SCOPPIA LO SCANDALO DEI PETROLI

Gennaio termina con la Lazio sugli scudi: mai come quest’anno, nemmeno ai tempi di Silvio Piola i bianc’azzurri capitolini sono stati così avanti in classifica! Questo lunedì, però, a tener banco non sono solamente i risultati calcistici della domenica. Infatti il giorno precedente chi si è recato ad acquistare il giornale, in particolare l’Unità, ha trovato notizie circa l’attivazione nelle caserme del paese dello stato d’allarme: il ministro della Difesa
Mario Tanassi giustifica questa misura a causa di possibili attacchi terroristici. Il timore di un golpe di stampo cileno è sempre più forte.

Tuttavia ad inquietare maggiormente l’opinione pubblica è quanto si viene a sapere l’1 febbraio, allorché i giornali escono con titoli ad 8 colonne nei quali viene svelata quella che passa alla storia come “la truffa dei petrolieri.” Questi hanno fornito dati falsi per ottenere l’aumento della benzina. Si parla di trenta miliardi di “bustarelle” a funzionari ministeriali e forse -si afferma- ad importanti uomini politici. La magistratura apre un’inchiesta giudiziaria sulle tangenti che politici del PSI, della DC, del PSDI e del PRI avrebbero ricevuto dall’Unione petrolifera italiana per aumentare il prezzo della benzina. Gli italiani
così scoprono di stare andando a piedi la domenica solo per l’interesse di qualcuno a fare soldi a palate con quello che possiede in stoccaggio nei grandi serbatoi delle raffinerie.

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