BAYERN MONACO-LEEDS UNITED 2-0: IRROMPONO GLI HOOLYGANS

Nel frattempo il calcio continentale vive l’avvenimento clu stagionale con la finale di Coppa dei Campioni organizzata a Parigi.

Al termine di un’edizione priva di squadre italiane per la nota squalifica della Lazio arrivano all’atto conclusivo i detentori del Bayern e i campioni d’Inghilterra del Leedds United, compagine che vive il periodo più fulgido della sua lunga storia. Anche nella capitale francese, nonostante si viva quello che dovrebbe essere un autentico momento di festa, è la violenza a farla da padrona, rovinando per la prima volta una finale di Coppa dei Campioni.

Molti tifosi del Leeds arrivano alla partita già ubriachi e dopo aver seminato il panico nelle zone circostanti il Parco dei Principi con atti di puro teppismo.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE -: Parigi, (Parc de Princes) mercoledì 28 maggio 1975
BAYERN MONACO – LEEDS UNITED 2-0

RETI: 71’ Roth, 83’ G. Müller.

BAYERN MONACO: Maier, Dürnberger, Schwarzenbeck; Beckenbauer, Andersson (4’ Weiss), Torstensson; Roth, Kapellmann, Zobel, G. Müller, U. Hoeneß. All.: Cramer.

LEEDS UNITED: Stewart, Reaney, Madeley; Hunter, F. Gray, Bremner; Giles, Yorath (75’ E. Gray) – Lorimer, Jordan, Clarke. All.: Armfield.

ARBITRO: Kitabdijan (Francia).
La situazione dell’ordine pubblico precipita ulteriormente quando l’arbitro francese Kitabdijian annulla un gol a
Lorimer. Scoppiano violenti scontri che vedono coinvolti i supporter inglesi e la polizia francese. Un nuovo errore del direttore di gara, reo di non aver concesso un calcio di rigore agli inglesi – fallo netto di Beckembauer su Clark – col risultato ancora fermo sullo 0 a 0, ha l’effetto di rendere ancor più violenti i supporters londinesi

In un cupo scenario di violenza in cui il calcio sembra ormai relegato ai margini, prosegue una
partita brutta e nervosa, in cui, fin dal primo istante di gioco, non sono mancati falli cattivi a incendiare un contesto già di per sé molto caldo. Dopo soli due minuti Bjorn Andersson, difensore svedese del Bayern, è messo fuori combattimento da un tackle assassino di un avversario e sul finire del primo tempo pure Uli Hoeness, già in condizioni precarie, deve abbandonare il campo. Al suo posto entra Klaus Wunder, schierato nella posizione di centravanti col conseguente arretramento di Gerd Müller a centrocampo, in una posizione completamente insolita per l’esperto bomber bavarese. A questo punto il cannoniere sorprende tutti, disputando una ripresa tatticamente perfetta, in cui mette in mostra una visione di gioco insospettabile per la sua fama di satanasso dell’area di rigore. Alla fine il Bayern, aiutato si dalla fortuna, ma anche dalla consapevolezza propria delle squadre abituate a vincere, trionfa imponendosi proprio con la forza di volontà e con l’esperienza più che con la classe. Negli ultimi venti minuti Roth e Gerd Müller sigillano la vittoria,
rimettendo in piedi una stagione altrimenti fallimentare. Il Bayern, infatti, ha appena concluso il proprio campionato al decimo posto e, in caso di sconfitta, sarebbe rimasto escluso dalle competizioni europee.

Nel frattempo i tifosi del Leeds proseguono i loro misfatti all’interno e all’esterno dello stadio. A causa degli incidenti, il club inglese verrà punito dall’Uefa con una squalifica.

Purtroppo quella parigina sarà la prima di tante serate di violenza che vedono protagoniste le tifoserie ad ogni latitudine del pianeta. Come cent’anni prima alcuni studenti hanno fatto da apripista per la diffusione del fenomeno sportivo del XX secolo, ancora dall’Inghilterra partirà una moda quanto meno poco piacevole. Per anni si lascerà fare, fino a quando in tutto il mondo arriveranno in diretta le immagini di un autentico massacro. Si reagirà, ma ormai il bubbone della violenza avrà contagiato molti gruppi che vedono nella partita di calcio un momento per sfogare i propri peggiori istinti animaleschi.

La moda arriverà anche in Italia; alle grandi scazzottate celebrate in qualche film anni cinquanta si sostituiranno spranghe e coltelli. Entrerà anche la politica con le tifoserie pronte, sulla carta, ad abbracciare ideologie d’estrema destra o di estrema sinistra. Per anni ci si limiterà ad indignarsi di fronte ad incidenti, a cori razzisti, qualche “comico” utilizzerà la violenza delle curve come scenario ideale per qualche film (che cosa ci sarà poi da ridere?) per poi accorgersi che la partita di calcio in Italia assomiglia più ad un campo d’esercitazione militare che ad un momento di festa!

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