CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1975-76: IL GIRONE D’ANDATA DALLA 12a ALLA 14a GIORNATA

Il clima politico è comunque arroventato: il segretario socialista De Martino annuncia in una intervista l’indtenzione di far dimettere tutti i suoi ministri da qualsiasi carica ricoperta nell’esecutivo. Si tratta di un “bel regalo” di Capodanno confezionato ed infiocchettato ad Aldo Moro, il quale, alla ripresa dell’attività parlamentare, si troverà senza una maggioranza con cui governare. Con questa mossa De Martino vuol far pagare al Presidente del Consiglio la sua continua collaborazione col PCI, il principale partito d’opposizione, escludendo sistematicamente dai tavoli l’alleato socialista.

Il primo giorno di questo 1976, anno che si preannuncia ricco d’incertezze, saluta una trasmissione storica per la televisione italiana: alle 20 e 30 della sera va in onda l’ultima puntata di Carosello. I nuovi spot pubblicitari, certamente più penetranti e meno costosi, hanno reso superate le lunghe strisce, praticamente dei mini filmati, capaci di creare tormentoni presenti ancor oggi nel lessico italiano, come ad esempio la “sindrome di Calimero”. Questa perifrasi identifica una persona convinta di avere sempre il mondo contro ed è nata prendendo spunto dal pulcino del detersivo AVA il quale chiudeva quasi tutte le sue storie con le parole

Probabilmente termina l’epoca della pubblicità intesa come spettacolo e per i bambini termina l’ideale chiusura della giornata. Da oggi non si potra più dire “a letto dopo Carosello!”

Il 6 gennaio la “Befana” porta alla DC, un altro regalo “esplodente”. Alcuni giornali rivelano l’esistenza di finanziamenti occulti provenienti dalla CIA e ricevuti da alcuni esponenti appartenenti al gruppo di destra della
DC. Si fanno i nomi, tra l’altro di Giulio Andreotti, Carlo Donat Cattin e del sindacalista della CISL Scalia. La notizia fa scalpore gettando ombre oscure sull’operato del partito di maggioranza relativa.

Il giorno dopo riaprono i lavori del Parlamento Italiano ed Aldo Moro, preso atto delle dimissioni dei socialisti dall’esecutivo, sale al Quirinale rimettendo il suo Mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Giovanni Leone.

12a GIORNATA: domenica 12 gennaio 1976

Ascoli – Perugia 1-2

38′ Zandoli (AS), 79′ Vannini, 89′ Novellino

Cagliari – Como 1-0

66′ Riva

Cesena – Fiorentina 1-1

7′ Della Martira, 41′ Rognoni (CE)

Milan – Verona 1-0

59′ aut. Busatta

Napoli – Bologna 2-2

1′ Chiodi, 9′ Braglia (NA), 33′ Chiodi, 86′ Massa (NA)

Roma – Juventus 0-1

46′ Bettega

Sampdoria – Inter 0-2

A TAVOLINO

Torino – Lazio 2-1

13′ Graziani, 29′ Pulici, 71′ Re Cecconi (LA)

CLASSIFICA:

Juventus 20; Torino 19; Bologna, Cesena, Milan e Napoli 15; Inter 14; Perugia 12; Roma 11; Ascoli, Fiorentina, Lazio, Sampdoria e Verona 9; Como 6; Cagliari 5.
Continua il volo delle squadre torinesi rimaste ormai le uniche a contendersi il titolo di campione d’inverno. Il Napoli, infatti, è nuovamente costretto al pari interno dal Bologna. In Emilia si gioisce: il giovane Stefano Chiodi e l’esperto Sergio Clerici costituiscono una coppia d’attacco capace di non far rimpiangere la partenza di Savoldi costretto a vedersi appaiato dalla sua ex squadra.

In terza posizione troviamo anche il sorprendente Cesena ed il Milan giunto alla sua terza vittoria consecutiva.

Il fatto di giornata, però, è senz’altro costituito dagli incidenti di Genova che hanno costretto l’arbitro a sospendere la gara contro l’Inter.

Contro il Como finalmente torna alla vittoria il Cagliari grazie ad un gol di Gigi Riva. La sconfitta in questo scontro diretto costa la panchina al tecnico Cancian il quale verrà esonerato e sostituito dall’allenatore in seconda Osvaldo Bagnoli. Il neo tecnico milanese esordirà a Verona, città nella quale, probabilmente, ha dato il meglio di sè come calciatore.

La settimana si apre con la presa di coscienza dell’esistenza della questione palestinese, fonte dello stato di tensione regnante in Medio-Oriente fin dal 1948, anno della costituzione dello Stato d’Israele. Il 12 gennaio il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ammette con 11 voti a favore e uno contrario l’ Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).

Due giorni dopo, il 14 gennaio, è una data storica per l’editoria italiana: per la prima volta nelle edicole esce il quotidiano Repubblica in formato tabloid, in stile tipicamente anglo-sassone. L’indirizzo, invece, è di stampo progressista, riconducibile all’ambiente di una sinistra moderata che in questo 1976 sembra trovare poco spazio nel nostro Paese. Il giornale diretto da Eugenio Scalfari incontra immediatamente il gusto delle masse diventando in breve tempo il principale concorrente del Corriere della Sera, il quotidiano più venduto all’epoca.

Nella stessa giornata la nazione è scossa da una violenta crisi monetaria che costringe alla chiusura il mercato dei cambi. Anche questo è il sintomo della grave crisi economica che non fa altro che aumentare lo stato di tensione dell’intera società. Tuttavia non è solo l’Italia a risentire di questo mal’essere sociale, giunto in certi casi ad atti clamorosi compiuti da singoli cittadini. Il 15 gennaio, infatti, si conclude il processo contro Sara Jane Moore, la quale viene condannata all’ergastolo per l’attentato nei confronti del Presidente Gerald Ford, salito alla Casa Bianca dopo le dimissioni di Richard Nixon.

Il weekend si apre con le terribili immagini dei disordini di Beirut nei quali perdono la vita ben 163 persone e siamo solo agli inizi di una guerra civile destinata a durare ancora molti anni, devastando e riducendo in miseria una delle nazioni considerata fino a qualche anno prima la “Svizzera” del Medio Oriente.

Per fortuna la cronaca non propone solamente cattive notizie! Mentre la maggior parte degli italiani ancora dorme tranquilla godendosi la domenica, a Milano, dopo un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine, vengono arrestati i brigatisti Renato Curcio e Nadia Mantovani. Evaso nel febbraio precedente dal carcere di Casale Monferrato grazie all’aiuto di un commando delle Brigate Rosse, il pericoloso malvivente è catturato a Milano in un piccolo appartamento situato in via Maderno, al quarto piano. La resa non è immediata: attraverso la porta ancora chiusa del covo, Curcio apre immediatamente il fuoco con un mitra. I carabinieri replicano con sventagliate. Si sfiora la strage: sia il malvivente, sia uno dei militari rimangono feriti di striscio. Il conflitto a fuoco dura per altri cinque minuti lasciando sul terreno oltre cento bossoli. Alla fine Curcio, con la voce incrinata, dichiara, gridando, la propria resa, preferendo il carcere ad una morte certa. In effetti le forze dell’’ordine hanno circondato l’intero isolato e le rampe delle scale attorno al piccolo appartamento, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di fuga.

Senza dubbio si tratta di una grande vittoria dello Stato nei confronti di organizzazioni che si ritengono in guerra. Infatti lo stesso Curcio vorrà dichiararsi “prigioniero politico”, ma per sua fortuna verrà trattato come qualsiasi cittadino che delinque, altrimenti, seguendo quanto da lui (e da altri richiesto) avrebbe dovuto essere giudicato dalla Corte Marziale.

Probabilmente, in questa fredda domenica invernale, la notizia dell’arresto di Curcio non è ancora arrivata nella maggior parte delle case degli italiani, che sempre a Milano accade un fatto destinato a animare ulteriormente il dibattito tra laici e cattolici. Nella “Preghiera di Riparazione” pronunciata dal cardinale Colombo nel Duomo della città lombarda, parte l’invito a

rivolto a quelle giovani donne ree di aver invaso il tempio e occupato le navate della cattedrale milanese la sera precedente. Le “colpevoli” appartengono al gruppo delle femministe milanesi che hanno occupato il duomo per

13a GIORNATA: domenica 18 gennaio 1976

Ascoli – Sampdoria 1-1

44′ Ghetti (AS), 58′ Rossinelli

Cagliari – Torino 0-0

Cesena – Milan 2-1

33′ Danova, 66′ Calloni (MI) rig., 77′ De Ponti

Inter – Perugia 2-2

4′ Mazzola (IN), 18′ Agroppi, 37′ Pavone (IN), 84′ Scarpa

Juventus – Bologna 1-0

15′ Bettega

Lazio – Fiorentina 1-2

33′ Desolati, 60′ Martini (LA), 81′ Desolati

Napoli – Roma 2-1

60′ Massa, 69′ Savoldi, 85′ Negrisolo (RM)

Verona – Como 3-2

32’e 35’ Mascetti, 39′ Rigamonti (CO) rig., 40′ Macchi, 60′ Cappellini (CO)

CLASSIFICA:

Juventus 22; Torino 20; Cesena e Napoli 17; Bologna, Inter e Milan 15; Perugia 13; Fiorentina, Roma e Verona 11; Ascoli e Sampdoria 10; Lazio 9; Cagliari e Como 6.
Continua la corsa della Juventus, la quale riesce anche ad aumentare il vantaggio sui cugini granata bloccati sul pareggio. In terza posizione sale la strana coppia formata dal Napoli e dal Cesena, vittorioso nell’insolito scontro diretto col Milan grazie ad una rete del giovane Gian Luca De Ponti. I rossoneri vengono raggiunti dall’Inter bloccata in casa dal Perugia. Gli umbri si dimostrano complesso solido e difficile da battere, tanto da trovarsi in una tranquilla posizione di centro-classifica.

Emiliano Mascetti trascina alla vittoria il Verona nello scontro diretto con il Como lasciando i lariani in ultima posizione in compagnia del Cagliari, squadra che appare comunque in ripresa.

Intanto per gli appassionati di Formula 1 inizia la settimana che porta all’esordio del Campionato Mondiale. Particolarmente attesi sono Nicky Lauda e la Ferrari chiamati a difendere nel migliore dei modi il titolo mondiale conquistato l’anno precedente.

E’ decisamente la settimana della velocità! Il 21 gennaio il Concorde, autentico concentrato di tecnologia messa a disposizione dell’aviazione civile, decolla per il suo primo volo commerciale. Per oltre trent’anni rappresenterà uno dei vanti della Francia, fino a quando ci si renderà conto che i costi di manutenzione sono troppo elevati rispetto agli effettivi benefici ricavati dall’uutilizzo di questo “mostro” dell’aria.

Tornando sulla terra, una delle icone della velocità di questi anni 70 è rappresentata dalla Lancia Stratos, una due posti disegnata da Pinin Farina dalla linea estremamente aggressiva. A bordo di questa macchina il pilota Sandro Munari si aggiudica per il secondo anno consecutivo il Rally di Montecarlo, portando ai vertici l’Italia anche in questa specialità motoristica. E’ un buon viatico per l’apertura della stagione di Formula 1 prevista per il giorno successivo sul circuito brasiliano d’Interlagos, nel quale si assiste al ritorno dell’Alfa Romeo nel circus in veste di fornitore di motori alla Brabham. Tuttavia la prima pole stagionale va all’inglese James Hunt che ha sostituito alla McLaren il due volte campione del mondo Emerson Fittipaldi.
14a GIORNATA: domenica 25 gennaio 1976

Bologna – Ascoli 1-1

48′ Clerici (BO), 52′ Ghetti

Como – Cesena 0-0

Fiorentina – Cagliari 3-0

60′ Bresciani, 62′ Antognoni, 88′ Desolati

Milan – Lazio 3-0

60′ Benetti rig., 62′ Calloni, 88′ Rivera

Perugia – Napoli 2-2

4′ Massa, 16′ Braglia, 68′ Scarpa (PE), 85′ Marchei (PE)

Roma – Inter 1-1

35′ Cerilli, 60′ Prati (RM)

Sampdoria – Juventus 0-2

53′ Bettega, 79′ Causio

Torino – Verona 4-2

63′ Graziani, 67′ Mascetti (VE), 70′ Graziani, 73′ Zaccarelli, 80′ Catellani (VE), 85′ Pulici

CLASSIFICA:

Juventus 24; Torino 22; Cesena e Napoli 18; Milan 17; Bologna e Inter 16; Perugia 14; Fiorentina 13; Roma 12; Ascoli e Verona 11; Sampdoria 10; Lazio 9; Como 7; Cagliari 6.
La Juventus passa anche in casa della Sampdoria imponendo al campionato un ritmo forsennato il quale, tuttavia, non le ha permesso di prendere il largo su un Torino bravo a tenere il passo. I granata hanno patito più di un’ora prima di riuscire ad avere ragione della resistenza del Verona, in una scoppiettante ultima mezz’ora di partita caratterizzata da ben sei segnature.

Dietro risorge il Milan nel quale torna al gol Gianni Rivera definitivamente recuperato al calcio. L’attività di dirigente può ancora aspettare!

La pesante sconfitta subita a Milano relega la Lazio in terz’ultima posizione, in piena zona retrocessione. Il rinnovamento fortemente voluto dal tecnico Corsini ha indebolito l’organico; in più la società capitolina è alle prese con la questione Chinaglia. Da tempo “Long John” ha chiesto di potersi trasferire negli Stati Uniti, nazione nativa della moglie.

In serata tutti sono davanti ai teleschermi per assistere alla gara d’apertura esordio del mondiale di Formula 1, nel quale esordisce la Liger, marchio francese capace di ben figurare per i prossimi trent’anni lanciando in Formula UNO piloti interessanti come Jacque Laffitte, Didié Pironi e Nick heidefeld.

Alla partenza i due ferraristi, Lauda e Regazzoni, scattano bene istallandosi ai primi due posti (1° Regazzoni, 2° Lauda). Al nono giro Lauda prende la testa della gara grazie ad alcuni problemi tecnici sulla vettura del ticinese. Hunt lo segue prima di essere passato da Jarier. I due si ritirano per incidente cosicché Lauda ha via
libera per una tranquilla vittoria.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento