CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1974-75: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 24a ALLA 26a GIORNATA

Il martedì successivo a questa intensa giornata di sport da Riad, capitale dell’Arabia Saudita, giunge una notizia che in un certo senso riporta la gente comune indietro negli anni, nonostante si tratti di una tragedia. Re Fayal, sovrano del Paese asiatico, viene assassinato da un nipote che gli spara a bruciapelo durante un’udienza. L’importanza del petrolio ha messo la casa regnante saudita al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, la quale è trasognata davanti agli sfarzi di queste corti orientali.

Invece un moto di pura tristezza ed orrore assale tutti davanti alle immagini di quanto accade a Domodossola, in località Santa Maria Maggiore,
Val Vigezzo, dove il 27 un incendio scoppiato in un albergo provoca la morte di sedici persone: quattordici francesi e due italiani

Tutto questo mentre Torino si prepara ad assistere ad un derby nel quale, dopo anni, entrambe le compagini si trovano nelle prime posizioni della graduatoria. La Juventus è lanciata verso lo scudetto ma deve temere la voglia di rivalsa dei cugini reduci dalla brutta prova di Milano.
24a GIORNATA: domenica 31 marzo 1975

Ascoli – Varese 2-0

62′ Silva, 70′ Campanini

Bologna – Lazio 1-2

3′ aut. Wilson (BO), 9′ Chinaglia, 52′ aut. Bellugi

Inter – Cesena 0-1

55′ Orlandi

LR. Vicenza-Fiorentina 0-1

27′ Caso

Napoli – Milan 2-0

71′ Clerici rig., 77′ aut. Turone

Roma – Cagliari 1-1

21′ Spadoni (RM), 75′ Gori

Sampdoria – Ternana 1-0

22′ Maraschi rig.

Torino – Juventus 3-2

19′ Pulici rig., 34′ Bettega (JU), 71′ Pulici, 83′ Capello (JU), 88′ Zaccarelli

CLASSIFICA:

Juventus 34; Napoli 32; Lazio e Roma 30; Torino 29; Milan 27; Bologna 26; Fiorentina e Inter 24; Cagliari 21; Cesena 20; Ascoli 19; Sampdoria e Ternana 18; LR. Vicenza 17; Varese 15.
L’orgoglio granata riapre il campionato. Al termine di una delle gare più spettacolari della storia del “derby della Mole” la Juventus esce sconfitta ed ora deve temere seriamente il ritorno del Napoli, vittorioso sul Milan per 2 a a 0. Per il calcio italiano inizia una settimana infuocata in quanto la domenica successiva Torino ospita il big match tra le prime due della classe.

Intanto fioccano le polemiche in casa dell’Inter, dopo la clamorosa sconfitta interna contro il Cesena avviato verso una tranquilla salvezza.

La Lazio passa a Bologna, ma in casa bianc’azzurra ci si preoccupa per le condizioni fisiche del tecnico Tommaso Maestrelli. Per lungo tempo il pugliese ha mascherato i forti dolori alla schiena, fino a quando, durante una gara del mese di marzo, si è sentito male in panchina. Ricoverato in ospedale il responso è tragico: cancro.

In questo clima continua l’opera di ricostruzione della nazionale voluta da Fulvio Bernardini. Per cementare ulteriormente il gruppo in vista del difficile incontro con la Polonia previsto a fine aprile è stata organizzata un’amichevole non ufficiale contro una selezione degli Stati Uniti. Tre sono i volti nuovi chiamati dal tecnico romano: gli juventini Gaetano Scirea e Roberto Bettega e il giovane promettentissimo centrocampista del Bologna Eraldo Pecci.
Roma (Stadio Olimpico) -mercoledì 2 aprile 1975 – ore 15,30

ITALIA – U.S.A. 10-0 (Amichevole non ufficiale)

RETI: 7′ Rocca, 16′ Cordova, 18′ Rocca, 25′ Chinaglia, 27′ Graziani, 51′ Savoldi I, 58′ Chinaglia, 70′ Savoldi, 77′ e 82′ Graziani

ITALIA: (primo tempo): Zoff (Juventus), Gentile (Juventus), Rocca (Roma), Cordova (Roma), Bellugi (Bologna), Facchetti (Inter) (cap.), Graziani (Torino), G. Morini (Roma), Chinaglia (Lazio), Capello
(Juventus), Bettega (Juventus).

(Secondo tempo): Albertosi (Milan) (cap.), Gentile, Rocca, Cordova, F. Morini (Juventus), Scirea
(Juventus), Graziani, G. Morini, Savoldi I (Bologna), Pecci (Bologna), Chinaglia. – C.T.: F. Bernardini.

U.S.A.: Rigby, Hamlyn (80′ Demling), Smith, Barto, Roth (cap.), Counce, McCree, D’Errico (65′ Rote), Rymarczyk, Robostoff, Scurti (46′ Shatopek) .C.T.: A. Miller.

ARBITRO: Menegali (Italia).

SPETTATORI: 15.000 (12,118 buyers)
I 15.000 spettatori si perdono nel grande Stadio Olimpico, ma assistono ad un piacevole pomeriggio di reti e belle giocate, estremamente utile per il morale della truppa, in vista di impegni ben più probanti.

La domenica successiva l’attenzione dei calciofili si sposta da Roma a Torino dove è in programma il match decisivo del campionato. Il Napoli si reca in piemonte pronto a far di tutto per agganciare i rivali in vetta alla classifica, facendo dimenticare il pesante 2 a 6 rimediato in casa a dicembre.
25a GIORNATA: domenica 6 aprile 1975

Cesena – LR. Vicenza 3-1

34′ Bertarelli, 39′ Vitali (LR), 57′ e 75′ Urban

Fiorentina – Roma 0-0

Juventus – Napoli 2-1

19′ Causio, 59′ Juliano (NA), 88′ Altafini

Lazio – Torino 1-5

12′ e 40′ Graziani, 58′ Chinaglia (LA), 73′, 85′ e 87′ Pulici

Milan – Cagliari 0-0

Sampdoria – Ascoli 0-0

Ternana – Inter 0-0

Varese – Bologna 1-4

8′ aut. Dal Fiume, 77′ Bulgarelli, 78′ Libera (VA), 82′ Cresci, 87′ Landini II

CLASSIFICA:

Juventus 36; Napoli 32; Roma e Torino 31; Lazio 30; Bologna e Milan 28; Fiorentina e Inter 25; Cagliari e Cesena 22; Ascoli 20; Sampdoria e Ternana 19; LR. Vicenza 17; Varese 15.
Il campionato rimane in vita fino al minuto 88 (da pochi minuti sono trascorse le 17), ossia fino a quando Josè Altafini infila la porta difesa da Gedeone Carmignani, gettando nella disperazione la sua ex squadra. Improvvisamente il vantaggio passa da due a quattro punti e con sole cinque giornate a disposizione per la Juventus è più difficile perderlo che vincerlo questo scudetto!

Dietro il Torino va a maramaldeggiare sul campo della Lazio grazie ad una prestazione maiuscola dei suoi “gemelli del gol”, uno dei tandem d’attacco più forti della storia del calcio che, inspiegabilmente, verrà poco utilizzato in nazionale.

Nella lotta per conquistare un posto in Coppa Uefa si fa vedere il Bologna il quale va a servire una quaterna al Varese sul campo dei lombardi, teatro tra l’altro dell’ultimo gol in carriera di Giacomo Bulgarelli.

Messo praticamente in cassaforte lo scudetto la Juventus ora si concentra sulla semifinale di Coppa Uefa, nella quale parte con i favori del pronostico, dato lo scarso blasone degli avversari. Il Twente, però, è una delle esponenti di quel calcio olandese divenuto il modello tattico al quale ispirarsi. Ad Enschede infatti i bianconeri vengono letteralmente travolti dalla forza fisica dei padroni di casa i quali passano con Jeuring e Zuidema autore di una doppietta. Il solito Altafini infila una rete che lascia aperta qualche speranza di rimonta nella gara di ritorno.

Mentre ci si interroga sulla pesante sconfitta della juventus, ultima rappresentante italiana nelle coppe, da Los Angeles giunge una notizia che fa felice l’intero Paese: Federico Fellini vince il suo quarto
Oscar con il film Amarcord, capolavoro ambientato nella Romagna degli anni venti, che sicuramente avrà stimolato la memoria di molte persone.

Il giorno successivo Madrid è teatro della partita di ritorno di Coppa Intercontinentale. L’Atletico tenta l’impresa di conquistare il trofeo più importante a livello di club.
COPPA INTERCONTINENTALE RITORNO: giovedì 10 aprile 1975
Madrid (Estadio Vicente Calderón)

ATLETICO MADRID- Independiente 2-0

RETI: 23′ Irureta, 85′ Rubén “Ratón” Ayala.

ATLETICO MADRID: Pacheco, Melo, Heredia; Eusebio, Capón, Adelardo; Irureta, Alberto (Salcedo), Aguilar, Gárate, Rubén Ayala. ALL.: L. Aragonés.

INDEPENDIENTE: Pérez, López, Pavoni; Comisso, Galván, Carrica; Balbuena, Saggiorato,Rojas (69′ Rodríguez), Bochini, Bertoni. ALL.: Roberto Ferreiro.

ARBITRO: Carlos Robles (Cile).
Un gol d’Irureta rimette in pari gli spagnoli i quali debbono attendere gli ultimi minuti per trovare la rete per la “fiesta!” La seconda squadra di Madrid, un club comunque pluri titolato anche a livello europeo, raggiunge in questa serata di primavera il vertice agonistico della sua lunga storia.

La domenica successiva per il mondo si apre un’epoca di dolore: un attentato a Beirut diventa la causa scatenante di una guerra civile destinata a durare oltre quindic’anni e causa di centinaia di migliaia di vittime, trasformando una delle nazioni più benestanti della terra in un cumulo di macerie e miseria.
26a GIORNATA: domenica 13 aprile 1975

Bologna – Milan 0-0

Cagliari – Juventus 1-1

5′ aut. Morini (CA), 87′ Altafini

Cesena – Roma 0-0

Inter – Fiorentina 1-0

68′ Boninsegna rig.

LR. Vicenza – Ascoli 1-0

10′ Sormani rig.

Lazio – Varese 2-0

35′ Chinaglia rig., 88′ aut. Zignoli

Napoli – Ternana 7-1

4′ La Palma, 17′ Massa, 25′ Esposito, 40′ Clerici, 46′ Braglia, 73′ Massa, 75′ Donati (TE), 87′ Braglia

Torino – Sampdoria 1-1

17′ Graziani, 60′ Maraschi (SA) rig.

CLASSIFICA:

Juventus 37; Napoli 34; Lazio, Roma e Torino 32; Bologna e Milan 29; Inter 27; Fiorentina 25; Cagliari e Cesena 23; Ascoli e Sampdoria 20; LR. Vicenza e Ternana 19; Varese 15.
Ancora una volta Altafini salva la Juventus nei minuti finali realizzando il gol che tiene il Napoli a distanza di sicurezza. I campani reagiscono alla beffa subita sette giorni prima travolgendo la Ternana e mandando a segno ben quattro giocatori. Dietro le altre pareggiano tutte lasciando completamente invariato il quadro della lotta per i posti in Coppa Uefa.

Dopo una corsa durata oltre quattro mesi, la “giostra” della serie A si ferma per lasciare spazio alla Nazionale impegnata nelle qualificazioni alla fase finale del Campionato d’Europa contro la Polonia, terza classificata ai campionati mondiali di Germania. Per gli azzurri è giunto il momento di prendersi la rivincita contro la compagine che ha messo fine ai sogni di gloria del nostro calcio. Sicuramente quella varata, sarà una formazione ricca di esordienti, ma i due test non ufficiali contro Norvegia e Stati Uniti dovrebbero preservare questi giocatori dalle insidie dell’emozione della “prima volta”.

L’importante sfida alla Polonia arriva al termine di una settimana caratterizzata da continui incidenti tra giovani militanti politici di opposti schieramenti, spesso sfociati in tragedia. Si inizia a Milano il 16 aprile quando, a conclusione di una manifestazione, il diciottenne Claudio Varalli, militante del gruppo di sinistra “Movimento Lavoratori per il Socialismo,” viene ucciso a colpi di pistola dal
Neofascista di “Avanguardia Nazionale” Antonio Braggion. Il giorno successivo, durante la manifestazione di protesta per l’omicidio del giovane d’estrema sinistra, scoppiano degli scontri tra le forze dell’ordine e i dimostranti: Giannino Zibecchi, 26 anni, militante del “Coordinamento dei Comitati Antifascisti,” muore travolto da un camion dei Carabinieri.

Intanto a migliaia di chilometri di distanza, in Cambogia, nazione insanguinata da una lunga guerra, Pol Pot
prende il potere e cambia il nome della nazione in Kampuchea Democratica. È l’inizio di una dittatura dura e sanguinosa, che in pochi anni causerà milioni di vittime.

La settimana di follia collettiva prosegue il 18 con uno sciopero nazionale di protesta in varie città d’Italia causa di altri momenti di forti tensioni, e un’altra tragedia. A Firenze partono altri colpi di pistola tra la folla ed uno di questi fulmina RODOLFO BOSCHI di 22 anni, militante del PCI. “Il Giornale” scrive al riguardo:

In realtà siamo appena all’inizio di una stagione del terrore. Il
Paese sta entrando negli anni più bui del secondo dopoguerra, sia per i numerosi attentati e omicidi che caratterizzeranno gli anni a venire, sia per la grave crisi economica, di cui nessuno vede la fine.

Per lo sport, intanto, il presente si chiama Polonia, nazionale reduce dall’ottimo terzo posto ai mondiali tedeschi. Per affrontarla Bernardini si affida a molti esordienti: lo juventino Claudi o Gentile, i romanisti Franco Cordova e Giorgio Morini e il granata Francesco “Ciccio” Graziani schierato sulla destra a completare un trio d’attacco composto dall’altro “gemello del gol” Paolino Pulici e da Giorgio Chinaglia.

326: Roma (Stadio Olimpico) – sabato 19 aprile 1975 – ore 15,30

ITALIA – POLONIA 0-0 (C.E.Q.: gir. 3, 2a gara)

ITALIA: Zoff (Juventus) 39, Gentile (Juventus) 1, Rocca (Roma) 4, Cordova (Roma) 1, Bellugi (Bologna) 8, Facchetti (Inter) 78 (cap.), Graziani (Torino) 1, G. Morini (Roma) 1, Chinaglia (Lazio) 12, Antognoni (Fiorentina) 3, P. Pulici (Torino) 4. C.T.: F. Bernardini.

A disposizione: Albertosi (Milan), Scirea (Juventus), F. Morini (Juventus),
Savoldi I (Bologna).

POLONIA: Tomaszewski, Szymanowski, Wawrowski, Kasperczak (46′ Cmikiewicz), Zmuda, Gorgon, Lato, Deyna (cap.), Szarmach, Maszczyk, Gadocha. C.T.: K. Gorski.

A disposizione: Karwecki, Wyrobek, Kmiecik, Bula.

ARBITRO: Helies (Francia).

SPETTATORI: 80.000 (71.048 paganti
All’Olimpico c’è il tutto esaurito per una partita che in realtà riserva ben poche emozioni anche per colpa dell’atteggiamento tattico dei polacchi. Gli azzurri partono in attacco, ma gli avversari, molto coperti, interrompono quasi sistematicamente le trame della nostra nazionale. Al 24° il portiere polacco esce male, ma Antognoni spara su Gadocha, che manda in angolo. Al 41° Pulici, ottimamente servito da
Chinaglia tira oltre la traversa. La Polonia risponde 2 minuti più tardi con Lato, ma Rocca riesce ad intervenire a pochi passi dalla porta. La ripresa vede Chinaglia giocare più avanzato, e l’Italia farsi più pericolosa. Al 77° la grande occasione sui piedi di Graziani che pesca bene Pulici, che stoppa di destro e tira di sinistro, ma Tomaszewski, è pronto a tuffarsi deviando sul palo e poi in angolo. All’83° è ancora Pulici, imbeccato da Morini, a tirare in diagonale
e sfiorare di nuovo il palo a portiere battuto. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca ai nostri azzurri, per i quali la qualificazione alla fase successiva dei campionati Europei si complica maledettamente.

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