“BEPPE” SAVOLDI DIVENTA MISTER DUE MILIARDI

In questa sessione di mercato, però, c’è una società intenzionata a far grandi cose, sulla scia dell’entusiasmo scatenato dal campionato precedente. Si tratta del Napoli del Presidente Corrado Ferlaino, il quale, proprio nell’ultimo giorno di trattative mette a segno il colpo destinato a cambiare per sempre il mondo del calcio: alle ore 20 e 30 la sezione sportiva del telegiornale dà la clamorosa notizia: il bomber del Bologna Giuseppe Savoldi passa al Napoli in cambio di Sergio Clerici, Rosario Rampanti e parecchie centinaia di milioni: costo totale dell’operazione 2 miliardi e mezzo, certamente uno sproposito in quanto viene sfondata la soglia psicologica del miliardo e soprattutto in un periodo di grave crisi economica. Inutile dire che per giorni tutti i quotidiani, sportivi e non, si occuperanno della questione. Ma rivediamola quella storia che ha incendiato l’estate del 1975.

Il presidente del Bologna, Luciano Conti, accende la scintilla durante la finale di coppa Italia del 28 giugno, disputata all’Olimpico, che ha visto la Fiorentina sconfiggere il Milan per 3 a 2. In tribuna avvicina il presidente napoletano Corrado Ferlaino e gli dice:

Molto probabilmente Conti punta sul fatto che in questo momento i pensieri di Ferlaino sono combustibili. Il Napoli ha appena terminato il campionato a solo 2 punti dalla Juve campione d’Italia e, a questo punto, cerca l’uomo per il definitivo salto di qualità. In questo 1975 il Napoli gioca una zona modernissima: 3 attaccanti, difesa in linea senza fuorigioco esasperato, zona elastica capace di trasformarsi in base agli avversari. Prima che arrivi Sacchi, Vinicio è già andato oltre. Per completare al meglio il mosaico gli serve solamente un centravanti di grande valore e Savoldi è certamente l’uomo giusto, arrivando da una stagione da
15 gol in 28 partite. Come ogni estate, il bomber del Bologna è sul mercato. Negli anni precedenti è già stato vicinissimo alla Roma di Helenio Herrera e poi alla Juve. Con i bianconeri l’affare era praticamente fatto al punto che prima di un Juve – Bologna il presidente Conti gli avrebbe detto:

Il giorno prima delle visite mediche, il dottor La Neve invece ha telefonato al bomber:

In realtà i tifosi non hanno voluto lasciar partire Pietro Anastasi per Bologna facendo saltare l’intera operazione. Ricordando quella vicenda lo stesso Savoldi dice:


A questo punto Ferlaino ha il sì del giocatore. Il 7 luglio torna da Zurigo, telefona dall’aeroporto a Conti e si accordano per trovarsi a cena la sera stessa in un albergo milanese. Sono presenti anche l’allenatore del Bologna, Pesaola, e il d.s. del Napoli, Janich, che stende il contratto. Ferlaino chiede:

Conti risponde:

ma la scusa vera la confessa alle 3 del mattino: la famiglia è stata minacciata. “Guai a vendere Savoldi”. A Ferlaino è già arrivato il rovescio della minaccia: “Ti rapiamo il figlio, se non compri Savoldi”.

Tutti e due quindi temono qualcosa. L’idea di Conti è di far uscire la notizia, verificare la reazione della piazza bolognese e poi concludere. I due presidenti si accordano per ritrovarsi 24 ore dopo. Durante la giornata tre 007 del Napoli pedinano in taxi il presidente Conti che a sera si ripresenta da Ferlaino
e annuncia:

La risposta è che in Lega è già stata depositata la bozza del contratto firmata dai due la sera prima su carta intestata dell’albergo. Conti prima s’infuria, poi si convince. All’1.22 della notte, l’affare è fatto: Savoldi al Napoli; al Bologna vanno 1.400 milioni, Clerici e la comproprietà di Rampanti: il tutto
fa 2 miliardi.

I giornali dell’11 luglio possono urlare la cosa. Il “Corriere della Sera” lo fa rumorosamente in prima pagina, la foto non ritrae il giocatore, ma piazza del Municipio invasa dai rifiuti, dopo 4 giorni di sciopero degli spazzini.
Il commento in calce è il seguente:

Ferdinando Musto, ispettore generale dei netturbini di Napoli dichiara:


La questione non rimane circoscritta al mondo del calcio, ma varca anche le aule del Parlamento. Con un’interrogazione al Presidente del Consiglio Aldo Moro, l’onorevole Sanza trasforma l’operazione – Savoldi in “un ennesimo invito alla spinta della spirale della violenza” e auspica

Riguardo a questo argomento, invece, Savoldi, il diretto interessato ricorda:

E i napoletani sono certi che con Savoldi, ribattezzato “ò Marajà”, l’otterranno. Il giorno successivo all’annuncio del grande colpo di mercato la società partenopea incassa ben 300 milioni in abbonamenti. Tanto entusiasmo richiede perfino l’intervento della Celere a presidio degli sportelli delle agenzie; si mette in fila anche un cieco che spiega:

Spiega Savoldi:

Trentamila napoletani giocano al Lotto i numeri 2 (i miliardi), 26 (il pallone), 70 (l’immondizia). Per
evitare di essere travolti dall’onda di tanto entusiasmo, Janich studia tre piani alternativi per lo sbarco a Napoli di Savoldi: aereo, treno, macchina.

Raccontano che quel giorno nessuno osò chiedere autografi, perchè al suo fianco c’era un tipo in abito nero rigato di bianco, personaggio di spicco di Villa
Literno.

L’incredibile campagna abbonamenti partita il 12 luglio alla fine conterà ben 70.000 tessere vendute, record assoluto fino a quando, nove anni dopo, lo stesso Ferlaino porterà sotto il Vesuvio un certo Diego Armando Maradona.

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