LUCIANO RE CECCONI

È stato senz’altro uno dei simboli di questa squadra. l’”angelo biondo” (così viene soprannominato) nasce a Nerviano, comune della provincia milanese, l’1 dicembre del 1948 e muove i primi passi nel mondo del calcio vestendo la maglia gloriosa della Pro Patria. Fin dagli inizi palesa un’incredibile forza fisica unita ad una grande irruenza che in due stagioni gli costa ben sei espulsioni. Il primo ad intuirne le grandi possibilità è proprio Tommaso Maestrelli che lo vuole con sè al Foggia e gli ritaglia un ruolo a centrocampo che gli permette di esprimere tutte le sue qualità. I piedi non sono eccelsi ma “Cecco” corre per due, caratteristica che, per il gioco voluto dal tecnico pisano, si rivela fondamentale. Col trascorrere degli anni Re Cecconi si disciplina al punto tale da scoprirsi regista aiutando nel ruolo il compagno di reparto Mario Frustalupi. Per lui si aprono anche le porte della nazionale in una sfortunata gara persa contro la Jugoslavia.

Vinto lo scudetto, partecipa alla spedizione azzurra in Germania, terminata decisamente senza gloria. Re Cecconi è uno dei pochi a salvarsi dall’epurazione dei vincitori dello scudetto voluta da Corsini nel 1975.

Nonostante i musi lunghi e la mancanza di risultati, Luciano rimane fedele alla Lazio fino a quella maledetta sera del 18 gennaio del 1977 quando, per voler portare a termine l’ennesima burla della sua vita fingendo una rapina nei confronti del gioielliere Tabocchini, riceve una pistolettata al cuorecadendo morto senza un grido.

A soli 29 anni lascia la moglie e due figli e grandi rimpianti per una vita spezzata ed una carriera ancora da compiere definitivamente.

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