LA STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA

Ormai tutti sono concentrati sugli imminenti mondiali. Manca solo da assegnare la Coppa Uefa e poi la stagione 1973-74 può andare in archivio. L’allentamento delle misure dell’austerity sta riportando la gente sui prati e sulle spiagge nelle gite domenicali fuori-porta. L’ultima domenica di maggio si corre il Gran Premio di Monaco. Vince Ronnie Peterson mentre Fittipaldi torna in testa alla classifica piloti sopravanzando Lauda, dietro anche al compagno Regazzoni di un punto.

Un po’ di serenità sembra tornare, ma il 28 maggio, il Paese è scosso da uno dei fatti di sangue più gravi degli ultimi trent’anni del XX secolo.

Nella centralissima Piazza della Loggia, a Brescia, si tiene una manifestazione sindacale antifascista, quando alle 10 e 28 un ordigno causa 8 morti e 101 feriti. Alla sera la televisione manda le immagini strazianti di persone terrorizzate e ferite, immagini che non lasciano indifferente l’opinione pubblica. L’attentato viene rivendicato dai gruppi d’estrema destra, che in verità, qualche giorno prima avevano preannunciato qualcosa di grosso proprio in concomitanza di questa manifestazione.

La condanna dei politici è unanime (ma ai funerali vengono fischiati sia RUMOR che il presidente LEONE) ma come al solito, le violenze si annegano nella solita formula degli “opposti estremisti” e con i soliti riti. Agli inizi degli anni 2000, la strage di Piazza della Loggia a Brescia (come le altre) rimmarrà ancora impunita,
non verranno mai individuati nè i mandanti nè gli esecutori, nonostante la rivendicazione da parte di Ordine Nuovo, come del resto avverrà per Piazza Fontana e per l’uccisione di Terranova. Le indagini si chiuderanno in fretta, una ragazza tentennerà nell’indicare in un giovane il responsabile, questo verrà arrestato, e morirà in circostanze misteriose in carcere dichiarandosi sempre innocente ed estraneo ai fatti.
Un particolare curioso, ad ascoltare la ragazza e a mettere in carcere il giovane sarà un certo capitano DELFINO. La ragazza diventerà poi la moglie del figlio dell’imprenditore Giuseppe SOFFIANTINI. Nel 1998 entrambi saranno sulle pagine dei giornali per un sequestro molto anomalo e pieno di risvolti inquietanti.

Ma torniamo a questo 1974, e in particolare al 29 maggio. Rotterdham ospita l’ultimo atto ufficiale di questa stagione con la gara di ritorno tra il Feyenoord e il Tothenham. Il 2 a 2 dell’andata favorisce i padroni di casa i quali, però, debbono fare a meno del forte centrocampista Van Hanegem, ammonito nella partita d’andata e, in quanto già diffidato, appiedato dalla giustizia sportiva.
COPPA UEFA – FINALE DI RITORNO -: mercoledì 29 maggio 1974
FEYENOORD – TOTHENHAM HOTSPUR 2-0

RETI: 43′ Rijsbergen, 84′ Ressel

FEYENOORD: Treytel, Rijsbergen, Van Daele; Israël, Vos, Ramljak; Jansen, De Jong, Ressel, Schoenmaker, Kristensen (Boskamp (Wery))

TOTTENHAM HOTSPUR: Jennings, Evans, Naylor; Pratt (Holder),
England, Beal; McGrath, Perryman
Peters, Chivers, Coates.
Le assenze non incidono sul rendimento degli olandesi che liquidano la pratica Tottenham con un gol per tempo entrambi realizzati in chiusura di frazione di gara. Dopo sei anni la Coppa Uefa lascia l’Inghilterra. Il calcio olandese, che in coppa dei campioni ha visto luscita di scena prematura dell’Ajax, risponde in questo modo a quello tedesco.

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