CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1975-76: IL GIRONE D’ANDATA DALLA 4a ALLA 7a GIORNATA

Un delitto ancor oggi rimasto oscuro per molti aspetti, squote non solo il mondo intellettuale, ma l’intera opinione pubblica nel lungo ponte coincidente con le feste di Ognisanti, dei Defunti e del 4 novembre.

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre viene ucciso Pier Paolo Pasolini. Poeta, saggista, regista, l’artista romano si è dimostrato un formidabile polemista e un attento osservatore dei fenomeni sociali e politici, attirandosi le antipatie di gran parte della cultura convenzionale italiana.

Per il delitto verrà condannato il minorenne Giuseppe Pelosi, che si dice legato sentimentalmente a Pasolini. I detrattori dell’illustre uomo di cultura avranno buon gioco nel macchiarne l’immagine legando l’accaduto alla sua vita dissennata e fuori dalle regole comuni.

Certamente quanto accaduto a Pasolini è stato argomento di conversazione pure sulle gradinate degli stadi italiani in attesa delle partite della domenica.
4a GIORNATA: domenica 2 novembre 1975

Cagliari – Juventus 0-1

19′ Gori

Cesena – Sampdoria 1-1

64′ Frustalupi (CE) rig., 80′ Magistrelli rig.

Como – Roma 0-0

Fiorentina – Perugia 3-1

16′ aut. Della Martira (PE), 45′ aut. Raffaelli, 63′ e 76′ Bresciani

Lazio – Bologna 1-1

64′ Giordano (LA), 80′ aut. Brignani

Milan – Ascoli 4-0

35′ Vincenzi, 43′ Bigon, 74′ Calloni, 79′ Bigon

Torino – Inter 2-1

18′ Pulici, 85′ Gorin II, 88′ Boninsegna (IN) rig.

Verona – Napoli 2-4

41′ Luppi (VE) rig., 53′ Juliano, 56′ La Palma, 62′ Braglia, 74′ Moro (VE), 90′ Savoldi

CLASSIFICA:

Juventus e Napoli 7; Milan 6; Torino 5; Ascoli, Bologna, Cesena, Inter, Lazio e Roma 4; Fiorentina, Perugia e Sampdoria 3; Cagliari, Como e Verona 2.
Juventus e Napoli vincono in trasferta, rispettivamente a Cagliari e a Verona e prendono la testa del campionato inseguiti solo dal Milan reduce dal netto successo sulla rivelazione Ascoli. Nelle file dei rosso-neri si sta mettendo in grande evidenza la giovane ala sinistra Francesco Vincenzi, autore di due reti nelle prime quattro partite. E’ una delle tante novità proposte da questo torneo: oltre al grande momento del laziale Bruno Giordano, giova ricordare quello di Carlo Bresciani, centravanti che la Fiorentina ha acquistato dal Foggia già autore di ben tre gol.

In settimana tornano le coppe: con la Lazio praticamente autoeliminatasi, tutti aspettano la grande inpresa juventina costretta a rimontare due reti al Mönchengladbach.
COPPE EUROPEE: mercoledì 5 novembre 1975
COPPA DEI CAMPIONI – RITORNO 8i DI FINALE

Juventus – Borussia Mönchengladbach 2-2

COPPA DELLE COPPE – RITORNO 8i DI FINALE
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Sachsenring – Fiorentina 6-4 d.c.r.

COPPA UEFA – RITORNO 16i DI FINALE

Barcellona – Lazio 4-0

Milan – Atlone Town 3-0

Roma – Oster Vaxjo 2-0

Non riesce l’impresa alla Juventus bloccata sul pareggio dai tedeschi che stanno vivendo il miglior periodo della loro storia. Nemmeno la partenza del fuoriclasse Gunther Netzer per Madrid ha impoverito un organico che ha puntato tutto sulla maturazione di altri fuoriclasse, quali ad esempio il danese Alan Simonsen.

Vanno male le cose anche in Coppa delle Coppe dove la Fiorentina si fa rimontare il gol di vantaggio conquistato nella partita d’andata, uscendo ai calci di rigore. Le uniche note liete arrivano dalle belle vittorie di Milan e Roma nei rispettivi incontri di Coppa Uefa permettendo loro di rimanere le sole due rappresentanti del calcio italiano ancora in lizza.
5a GIORNATA: domenica 9 novembre 1975

Ascoli – Cesena 0-0

Bologna – Fiorentina 1-1

9′ Speggiorin, 76′ Clerici (BO)

Inter – Verona 3-0

65′ Boninsegna, 74′ Mazzola, 90′ Bertini

Juventus – Lazio 2-0

47′ e 53′ Damiani

Napoli – Cagliari 3-1

19′ Riva (CA), 46′ Massa, 64′ e 80′ Savoldi

Perugia – Como 2-0

11′ Vannini, 90′ Scarpa

Roma – Milan 0-0

Sampdoria – Torino 0-0

CLASSIFICA:

Juventus e Napoli 9; Milan 7; Inter e Torino 6; Ascoli, Bologna, Cesena, Perugia e Roma 5; Fiorentina, Lazio e Sampdoria 4; Cagliari, Como e Verona 2.
La coppia formata da Juventus e Napoli, prende il largo approfittando dei contemporanei pareggi di Milan e Torino. Dietro si fa notare l’Inter alla quale serve più di un’ora per avere ragione della resistenza del Verona. Gli scaligeri, grandi protagonisti del pre-campionato, ora si trovano pienamente invischiati nella zona retrocessione avendo perso quattro delle prime cinque partite.

La settimana inizia con un avvenimento di politica estera col quale, probabimente, si chiude definitivamente il capitolo legato alla Seconda Guerra Mondiale. Ad Osimo, stupenda località sita sulla costa marchigiana, Italia e Jugoslavia firmano il trattato che sancisce definitivamente i confini tra le due nazioni. Sono ormai passati trent’anni dal termine di una delle catastrofi più immani dell’intera storia umana, anni nei quali i rapporti tra i due Stati hanno avuto momenti di forte crisi, soprattutto quando, alla fine del 1954, si è rischiato un nuovo conflitto. Ora tutto sembra dietro le spalle, anche per la volontà del presidente Jugoslavo Tito di fare del suo Paese un punto di riferimento per la politica internazionale. In questo periodo, infatti, la Jugoslavia è una delle nazioni più importanti di quelli che vengono chiamati Paesi non allineati, ossia quegli Stati che non appartengono nè alla NATo, d’influenza statunitense e nemmeno al COMECOM (o patto di Varsavia) d’influenza Sovietica.

In questi mesi si sta chiudendo definitivamente anche il periodo coloniale. L’11 novembre l’Angola dichiara la propria indipendenza dal Portogallo ma, come si vedrà, il processo non sarà privo di difficoltà.

Mutamenti epocali avvengono pure nel costume quotidiano della popolazione. Nello stesso giorno, infatti, per la prima volta in Italia viene introdotto un divieto di fumo negli ambienti pubblici, con la legge n°584/1975.

Due giorni dopo, sempre nel nostro Paese accade un fatto di cronaca nera destinato a suscitare grande impressione nell’opinione pubblica, in quanto legato all’ambiente domestico. A Vercelli il 14 novembre la diciottenne Doretta Graneris, aiutata dal fidanzato e da un altro complice, uccide a revolverate tutta la propria famiglia: padre, madre, fratello e nonni materni. Si tratta di un’autentica strage. Ormai la popolazione sembrerebbe avvezza ai fatti di cronaca nera, ma quanto accaduto in Piemonte impressiona particolarmente l’opinione pubblica perché, a differenza dei delitti a sfondo politico, tutti riconducibili a motivazioni ben precise, quindi classificabili in ambiti ben circoscritti, questa volta viene preso di mira un contesto appartenente a chiunque: quello famigliare, finora considerato quello più sicuro.
6a GIORNATA: domenica 16 novembre 1975

Cagliari – Bologna 1-2

45′ Riva (CA) rig., 68′ Clerici rig., 74′ Nanni

Cesena – Perugia 2-1

30′ aut. Nanni, 58′ Scarpa (PE), 66′ Frustalupi rig.

Como – Inter 3-0

53′ Cappellini, 73′ Melgrati, 82′ Cappellini

Fiorentina – Sampdoria 0-1

40′ Magistrelli

Lazio – Roma 1-1

54′ De Sisti, 78′ Chinaglia (LA)

Milan – Juventus 0-1

75′ Gori

Torino – Napoli 3-1

18′ Pulici, 24′ Savoldi (NA), 28′ Pulici, 70′ aut. Punziano

Verona – Ascoli 1-0

18′ Luppi

CLASSIFICA:

Juventus 11; Napoli 9; Torino 8; Bologna, Cesena e Milan 7; Inter, Roma e Sampdoria 6; Ascoli, Lazio e Perugia 5; Como, Fiorentina e Verona 4; Cagliari 2.
Un gol di Sergio Gori, bravo ad inserirsi immediatamente in un contesto collaudato come quello juventino, permette agli uomini di Parola di prendre il largo in classifica; oltre a ridimensionare le velleitòà di titolo del Milan, la rete della punta ex cagliaritana ha l’effetto di staccare anche il Napoli pesantemente battuto sul campo del Torino. Trascinati da Pulici, pronto a riconfermare il proprio titolo di capo-cannoniere della serie A, gli uomini allenati da Gigi Radice si installano in terza posizione.

In questa giornata torna a far parlare di sè il centravanti del Como Renato Cappellini, autore di una doppietta nel clamoroso 3 a 0 inflitto ai nerazzurri dai lariani neo promossi. Ex interista di grandi speranze, tanto da essere stato lanciato in prima squadra da Helenio Herrera al fianco di mostri sacri come Sandro Mazzola, Jair e Suarez, Cappellini ha vissuto anni di declino ai tempi della Roma, compagine in cui si era trasferito assieme al tecnico argentino. Per lui Como sembra la piazzagiusta per rilanciarsi a grandi livelli in quella che dovrebbe essere l’ultima fase della sua carriera.

Dopo sei giornate il campionato si ferma nuovamente per permettere alla nazionale di concludere il girone di qualificazione al campionato europeo. Ai fini della classifica la sfida non ha alcun valore, in quanto i giochi sono ormai fatti in favore dell’Olanda, ma il confronto con i vice campioni del mondo costituisce di per sè un ottimo stimolo per far bella figura. Tutti vogliono vincere e lo dimostrano le convocazioni prive di esordienti: anzi l’ottimo campionato sin qui disputato dalla Juventus induce lo staf tecnico a richiamare Fabio Capello.

In settimana dalla Spagna arriva la notizia della morte di Francisco Franco, con la quale si chiude una dittatura durata ben 37 anni. Si è trattato di un regime di stampo fascista, che non ha risparmiato alla popolazione momenti cruenti, ma che ha avuto se non altro il merito di evitare alla nazione la catastrofe della II Guerra Mondiale. Il Paese iberico esce da questo periodo estremamente impoverito denunciando un gap di almeno vent’anni rispetto alle nazioni economicamente sviluppate. Chi salirà al potere dovrà affrontare molte sfide per riportare la Spagna al livello degli altri Paesi europei.

Sul piano politico tiene banco anche la questione angolana. La gara con l’Olanda è infatti preceduta da cortei in favore dell’indipendenza del Paese africano. Nelle manifestazioni romane avvengono scontri con le forze dell’ordine. Piero Bruno, diciottenne militante di Lotta Continua, rimane ferito da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi dai tutori dell’ordine; morirà il giorno successivo in ospedale

Nel pomeriggio uno Stadio Olimpico, per altro non riempito in ogni ordine di posti, ospita l’affascinante sfida con l’Olanda. Bernardini conferma per nove undicesimi la stessa squadra capace di pareggiare in Polonia, inserendo Giuseppe Savoldi al posto di Anastasi e Fabio Capello al posto di Antonello Cuccureddu, aumentando notevolmente il tasso tecnico del centrocampo.
331: Roma (Stadio Olimpico) – sabato 22 Novembre 1975 – ore 14,30

ITALIA -OLANDA 1-0 (C.E.Q: gir 5; 6a gara)

RETI: 20′ F. Capello

ITALIA: Zoff (Juventus) 44, Gentile (Juventus) 4, Rocca (Roma) 9, Benetti II (Milan) 23, Bellugi (Bologna) 12, Facchetti (Inter) 83 (cap.), Causio (Juventus) 16, Antognoni (Fiorentina) 8, Savoldi I (Napoli) 3, F. Capello (Juventus) 23, P. Pulici (Torino) 6.C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Roggi (Fiorentina), Zaccarelli (Torino), Anastasi
(Juventus), Bettega (Juventus).

OLANDA: Schrijvers, Suurbier, Krol (cap.), Jansen, Krijgh, Van Kraay, W. Van
de Kerkhof (70′ Notten), Peters, Geels, Thijssen, R. Van de Kerkhof. C.T.: G. Knobel.

A disposizione: Jongbloed, Rijsbergen, Zuidema.

ARBITRO: Schaut (Belgio).

SPETTATORI: 40.000 (33.307 paganti).
Sebbene priva di Johann Cruijff, che ha abbandonato per scelta la nazionale e Robert Resenbrink, l’Olanda si dimostra comunque una grande squadra sconfitta da un gol di Fabio Capello, uno che in maglia azzurra ha sempre realizzato reti significative. Pian piano l’idea di squadra di Bernardini sta prendendo corpo: non ci sono stelle di prima grandezza, ma ottimi calciatori destinati a loro modo ad aprire un’epoca.

In settimana dal Portogallo arrivano le immagini di alcuni paracadutisti di estrema sinistra che il 25 novembre tentano, per altro senza successo, un colpo di stato volto ad instaurare nel Paese un regime di stampo comunista.

L’andata degli ottavi di finale di Coppa Uefa arriva a smorzare quest’aria di tensione internazionale. Per le squadre italiane si tratta di una serata contrastante: mentre il Milan si impone con grande autorità sullo Spartak Mosca che lascia San Siro con un pesante 4 a 0, la Roma torna da Bruges sconfitta per 1 a 0. Si tratta di un punteggio ampiamente rimediabile nella gara di ritorno all’Olimpico, ma i belgi, guidati in panchina da Ernst Happel, stanno costruendo un complesso destinato a segnalarsi come uno dei più forti in campo europeo.

Il giorno dopo è una data storica per la Spagna: il 27 novembre 1975 sale sul trono re JUAN CARLOS I DI BORBONE. Le forze di opposizione che, perché antifasciste, dagli europei sono considerate tutte di sinistra, reclamano l’instaurazione di un governo democratico con libere elezioni e un’amnistia per tutti
i detenuti politici fatti imprigionare dal Caudillo solo perché oppositori. Questa è solo una delle tante questioni che il giovane monarca, tra l’altro cresciuto in Italia, si trova ad affrontare.
7a GIORNATA: domenica 30 novembre 1975

Ascoli – Lazio 2-1

46′ Gola, 54′ Morello, 89′ Chinaglia (LA) rig.

Bologna – Como 1-1

49′ Scanziani, 73′ Nanni (BO)

Cagliari – Perugia 0-0

Inter – Fiorentina 1-0

90′ Boninsegna

Juventus – Cesena 3-3

21′ Frustalupi rig., 40′ Urban, 49′ Capello (JU), 52′ Bettega (JU), 66′ S. Petrini, 81′ Gentile (JU)

Napoli – Milan 1-0

40′ Savoldi rig.

Roma – Torino 1-1

68′ Graziani, 73′ Negrisolo (RM)

Verona – Sampdoria 4-1

6′ Magistrelli (SA), 9′ Macchi, 41′ Luppi, 45′ Busatta, 78′ Luppi rig.

CLASSIFICA:

Juventus 12; Napoli 11; Torino 9; Bologna, Cesena e Inter 8; Ascoli, Milan e Roma 7; Perugia, Sampdoria e Verona 6; Como e Lazio 5; Fiorentina 4; Cagliari 3.
Il rigore trasformato da Giuseppe Savoldi ha l’effetto di ricacciare il Milan a centro-classifica riavvicinando i partenopei alla vetta, approfittando del mezzo passo falso della Juventus col Cesena, autore di una prova maiuscola sul terreno del Comunale. Ben impostati da Pippo Marchioro in panchina ed ottimamente diretti in campo da Mario Frustalupi i romagnoli sono l’autentica rivelazione di questo inizio di campionato.

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