CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1974-75: IL GIRONE D’ANDATA DALLA 4a ALLA 6a GIORNATA

In settimana tornano le coppe europee che vedono impegnate in Coppa Uefa Inter, Juventus e Napoli. Particolarmente insidioso si prospetta la gara che vede i milanesi opposti agli olandesi dell’Amsterdam. In effetti a Mazzola e compagni non basta il solito gol di Boninsegna per uscire con un risultato positivo dall’incontro casalingo con questa nuova realtà del calcio olandese. Jensen realizza una doppietta ipotecando per i suoi il passaggio del turno.

Ben diversamente vanno invece le cose per Juventus e Napoli: i bianconeri tornano dalla Scozia con una tranquillizzante vittoria per 4 a 2, grazie ad una doppietta di Altafini e ai gol di Gentile e Cuccureddu, mentre il Napoli riesce ad aver ragione del Porto per 1 a 0, risultato propiziato da una rete del giovane Andrea Orlandini.
4a GIORNATA: domenica 27 ottobre 1974

Cagliari – Varese 1-1

47′ Novellini (CA), 82′ Bonafè

Cesena – Fiorentina 1-1

29′ Bertarelli (CE) rig., 45′ Desolati rig.

Inter – Bologna 1-1

19′ Massimelli, 61′ Moro (IN)

Juventus – Ascoli 4-0

30′ e 45′ Altafini, 68′ Anastasi, 83′ Causio

LR. Vicenza – Torino 1-0

20′ Ferrante

Roma – Milan 0-1

84′ Calloni

Sampdoria – Napoli 1-1

5′ Maraschi (SA), 74′ Rampanti

Ternana – Lazio 1-1

61′ Traini (TE), 86′ Chinaglia rig.

CLASSIFICA:

Lazio 7; Fiorentina e Napoli 6; Bologna, Juventus e Torino 5; Cagliari, Inter, Milan, Sampdoria e Varese 4; Cesena e LR. Vicenza 3; Ascoli 2; Roma e Ternana 1.
Nel più classico dei testa-coda, la Lazio deve accontentarsi di uscire con un pari dal campo della ternana. Tuttavia i Campioni in carica mantengono la vetta della graduatoria grazie ai contemporanei pareggi di Fiorentina e Napoli. In una giornata caratterizzata dai pareggi, spiccano la larga vittoria della Juventus sull’Ascoli con protagonista Altafini (per lui quattro reti in quattro giorni) e la vittoria esterna del Milan sul campo della Roma con la prima rete stagionale e in serie A di Egidio Calloni. E’ una sconfitta pesante per la squadra allenata da Liedholm che ora si trova sul fondo della classifica con la Ternana.

Intanto le azioni di Milano hanno fatto scalpore trovando immediatamente degli emuli. La “disobbidienza civile” infatti si diffonde non solo nei supermercati ma, soprattutto a Torino, anche contro gli aumenti tariffari dell’Enel, pagando solo il 50% della bolletta. Il 29 ottobre i pendolari di Treviglio bloccano la ferrovia per protestare contro le nuove tariffe e i disagi causati dai trasporti diventati cari e insufficienti.

Continua anche l’opera del Generale Dalla Chiesa che il 30 porta all’arresto dei
brigatisti rossi Prospero Gallinari e Alfredo Buonavita avvenuto a Torino.

Il giorno successivo, nel quadro delle indagini riguardanti il tentativo di golpe Borghese, a Padova è emesso un mandato di cattura contro il generale Vito Miceli, ex capo del SID, con l’accusa di cospirazione contro lo Stato.

Approfittando della festività del 4 novembre, le squadre godono di un giorno in più di riposo. Mentre la nazione ricorda la “Vittoria” (mutilata), alle 14,30 la giostra riprende a girare.
5a GIORNATA: lunedì 4 novembre 1974

Ascoli – Cesena 0-0

Bologna – Cagliari 2-0

72′ Landini II, 86′ Savoldi

Fiorentina – Napoli 1-1

22′ aut. Burgnich (FI), 68′ Clerici rig.

Lazio – Inter 1-2

23′ Re Cecconi (LA), 53′ aut. Oddi, 58′ Fedele

Milan – LR. Vicenza 1-0

69′ Chiarugi

Sampdoria – Juventus 1-3

46′ De Giorgis (SA), 66′ e 73′ Altafini, 74′ Anastasi

Torino – Ternana 1-1

29′ Graziani (TO), 49′ Garritano

Varese – Roma 0-0

CLASSIFICA:

Bologna, Fiorentina, Juventus, Lazio e Napoli 7; Inter, Milan e Torino 6; Varese 5; Cagliari, Cesena e Sampdoria 4; Ascoli e LR. Vicenza 3; Roma e Ternana 2.
Adriano Fedele, jolly difensivo uscito forse troppo presto dal giro della nazionale, rilancia l’Inter nella lotta scudetto interrompendo il volo della Lazio, sconfitta nel primo grande scontro stagionale. Ne approfittano Juventus, Napoli, Fiorentina e, solo a metà, anche Torino per insediarsi al comando. Subito dietro c’è anche il Milan vittorioso in casa col Vicenza.

Due giorni dopo le nostre rappresentanti in Coppa Uefa sono nuovamente in campo.
E’ una serata quasi perfetta: la Juventus serve un’altra quaterna agli scozzesi dell’Ibernian firmata da Bettega, Anastasi (doppietta) ed Altafini al suo settimo centro nelle ultime quattro gare ufficiali; contemporaneamente il Napoli, grazie a Sergio Clerici, va a vincere in Portogallo, mentre all’Inter non riesce l’impresa di vincere in Olanda e l’Italia perde un’altra rappresentante nelle coppe.

Ora tutto è pronto per una giornata ad alta tensione: mentre Milano vive il suo derby col Milan intenzionato a vendicare il 5 a 1 subito l’anno precedente, Napoli e Lazio si sfidano in un interessantissimo scontro al vertice.
6a GIORNATA: domenica 10 novembre 1974

Cagliari – Sampdoria 1-0

58′ Gori

Cesena – Juventus 0-1

85′ Causio

Inter – Milan 0-0

LR. Vicenza – Bologna 0-1

84′ Savoldi

Napoli – Lazio 1-1

21′ La Palma (NA), 77′ Garlaschelli

Roma – Ascoli 1-0

17′ Prati

Ternana – Varese 2-0

41′ Garritano, 86′ Traini

Torino – Fiorentina 2-1

29′ e 49′ Pulici, 61′ Guerini (FI)

CLASSIFICA:

Bologna e Juventus 9; Lazio, Napoli e Torino 8; Fiorentina, Inter e Milan 7; Cagliari 6; Varese 5; Cesena, Roma, Sampdoria e Ternana 4; Ascoli e LR. Vicenza 3.
Due reti realizzate in contemporanea dallo Juventino Franco Causio sul campo di Cesena e dal bolognese Giuseppe Savoldi in quel di Vicenza, determinano la vetta temporanea della graduatoria, staccando di un punto il terzetto formato da Lazio, Napoli e Torino.

Lo 0 a 0 scaturito dal derby ha il solo risultato di allontanare entrambe le squadre dal vertice.

Ora le sedici squadre di serie A debbono forzatamente prendersi una pausa di riflessione: il weekend successivo vede la nazionale azzurra esordire nella nuova edizione del campionato europeo contro l’Olanda. La selezione allenata da Bernardini è chiamata a confrontarsi con i profeti del “calcio totale,” il nuovo modello di gioco al quale tutti cercano più o meno di ispirarsi. E’ superfluo dire che l’avvenimento gode di una spasmodica attesa da parte dei numerosi appassionati di calcio.

Intanto sono le donne a far parlare di sè. Il 13 novembre Roma è attraversata da un imponente corteo di femministe. Le rappresentanti del “sesso debole” in piazza sono ormai diventate legioni. La partecipazione é tanto massiccia da suscitare perfino l’invidia dei gruppi di extraparlamentari che vorrebbero gestire ideologicamente pure queste manifestazioni di piazza. Questa interferenza e la volontà di volerle strumentalizzare provoca alcuni incidenti; le organizzatrici respingono sdegnosamenbte gli intrusi e proseguono nella loro lotta per la
riforma del diritto di famiglia, chiedendo la conversione in legge delle proposte giacenti da anni in Parlamento. Probabilmente il bisogno di voti spingerà qualche politico a prestare particolare attenzione alle istanze dell’”altra metà del cielo”.

Andassero in porto per la società ci sarebbero dei cambiamenti epocali. Il dibattito sui mezzi d’informazione, nei luoghi pubblici e nelle famiglie è serrato, come avviene in questi anni settanta per tutto ciò che riguarda la collettività.

Una partita di calcio della nazionale costituisce un’altra buona occasione per riunire vari nuclei famigliari e quella contro l’Olanda è certamente una grande opportunità, nonostante il match si giochi un mercoledì sera. Per affrontare i vice campioni del mondo Bernardini vara una formazione particolarmente giovane, escludendo Giacinto Facchetti e facendo esordire Gian Carlo Antognoni. Fa scalpore anche l’esclusione di Romeo Benetti, probabilmente l’uomo più adatto a marcare Johan Cruijff che invece verrà preso in consegna dal giovane Andrea Orlandini. La trasferta nella “terra dei tulipani” rappresenta l’inizio del rapporto con la nazionale anche per l’ala sinistra del Napoli Giorgio Braglia, probabilmente la novità più significativa di questo inizio di stagione, e per il giovane mediano della Fiorentina Vincenzo Guerrini, splendida meteora la cui carriera subirà una drammatica interruzione.
324: Rotterdam (Feyenoord Stadium) – mercoledì 20 novembre 1974 – ore 20,30

OLANDA – ITALIA 3-1 (C.E.Q.: GIR. 5 1a gara)

RETI: 5′ Boninsegna (I), 24′ Rensenbrink, 64′ e 80′ Cruijff

OLANDA: Jongbloed, Suurbier, Krol, Neeskens, Rijsbergen, Haan, Rep (46′ R. Van de Kerkhof), Van der Kuylen, Cruijff (cap.), Van Hanegem, Rensenbrink. C.T.: G. Knobel.

Adisposizione: Schrijvers, Peters, Schneider, Notten.

ITALIA: Zoff (Juventus) 37 (cap.), Rocca (Roma) 2, Roggi (Fiorentina) 2, Orlandini (Napoli) 1, F. Morini (Juventus) 10, Zecchini (Milan) 2, Causio (Juventus) 13, Juliano (Napoli) 18, Boninsegna (Inter) 21, Antognoni (Fiorentina) 1, Anastasi (Juventus) 24. C.T.: F. Bernardini.

A disposizione: Albertosi (Milan), Martini (Lazio), Guerini (Fiorentina), Re Cecconi (Lazio), Braglia (Napoli).

ARBITRO: Kasakov (URSS).
L’esperto Roberto Boninsegna, specialista nel mettere la propria firma contro le grandi squadre, illude tutti di poter realizzare l’impresa. Nonostante il pareggio arrivato dopo soli 19 minuti, nel primo tempo la formazione allenata da Bernardini tiene testa agli olandesi, esprimendosi ad alto livello col giovane Giancarlo Antognoni grande regista di centrocampo. Nella ripresa, però, Cruijff arretra il proprio raggio d’azione e portandolo continuamente fuori posizione, manda in netta confusione il giovane Andrea Orlandini. Per la stella del Barcellona si aprono autostrade che lui non esita a percorrere infilando per due volte la porta difesa da Zoff, costretto a concludere nel peggiore dei modi la sua prima volta da capitano. Nonostante la pesante sconfitta, gli azzurri escono dal confronto comunque a testa alta e con molte recriminazioni nei confronti del direttore di gara sovietico Kasakov, reo di non aver concesso due rigori a Boninsegna, oltre ad aver convalidato il primo gol di Cruijff realizzato in evidente fuorigioco.

Stranamente, questa volta la critica sorvola sui gravissimi errori arbitrali (Kasakov chiude forzatamente qui la sua carriera) ed esprime tutta la sua preoccupazione sul fatto che, nonostante l’impegno profuso in entrambe le gare, il nuovo corso iniziato da Bernardini non ha portato altro che sconfitte. Qualcuno inizia a chiedersi se sia stato saggio epurare in blocco tutti i grandi campioni del Messico ed affidare la conduzione tecnica ad un “vecchio”.

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