LAVORI IN CORSO PER LA NAZIONALE DI BERNARDINI!

Mentre la capitale francese è ancora intenta a calcolare l’ammontare dei danni causati dalla demenza di alcuni pseudo-tifosi, il giorno successivo rimane al centro dell’attenzione dell’opinione per un avvenimento di carattere tecnologico destinato ad entrare per anni nel costume. L’aereo supersonico Concorde effettua il suo primo volo con passeggeri a bordo. Sarà un vanto per la Francia, convinta che si tratti di un velivolo indistruttibile, fino a quando un incidente all’inizio degli anni 2000, riporterà tutti alla realtà mettendo l’accento sui costi di gestione del mezzo, che ne decreteranno la fine.

Con gli echi dei fatti di Parigi le otto protagoniste di Coppa Italia scendono in campo per proseguire nella loro corsa verso la finale di Roma.
COPPA ITALIA – GIRONE DI SEMIFINALE 2a GIORNATA -: giovedì 29 maggio 1975
GIRONE A

Fiorentina – Torino 3-1

Roma – Napoli 0-0

CLASSIFICA:

Napoli 3; Fiorentina e Torino 2; Roma 1.
GIRONE B

Juventus – Inter 1-2

Milan – Bologna 1-0

CLASSIFICA:

Milan 4; Inter e Juventus 2; Bologna 0.
Il Torino crolla a Firenze e, complice il pareggio imposto dalla Roma al Napoli, la situazione nel primo girone è indecifrabile con tutte e quattro le contendenti perfettamente in corsa per accedere alla finale.

Diversa si presenta invece la situazione nel gruppo B: sorprendentemente sconfitta in casa dall’Inter, la Juventus vede fuggire il Milan vittorioso sui detentori della coppa del Bologna per il quale serve un autentico miracolo per poter tentare di riconfermare il trofeo.

Questa serata di calcio arriva al termine di una giornata densa di avvenimenti. E’ ancora la cronaca nera ad occupare i titoli d’apertura dei telegiornali, il più famoso quello delle 20 su rai 1. Ad Acqui Terme: nel corso di un blitz delle forze dell’ordine per liberare l’industriale Vittorio Gancia, vittima di uno dei tanti rapimenti organizzati dalle Brigate Rosse nei confronti delle personalità più importanti, per scopi vari, compreso quello di estorcere denaro per procurarsi quanto serve per la loro “guerra”, viene uccisa Margherita Cagol mentre copriva la fuga del marito Renato Curcio
evaso dal carcere il 18 febbraio.

Fortunatamente, però, non ci sono solo notizie di sangue: dopo otto anni di chiusura, il presidente egiziano Sadat riapre il Canale di Suez, chiuso all’indomani della guerra dei sei giorni per colpire l’economia d’Israele e delle nazioni ad esso alleate.

Il 30 maggio Aversa è teatro di un fatto di sangue quanto meno inspiegabile. Mentre è intento a organizzare un attentato al manicomio di Aversa (con chissà quale attinenza alla lotta contro “il capitalismo di Stato”
o alla “rivoluzione proletaria” ) il gappista Giovanni Taras salta in aria con una rudimentale carica esplosiva che stava piazzando nell’edificio.

La gente comune, e non solo questa, davanti a notizie simili non capisce più cosa stia avvenendo in Italia e fin dove sta arrivando la follia visto che siamo giunti ora anche ai manicomi.

Nel frattempo la nazionale azzurra si sta preparando per la trasferta finlandese, da dove dovrebbe arrivare finalmente la prima vittoria della gestione Bernardini. Sebbene si tratti di una gara valida per la qualificazione ai quarti di finale del Campionato Europeo, quella di Helsinki non è altro che una tappa di avvicinamento alla partita che la nazionale azzurra andrà a sostenere in Russia. Per questa mini-tourné nordica Bernardini richiama elementi esperti come il milanista Romeo Benetti e Francesco Morini. Entrambi, però, seguiranno la partita con la Finlandia dalla tribuna, dando spazio rispettivamente a Franco Cordova e Mauro Bellugi. Questa gara segna anche l’esordio azzurro di Roberto Bettega.
327: Helsinki (Olympiastadion) – giovedì 5 giugno 1975 – ore 19,00

FINLANDIA – ITALIA 0-1 (C.E.Q.: gir. 5, 3a gara)

RETI: 26′ Chinaglia rig.

FINLANDIA: Enckelman, Vihtilä, Tolsa, Paatelainen (cap.), Ranta, Suomalainen, Kimäläinen (46′ Rissanen), Heiskanen, Manninen, Lainen (77′ Nieminen), Toivola. C.T.: A. Rytkönen.

A disposizione: Hieta, Lehtinen, Pirinen.

ITALIA: Zoff (Juventus) 40, Gentile (Juventus) 2, Rocca (Roma) 5, Cordova (Roma) 2 (46′ Orlandini (Napoli) 2), Bellugi (Bologna) 9, Facchetti (Inter) 79 (cap.), Graziani (Torino) 2, Antognoni (Fiorentina) 4, Chinaglia (Lazio) 13, F. Capello (Juventus) 21, Bettega (Juventus) 1. C.T.: F. Bernardini.

A disposizione: Castellini (Torino), Scirea (Juventus), Esposito (Napoli), Savoldi I (Bologna).

ARBITRO: Eschweiler (Germania Ovest).

SPETTATORI: 17.000
Un rigore trasformato da Chinaglia dà a Bernardini la sua prima striminzita vittoria contro una compagine nettamente inferiore. In un Paese coperto dalla neve per buona parte dell’anno il calcio non è diventato lo sport nazionale. A queste latitudini la gente s’infiamma per una partita di hockey su ghiaccio o per una gara di sci di fondo.

Alla luce della brutta prova di Helsincky c’è preoccupazione per il match che gli azzurri andranno a sostenere a Mosca, contro una nazionale molto più forte. Prima, però, gli sportivi sono attratti da avvenimenti di ben altro livello: il 7 il Giro d’Italia vive il suo momento più importante con la scalata dello Stelvio decisiva per la vittoria finale. Sui tornanti che hanno decretato la definitiva consacrazione di Fausto Coppi, un altro Fausto vive la giornata più bella della propria carriera. Il ventiseienne bresciano Bertoglio si difende strenuamente dagli attacchi dello spagnolo Francisco Galdos e mantiene sulle spalle la definitiva maglia rosa, raggiungendo il vertice di una carriera che lo vedrà salire sul podio della “corsa rosa” anche l’anno successivo.

Mentre l’Italia impazzisce per la battaglia sullo Stelvio trasmessa dai teleschermi, in Svezia si completa la griglia di partenza del settimo Gran Premio valido per il campionato mondiale di formula 1 1975. E’ una giornata propizia per Vittorio Brambilla che precede tutti, Ferrari comprese costrette a partire nelle posizioni di rincalzo. Il pilota brianzolo, però, non è sostenuto da un mezzo in grado di assecondare il suo talento e dopo sedici giri è costretto a subire il sorpasso dell’argentino Carlos Reuteman. Intanto le Ferrari conducono una gara accorta che permette loro di sfruttare i numerosi ritiri per guasti vari degli avversari per riportarsi nelle posizioni che contano. In particolare è implacabile l’azione di Nicky Lauda abile ad approfittare delle bagarre varie che caratterizzano questo gran premio per portarsi in seconda posizione. Sfruttando le gomme dure mette a segno una serie di giri veloci che lo portano a sorpassare Carlos Reuteman costringendo l’argentino ad assistere in prima persona al terzo successo consecutivo dell’austriaco.

I problemi tecnici accusati da Fittipaldi ora gli garantiscono un vantaggio di ben 10 punti, mentre la Ferrari raggiunge la Brabham in vetta alla classifica dei costruttori.

Festeggiata la nuova vittoria della Ferrari, per tutti la “nazionale rossa” ora tocca ad undici uomini vestiti d’azzurro tener alto l’onore dell’Italia. Contro l’Unione Sovietica Bernardini inserisce uomini esperti come Romeo Benetti e Francesco Morini e rinuncia allo schema a tre punte schierando sulla sinistra il romanista Giorgio Morini (fratello dello stopper juventino) in modo da arginare le folate offensive degli avanti padroni di casa.
328: Mosca (Stadio “Lenin”) – domenica 8 giugno 1975 – ore 17,00

URSS – ITALIA 1-0 (Am)

RETI: 63′ Konikov

URSS: Rudakov, Konikov, Matvienko, Burjak, Fomenko, Troskin, Muntian, Onishenko, Kolotov (cap.), Veremeev (46′ Reshko), Blochin. C.T.:
O. Basilievic & V. Lobanovski.

A disposizione: Pilguy, Fedorov, Zvygentsev, Kuznetsov.

ITALIA: Zoff (Juventus) 41, Rocca (Roma) 6, Orlandini (Napoli) 3, Benetti II (Milan) 20, F. Morini (Juventus) 11, Facchetti (Inter) 80 (cap.), Savoldi I (Bologna) 1, Antognoni (Fiorentina) 5, Chinaglia (Lazio) 14, F. Capello (Juventus) 22 (36′ Esposito (Napoli) 1), G. Morini (Roma) 2 (75′ Graziani (Torino) 3). C.T.: F. Bernardini.

A disposizione: Castellini (Torino), Gentile (Juventus), Bellugi (Bologna), Scirea (Juventus), Cordova (Roma), Bettega (Juventus).

ARBITRO: Cajic (Jugoslavia).

SPETTATORI: 60.000
Ancora una volta la nazionale azzurra torna sconfitta da Mosca. Per due terzi di gara gli italiani riescono a contenere gli attacchi fino al gol decisivo del terzino Konikov. Nemmeno l’ingresso di Francesco Graziani cambierà il risultato.

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