ADRIANO FEDELE

Nato ad Udine il 13 ottobre 1947, a 14 anni entra a far parte delle giovanili della società locale per
essere aggregato tre anni dopo alla prima squadra. Nonostante la caduta in serie C dell’Udinese, Fedele si mette in evidenza come uno dei migliori difensori della categoria, tanto da suscitare l’interesse dei principali club nazionali. Il Bologna si aggiudica le prestazioni di questo giocatore che fa della forza fisica uno dei suoi principali punti di forza. Con i rosso-blu disputa tre campionati arrivando anche alle soglie della nazionale maggiore.

Nel 1973, l’Inter, a caccia di nuovi talenti per tornare ai livelli del decennio precedente, decide di ingaggiarlo. In nerazzurro rimane per ben sei stagioni giocando sempre a buoni livelli, ma alla fine della sua esperienza vincerà solamente una Coppa Italia.

A 32 anni, assieme al giovane Roberto Tricella, accetta di scendere in serie B per vestire la maglia del Verona, desideroso di ritornare immediatamente nella massima serie. Nonostante la presenza in rosa di giocatori affermati ed esperti come il difensore ed ex compagno di reparto al Bologna Tazio Roversi, i centrocampisti Walter Franzot, Franco Bergamaschi ed Emiliano Mascetti e il centravanti Roberto Boninsegna, l’obbiettivo non viene raggiunto immediatamente. Fedele festeggierà il ritorno in serie A col Verona a 35 anni, con Osvaldo Bagnoli in panchina e dopo aver addirittura rischiato l’anno precedente la retrocessione in serie C.

Il campionato 1982-83 vede Fedele sedere spesso in panchina pronto ad entrare in qualsiasi ruolo di difesa o di centrocampo in una squadra che sta apprestandosi a scrivere una delle più belle favole del calcio italiano. Alla fine le magie di Dirceu e i gol di Domenico Penzo e Pierino Fanna trascinano i giallo-blu, quindi anche Fedele, al quarto posto finale. E’ l’ultima soddisfazione del Fedele calciatore prima di appendere le scarpe al chiodo e di intraprendere la carriera di allenatore.

Inizia a Pordenone in serie C2 portando la squadra ad ottenere il miglior risultato della sua storia. Lavora bene con i giovani tanto che l’Udinese lo chiama a dirigere il proprio settore giovanile. Nella stagione 1991 ha anche l’occasione di guidare la prima squadra sostituendo Franco Scoglio. L’organico a disposizione, per la serie B, è di prim’ordine e lui è abile a mettere a frutto quanto gli è concesso raggiungendo la promozione a fine anno.

L’estate del 1992 gli riserva tuttavia un’amara sorpresa: cinque giorni prima dell’inizio del campionato la dirigenza decide di sostituirlo. Fedele rimane a disposizione e un anno e mezzo dopo torna in panchina prendendo una squadra ormai retrocessa e sfiorando una clamorosa salvezza.

Dopo l’esperienza sulla panchina dei bianconeri, Fedele siederà più volte su quella del Padova salvando quasi sempre i bianco-scudati in uno dei periodi più bui della loro storia.

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