per diventare campione del mondo anche perchè la sfida verrà disputata nello Stadio Olimpico di Roma.

A metà luglio, intanto, la località inglese di Silverstone è teatro del nonoGran Premio di Formula UNO valido per il Mondiale 1973. La gara si apre con un terribile incidente; al giovane pilota sudafricano Jody Sheckter si ferma la macchina in partenza; si sbraccia per segnalare la posizione, ma nessuno lo vede. Viene colpito numerose volte dalle vetture partite da dietro, ma rimane incredibilmente illeso. Passata la paura, la corsa riprende, e termina col successo dello statunitense Rewson su McLaren, il quale precede la Lotus di Ronnie Peterson, in una gara in cui i due maggiori contendenti al titolo, Stewart e Fittipaldi, rimangono a secco di punti.

Sullo sfondo di tutto questo c’è una quotidianità nella quale si sente sempre più nominare una parola: austerità. L’aumento delle materie prime ha innescato un pesante aumento dei prezzi con gravi ripercussioni sul bilancio commerciale dell’Italia. Il governo tenta di correre ai ripari bloccando i prezzi di alcuni generi di prima necessità come ad esempio il pane comune. La decisione scatena la protesta dei fornai che, a partire dal 18 luglio, bloccano la produzione. L’alimento diventa introvabile nei forni comuni, mentre in alcuni casi, come a Napoli, lo si vende alla borsa nera a 1200 lire a fronte dei 160 imposti dal CIPE.

Nel resto del Paese le cose vanno un po’ meglio: le panetterie sono fornite di altri tipi di pane tutti al di fuori del calmiere e venduti tre volte il prezzo imposto. A dire il vero la legge imporrebbe al fornaio di fornire allo stessso prezzo un altro tipo di pane in assenza di quello comune, ma questo deve avvenire su richiesta del cliente. Le nuove generazioni, però, non ci stanno a fare la figura dei pezzenti e saranno ben poche le massaie che si avarranno di questo diritto!

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