L’ITALIA TRA IL SOGNO FERRARI E LA STRAGE DELL’ITALICUS

In quest’estate travagliata, però, c’è una nazionale che sembra non perdere un colpo: si tratta di quella rossa marchiata Ferrari. Gli uomini del “cavallino rampante sono alla ricerca di un titolo mondiale assente da dieci anni dalla loro bacheca. Quest’anno l’austriaco Nicky Lauda fa sognare tutti e si presenta a Branzach al comando della classifica generale di Formula 1. Il ferrarista conquista anche la Pole Position facendo presagire ad un’altra domenica di gloria. In effetti la partenza è incoraggiante, tanto che al 25° giro stabilisce la miglior prestazione assoluta della gara. Qualche cosa però va storto: alluscita dai box dopo un cambio gomme il pilota rimane bloccato e termina la corsa al nono posto con due giri di distacco dal sud africano Jody Sheckter, vincitore del decimo Gran Premio stagionale. Festeggia Emerson Fittipaldi, giunto secondo, che passa al comando della classifica. La Ferrari, però ricorre immediatamente e l’appello viene parzialmente accolto. Infatti gli viene abbonato un giro col quale conquista la quinta piazza finale. Con i due punti guadagnati Lauda si mantiene al comando della classifica con un punto su Fittipaldi e tre su Shekter che ha agganciato l’altro ferrarista Cley Regazzoni a quota 35.

Tanti avvenimenti sportivi e tante polemiche non mettono in secondo piano i problemi che caratterizzano questo 1974. Nessuno vede la fine di una crisi economica che, al momento, risulta la più grave del secondo dopoguerra. Tre giorni dopo, esattamente il 23 luglio, i sindacati non abbandonano la lotta, e mobilitano in piazza gli italiani con uno sciopero generale di quattro ore contro le supertasse emanate nel decreto del 6 luglio. In particolare la protesta riguarda l’imposta sulla casa e il continuo aumento dei prodotti alimentari, spesso rincarati senza
giustificato motivo, non essendo molti d’importazione, quindi soggetti a dazio doganale.

Il 28 luglio, al Consiglio nazionale del Partito Liberale, l’ex partigiano EDGARDO SOGNO denuncia il pericolo di un “Prossimo colpo di Stato” da parte delle sinistre marxiste
e sostiene la necessità di un intervento del governo con le sue istituzioni. Nel discorso Sogno afferma che:

Più che di un pericolo reale, il paventato golpe marxista fa parte di un “gioco delle parti” che sul palcoscenico italiano si tiene da anni.

Agosto si apre con milioni di italiani sotto gli ombrelloni

“ (tanto per richiamare il successo discografico dell’anno firmato Claudio Baglioni) sognando i grandi successi della Ferrari. Nicky Lauda non tradisce e il 3 agosto guadagna la pole position al Gran Premio del Nurburgring, il lunghissimo circuito tedesco, uno dei più tecnici dell’intero circus.

Il giorno dopo, però, la nazione viene scossa da notizie di ben altro carattere.

La notte tra il 3 e il 4 agosto Una bomba esplode sul treno Italicus della linea Roma Monaco, mentre il convoglio sta imboccando la tratta della Val di Sambro a Bologna, alla fine della galleria dell’Appennino. Il bilancio è di 12 morti e 480 feriti. Il bilancio avrebbe potuto assumere dimensioni spaventose qualora l’ordigno fosse esploso qualche secondo prima, mentre il treno si trovava completamente all’interno del lungo tunnel.

L’attentato viene rivendicato da un fantomatico gruppo di matrice di destra denominato “Ordine Nero”, il quale, con un gesto simile, ha inteso vendicare la morte di un proprio appartenente avvenuta in un conflitto a fuoco con la polizia.

Naturalmente passa in secondo piano l’esito del Gran Premio di Germania, gara combattuta e ricca di sorprese. Subito dopo il via avviene il primo colpo di scena: Nicky Lauda si scontra col neo-zelandese della McLaren Hulme finendo immediatamente fuori gara. Non termina il primo giro che una sospensione tradisce Emerson Fittipaldi: i due capo-classifica guarderanno il resto della gara dai Box. La giornata è comunque propizia per la Ferrari in quanto Cley Regazzoni conquista vittoria e primato in classifica. Secondo giunge Jody Shekter il quale guadagna anche la piazza d’onore nella graduatoria generale proprio davanti a Lauda e Fittipaldi. Per la “rossa” c’è pure il primato nel campionato-costruttori.

Come detto, l’impresa dello Svizzero Regazzoni passa in secondo piano. La nazione si interroga su quanto sta avvenendo con un continuo stillicidio di attentati. Come già a Brescia, ai funerali delle vittime a Bologna, intervengono alte autorità dello Stato, ma sono contestate dalla folla che pur commossa ha la forza di fischiarli. La spaccatura tra governo e cittadini è sempre più grande.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento