LE PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO DELL’ESTATE 1973

All’inizio dell’estate, con le radio e i numerosi jucke box ancor presenti in gran numero nei locali pubblici che trasmettono in continuazione i successi del momento: Crockodile Rock, Pazza Idea e Perché ti Amo, l’eco di quanto accaduto il 20 maggio del 1973 è ancor vivo, soprattutto in casa Milan, dove si sta tentando di rimarginare le ferite lasciate dalla clamorosa debacle di Verona. La conquista della Coppa Italia contro la Juventus, da un lato ha contribuito a portare un po’ di serenità tra i rosso-neri, dall’altro, però, ha acuito il rammarico per aver mancato l’appuntamento con la storia in una stagione che avrebbe potuto concludersi con un clamoroso “grande slam”. Si sente il bisogno di rinnovamento e per tutti pagano due punti di forza dei rossoneri come Roberto Rosato, ceduto al Genoa e Pierino Prati che ha deciso di trasferirsi alla Roma. In entrata da Verona arriva la promettente ala destra Franco Bergamaschi, uno dei grandi protagonisti di quella maledetta domenica di maggio, quando, con le sue discese sulla fascia, ha fatto letteralmente impazzire la retroguardia milanista.

Mentre Verona sanciva il tramonto del sogno rossonero di conquistare lo scudetto della stella, a Bergamo si compiva il dramma sportivo dell’Atalanta sconfitta in casa dal Lanerossi Vicenza in un drammatico scontro diretto, mentre la Sampdoria andava a vincere a Torino condannando in questo modo i bergamaschi ad una clamorosa retrocessione per differenza reti, dopo che per tutta la stagione erano rimasti in posizione di classifica tranquille.

Tuttavia la festa per i blu-cerchiati dura davvero poco in quanto viene alla luce uno strano tentativo di corruzione nei confronti dell’Atalanta che avrebbe ricevuto un premio in denaro dai liguri qualora avesse sconfitto il Vicenza. Ciò che non si capisce è la logica con la quale i dirigenti sampdoriani hanno cercato di corrompere quelli bergamaschi dato che la differenza reti dei nerazzurri è la peggiore tra le tre squadre. Ma tant’è, alla fine la Samp sarà condannata a scontare una penalizzazione di tre punti nel campionato 1973-74.

Chi vive un’estate d’entusiasmi è invece l’Inter nella quale ritorna Helenio Herrera che ha chiuso definitivamente con la Roma. Al suo arrivo il tecnico argentino convince Fraizzoli a cedere Mariolino Corso col quale non è mai andato d’accordo, nemmeno quando assieme conquistavano il mondo all’inizio degli anni ’60. Con un Milan insediato costantemente nelle posizioni di vertice, sembra essere ritornati indietro nel tempo quando le due squadre dominavano il panorama calcistico nazionale ed internazionale.

C’è grande entusiasmo anche nella capitale: dopo l’ottima stagione 1972-73, la Lazio sogna di ripetersi e uomini come Chinaglia, Re Cecconi e Wilson, tutti entrati nel giro della nazionale, sembrano in grado di permettere ai bianc’azzurri di mantenersi al di sopra della Roma. La società giallo-rossa, però, non ci sta e appronta una pesante campagna di rafforzamento. Il presidente Ansalone chiama in panchina Manlio Scopigno ed acquista lo stopper Battistoni dal Verona, Angelo Domenghini dal Cagliari e soprattutto Pierino Prati dal Milan. A 27 anni la punta spezina ha davanti a sè ancora molte stagioni per farsi rimpiangere dai lombardi.

Napoli, Bologna e Torino vogliono riscattare una stagione deludente. I campani affidano la conduzione tecnica a Luis Vinicio e si rafforzano scommettendo sul brasiliano Sergio Clerici, da anni uno degli attaccanti più prolifici in circolazione. Il Bologna, invece, mantiene l’organico praticamente invariato, mentre il Torino preleva dal Verona il forte centrocampista Emiliano Mascetti (cedendo ai giallo-blu Sergio Maddè a titolo definitivo e il giovane Renato Zaccarelli in prestito) e dall’Arezzo il promettente attaccante Francesco Graziani.

Il 1973 saluta il ritorno nel massimo campionato del Genoa assente da otto stagioni. La società rosso-blu cerca di fare le cose per bene inserendo in organico due stelle del calibro di Roberto Rosato e Mariolino Corso. Accompagnano il ritorno della squadra più vecchia d’Italia il Foggia e il Cesena al suo primo campionato nella massima divisione.

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