LA CRISI DELLA MUSICA ITALIANA ALLA METÀ DEGLI ANNI ’70

In quest’ultima settimana di febbraio accade qualche cosa destinato a lasciare il segno, in quanto crea un’ulteriore frattura nella società italiana. Il 25 febbraio il leader della Democrazia Cristiana Amintore Fanfani, non sopportando la sconfitta dei giovani democristiani alle elezioni universitarie, scioglie addirittura il movimento giovanile del proprio partito, fin dal dopoguerra base portante di tante battaglie politiche studentesche. Queste, finora, sono state indubbiamente favorite dai buoni appoggi dell’ambiente accademico, nel quale, dopo il termine del conflitto, sono rimasti molti esponenti nominati direttamente dal Partito Fascista, la cui egemonia intellettuale è terminata in pratica nel 1968. Di questo non sembra essersene reso conto il grande statista toscano, il quale scarica i giovani che hanno semmai avuto il torto di non essere riusciti a contrastare la ventata di novità portata dalle formazioni di sinistra.

Al termine di questa settimana lavorativa a Roma si apre il processo per uno dei delitti più odiosi di questi anni settanta: parliamo del “Rogo di Primavalle,” quando sono morti arsi vivi i figli del segretario della sezione locale dell’MSI Mattei. Sul banco degli imputati siedono alcuni militanti d’estrema sinistra, per i quali vengono organizzate anche manifestazioni di solidarietà. Uno di questi cortei si scontra con un gruppo di missini; negli incidenti rimane ucciso Mikis Mantakas , giovane di destra di origini greche. Inizia una stagione nella quale vedremo morire molti ragazzi per ragioni politiche.

Probabilmente alla maggior parte della popolazione interessano di più altri due avvenimenti: l’apertura del Festival di San Remo e il Gran Premio del Sud Africa, terza prova del campionato mondiale di Formula 1, caratterizzato da prove ricche di gravi incidenti che vedono tra gli altri coinvolto anche il ferrarista Nicky Lauda il quale scatterà dalla quarta posizione della griglia di partenza.

La sera di quest’ultimo giovedì di febbraio Micke Bongiorno apre la XXV edizione del Festival della canzone italiana di San Remo. Ci si affida nuovamente al grande hankorman per rilanciare la manifestazione, alla luce degli scarsi risultati di vendita ottenuti dalle canzoni presenti l’anno precedente. Le case discografiche mostrano di non credere più al palcoscenico ligure, tant’è vero che sono completamente assenti i big. L’unica artista che già gode di una certa fama è la cantante sarda Rosanna Fratello.

In attesa della serata finale, gli appassionati di Formula 1 si godono il Gran Premio del Sud Africa. Vince l’idolo di casa Jody Shekter il quale precede Carlos Reutman e il brasiliano Carlos Pace. Nicky Lauda ottiene il quinto posto, mentre il leader Emerson Fittipaldi non ottiene punti a causa di un problema tecnico, ma mantiene la testa della classifica generale con tre punti di vantaggio sul connazionale Carlos Pace.

La sera si celebra l’avvenimento musicale dell’anno: al Festival di San Remo vince GILDA con la canzone
“Il ragazzo del sud,” al 2° posto si piazza LUCE, interpretando la canzone “Ipocrisia,” e al 3° posto ROSANNA FRATELLO con “Va speranza va.” Questo è il verdetto del palcoscenico, ma quello delle vendite, se possibile, sarà ancor più negativo rispetto al 1974. In termini di vendita, il 1975 viene considerato l’anno zero per il Festival: mai sono stati raggiunti livelli così bassi. Da anni, ma probabilmente gli organizzatori e i mass media se ne sono resi conto solo ora, esiste una profonda spaccatura tra quanto proposto e il gusto musicale della gente. Da una ricerca sul tema condotta dalla rivista “Storia Illustrata” emerge che è ascoltata musica americana nella misura
del 50%, inglese del 30% ed italiana solo del 20%. Se nei singoli le prime posizioni di vendita sono state quasi tutte a pannaggio degli artisti nostrani, con Claudio Baglioni che precede la grande Mina, non altrettanto accade per i 33 giri con Jesus Christ Superstar che precede Mina, Ornella Vanoni e Burn dei Deep Purple.

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