CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1974-75

Le prime dieci giornate del Napoli, schierato secondo i dettami della zona, hanno costituito l’esperimento tattico più interessante di un campionato dominato dalle vittorie casalinghe e dai pareggi, soprattutto nella bassa classifica. Alla fine vince la tradizione con la Juventus capace di dominare la stagione, oltre il responso delle cifre che non rendono giustizia al cammino dei bianconeri. Solo qualche incidente di percorso ha impedito agli uomini allenati da Carlo Parola di festeggiare in anticipo il loro sedicesimo tricolore. A Torino si stanno mettendo le basi dello squadrone che dominerà i prossimi dodici anni della storia del calcio italiano, fornendo tra l’altro alla nazionale azzurra un’ossatura con la quale rilanciarsi.

Il campionato sancisce anche la crisi del calcio milanese: mentre il Milan si trova in mezzo ad un’autentica bufera scatenata dall’idea del presidente Buticchi di cedere Rivera, l’Inter è precipitata in una profonda crisi tecnica. I giovani acquistati per ricostruire una squadra degna di quella che dieci anni prima ha dominato nel mondo, non si rivelano all’altezza lasciando tutto sulle spalle dei tre senatori Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola e Roberto Boninsegna, ancora capaci di prestazioni ad alto livello.

Infine si conclude un epoca davvero interessante: dopo vent’anni la serie A non vedrà al via il Lanerossi Vicenza, autentica fucina di giovani, non che piazza ideale per il rilancio di promesse mancate. Alcune campagne acquisti non del tutto azzeccate hanno creato i presupposti di una retrocessione ormai nell’aria da anni.

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