LE DIMISSIONI DI RICHARD NIXON

Non meno tesa è la situazione politico-sociale negli Stati Uniti, alle prese con gli effetti di una guerra persa, della grave crisi economica che sta colpendo pure loro e con un Presidente della Repubblica continuamente accusato di oscure trame per farsi rieleggere. Dall’estate del 1972 è un continuo susseguirsi di accuse e smentite che mettono in dubbio la reputazione di Nixon continuamente costretto a difendersi. Per lui mentiranno in tanti, ma all’inizio dell’anno la verità viene progressivamente a galla. Alla fine di luglio la Camera dei Rappresentanti delibera l’impeachment del Presidente. Il 5 agosto il quadro è definitivamente chiaro: viene trovata una cassetta registrata il
23 giugno 1972 contenente una conversazione tra Nixon e Haldeman, i quali pianificavano di ostacolare le indagini sullo scandalo facendo trasmettere un falso comunicato da parte della CIA rivolto all’FBI sulla necessità di copertura delle prove per motivi di sicurezza nazionale. Immediatamente la stampa definisce la scoperta di questa cassetta una vera e propria pistola ancora fumante. Con poche eccezioni, le defezioni tra le file dei pochi sostenitori rimasti di Nixon ora sono complete. A questo punto il procedimento d’impeachment nei suoi confronti è un atto dovuto e scontato, pertanto il 9 agosto il primo cittadino degli Stati Uniti si vede costretto a rassegnare le proprie dimissioni, chiudendo sei anni di governo tra i più difficili e contrastati della storia statunitense del XX secolo.

Intanto il dominio della casa di Maranello fa da contraltare alla crisi della maggiore fabbrica automobilistica nazionale. Dopo le vacanze non si sa se la FIAT riaprirà i cancelli, tanto è l’invenduto nei piazzali. Il governo tenta dicorrere ai ripari, allo scopo di far ripartire le vendite. Il 9 agosto viene eliminata l’”una tantum” per le piccole cilindrate. I 4.500.000 italiani che hanno un’utilitaria (soprattutto Fiat “500” e “600”) non dovranno più
pagare la tassa che ha messo in ginocchio la grande fabbrica torinese, che sta minacciando di mandare tutti gli operai a casa per il crollo delle vendite. Invece rimane invariato il costo della benzina la cui corsa al rialzo sembra non aver fine. Per gli italiani il ferragosto sarà molto caro. Come si sa, però, il nostro è un popolo che non rinuncia facilmente alle proprie tradizioni. Mentre i pochi che non sono in vacanza si apprestano a trascorrere una giornata fuori-porta, dalla Corea del Sud giunge la notizia dell’assassinio della first lady Yuk Yeong-su, avvenuto nel corso di un attentato al presidente Park Chung-hee. Il gesto è aavvenuto per mano di un simpatizzante della
Corea del Nord, durante la cerimonia per l’anniversario del giorno della liberazione a
Seul, a testimonianza che certe ferite non si chiudono nemmeno dopo un quarto di secolo.

Per fortuna c’è lo sport a risollevare il morale di molti cittadini. Con le squadre ancora in ritiro, l’attenzione si sposta sull’automobilismo, l’altra grande passione degli italiani assieme al ciclismo. In Austria, il 18 agosto, va in scena un altro atto di un mondiale sempre più avvincente, in particolare per i ferraristi che vedono entrambi i piloti in lizza per il titolo.

Sul circuito di casa Nicky Lauda conquista la pole position, ma dopo 17 giri il motore lo tradisce. Altrettanto sfortunati sono i suoi avversari Jody Shekter ed Emerson Fittipaldi che subiscono la medesima sorte. Alla fine vince Carlos Reutman, seguito da Hulme e dal sorprendente John Watson, tutti piloti lontani dal vertice della classifica. Regazzoni conquista due punti d’oro che ne rafforzano la leadership in vetta al mondiale piloti. Meno bene vanno le cose nella classifica costruttori a causa del secondo posto conquistato dalla McLaren che riduce di quattro punti lo svantaggio sulla casa di Maranello. A Monza c’è la possibilità di mettere una seria ipoteca sulla conquista del titolo.

A questo punto per gli adepti del “Dio Pallone arriva il momento d’iniziare a far sul serio.

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