CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1975-76: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 16a ALLA 19a GIORNATA

Con ancora negli occhi le immagini provenienti dal Sant’Elia di Cagliari, che hanno messo in prima pagina il dolore di Gigi Riva – per lu il responso

è terribile: frattura di tibia e perone -, i tifosi si preparano a vivere il girone di ritorno di un campionato che sta sancendo la superiorità del calcio torinese e

la crisi di quello romano. Grande sorpresa della stagione precedente, la Roma allenata da Niels Liedholm non riesce a ripetersi e ancor peggio va alla Lazio passata in

meno di due anni dal trionfo scudetto alla drammatica situazione di classifica attuale.

Ancor peggio vanno però le cose per gli abitanti di Honduras e Guatemala alle prese con le conseguenze del terribile terremoto del 4 febbraio che causerà 22.000

vittime. Mentre in Centro-America si piange per l’immane catastrofe, a pochi chilometri dal confine italiano si festeggia: il 4 febbraio Innsbruck diventa la capitale

mondiale in quanto si apre la XII edizione dei giochi olimpici invernali. L’attesa è tanta, soprattutto per quanto riguarda la disciplina dello sci dove si può ancora

contare sulla piena efficenza degli atleti della “valanga azzurra,” sebbene il loro dominio sia messo in crisi dall’innarrestabile ascesa dello svedese Ingmar

Stemmark, autentico dominatore della stagione 1975-76.

Il giorno successivo un articolo apparso su’ “Il Messaggero” svela i retroscena di quello che passerà alla storia come lo scandalo Loockheed. Si tratta di un giro di

tangenti legate all’acquisto di aerei militari che vede coinvolti ex ministri dell’epoca, RUMOR, GUI e TANASSI. Di qui in avanti l’argomento troverà molto spazio sui

giornali e decreterà la fine politica di questi personaggi, diventati scomodi ancor prima che la faccenda venisse alla luce.

Altro argomento d’attualità è la messa al rogo del film Ultimo Tango a Parigi. Si tratta senz’altro di una violazione della libertà d’espressione, portata avanti in

nome di un senso del pudore ancora legato mani e piedi a concezioni sessuali cattoliche per secoli solamente fonte d’ignoranza in materia. Tuttavia in questo periodo

sulla scena politica opera un partito con pochi consensi in termini di voti, ma capace come nessuno di catalizzare l’attenzione generale gettandosi a capofitto in

tutte le questioni riguardanti la libertà individuale, come quella di godere della visione di un film, sebbene esso presenti scene eroticamente forti. Sabato 7

febbraio nella sede del partito Radicale viene proiettata la versione integrale di “ultimo tango a Parigi” in segno di disobbedienza civile.

16a GIORNATA: domenica 8 febbraio 1976

Cagliari – Roma 1-5

33′ Casaroli, 37′ Petrini, 45′ Virdis (CA) rig., 64′ Petrini, 70′ Pellegrini, 86′ Negrisolo

Cesena – Inter 2-3

18′ aut. Cera, 48′ Cesati, 74′ Frustalupi (CE) rig., 85′ aut. Giubertoni (CE), 90′ Boninsegna

Como – Napoli 0-1

67′ aut. R. Rossi

Fiorentina – Ascoli 0-0

Lazio – Sampdoria 1-1

40′ Saltutti, 41′ Garlaschelli (LA)

Milan – Perugia 0-0

Torino – Bologna 3-1

3′ e 43′ Pulici, 51′ Clerici (BO), 77′ Pulici rig.

Verona – Juventus 1-2

6′ Cozzi (VE), 53′ Tardelli, 63′ Bettega

CLASSIFICA:

Juventus 28; Torino 25; Napoli 21; Milan 20; Cesena e Inter 19; Bologna 17; Fiorentina 16; Perugia e Roma 15; Ascoli 13; Lazio e

Sampdoria 12; Verona 11; Como 7; Cagliari 6.

La Juventus soffre un tempo prima di riuscire ad avere ragione della resistenza del Verona, passato in vantaggio tra l’altro grazie ad un gol del

giovane Cozzi. Gli uomini di Valcareggi dimostrano d’essere una compagine capace di tenere il campo contro chiunque, ma a loro manca sempre il colpo decisivo per

portare a compimento qualche grande impresa che permetterebbe di acquisire fiducia. Finisse ora la stagione i giallo-blu sarebbero retrocessi assieme a Como e

Cagliari, compagine in grave crisi di risultati. I sardi, in particolare, hanno risentito dell’infortunio al loro Capitano e sono letteralmente crollati sotto i colpi

della Roma.

Ai bianco-neri risponde puntualmente il Torino trascinato alla vittoria sul Bologna da una tripletta del bomber Paolino Pulici.

Torna protagonista Roberto Boninsegna autore del gol decisivo che consegna all’Inter un’importantissimo successo esterno nell’inusuale scontro diretto Uefa col Cesena.

La continua richiesta d’indipendenza delle ex colonie di Francia ed Inghilterra costituisce un altro argomento di discussione. Si tratta per lo più di nazioni giovani

rette spesso da regimi fantoccio esposti a qualsiasi rischio di golpe. E’ quello che accade il 13 febbraio in Nigeria dove il generale Murtala Ramat Mohammed, salito

al potere solo qualche mese prima, viene assassinato durante un tentativo di colpo di stato. La difficile situazione politica rende praticamente impossibile lo

sviluppo economico di questa nazione ricchissima di materie prime, soprattutto di petrolio.

Intanto il 15 febbraio giungono a conclusione le Olimpiadi Invernali di Innsbruck, nelle quali lo sport italiano ha festeggiato l’ennesima medaglia conquistata da

Gustavo Thoeni.

17a GIORNATA: domenica 15 febbraio 1976

Ascoli – Cagliari 1-1

17′ Silva (AS), 85′ V. Graziani

Bologna – Verona 0-0

Inter – Lazio 1-0

50′ Oriali

Juventus – Como 1-1

56′ Bettega (JU), 57′ Pozzato

Napoli – Fiorentina 1-2

15′ Esposito (NA), 76′ e 88′ Desolati

Perugia – Torino 2-1

20′ Pulici (TO), 27′ Curi, 61′ Scarpa

Sampdoria – Milan 0-1

16′ Chiarugi

CLASSIFICA:

Juventus 29; Torino 25; Milan 22; Inter e Napoli 21; Cesena 19; Bologna e Fiorentina 18; Perugia 17; Roma 15; Ascoli 14; Lazio,

Sampdoria e Verona 12; Como 8; Cagliari 7.

Nonostante il mezzo passo falso casalingo contro il Como, la Juventus incrementa il proprio vantaggio in classifica a causa della sconfitta subita

dal Torino sul campo di Perugia. Dietro alle torinesi si vede il Milan decisamente in un buon periodo. Il giorno successivo la serie A fa ancora parlare di sè in

quanto Cesena e Roma recuperano l’incontro rinviato per il maltempo.

RECUPERO 17a GIORNATA: lunedì 16 febbraio 1976

Roma – Cesena 2-2

24′ Pellegrini (RM), 53′ Casaroli (RM), 60′ Frustalupi rig., 75′ Bertarelli
All’Olimpico riprende la marcia del Cesena abile nel rimontare il doppio svantaggio, senza farsi beffare nel finale come accaduto otto giorni prima

contro l’Inter.

In settimana è la musica a farla da protagonista. Torna il Festival di San Remo. Dopo la disastrosa edizione dell’anno precedente, la manifestazione è chiamata ad un

rinnovamento che per altro non ci sarà. La kermesse ligure continua a proporre un modello musicale distante anni luce dal gusto dei giovani, i principali fruitori di

musica, questo nonostante le scarse vendite dei brani che hanno preso parte all’edizione precedente. San Remo vive ormai di luce riflessa derivante dal successo degli

anni cinquanta e sessanta.

Quest’anno vince Peppino di Capri col brano Non lo faccio più, seguito dalla collaudata coppia musicale Wess e Dori Ghezzi interpreti della canzone “Con chi stai, con

chi sei”, mentre sul gradino più basso del podio salgono a pari merito gli Albatros con “VVolo AZ 504” e Sandro Giacobbe con “Gli Occhi Verdi di tua madre”,

probabilmente il pezzo più interessante uscito dalle ultime tre edizioni.

Al di fuori degli stadi gli spettatori trovano una novità: le forze di polizia preposte alla sorveglianza dell’ordine pubblico non imbracciano più i tradizionali

moschetti, ma sono dotate di armi più moderne. Va in “pensione” uno dei tratti caratteristici del nostro esercito.

18a GIORNATA: domenica 22 febbraio 1976

Cagliari – Inter 0-0

Cesena – Napoli 0-1

7′ Juliano

Como – Sampdoria 0-0

Fiorentina – Juventus 1-1

26′ Bettega, 60′ Bresciani (FI)

Lazio – Perugia 1-0

31′ Chinaglia rig.

Milan – Bologna 3-1

5′ e 52′ Calloni, 62′ Maselli (BO), 70′ Benetti

Torino – Ascoli 3-1

4′ Silva (AS), 28′ Pulici, 35′ C. Sala, 88′ Graziani

Verona – Roma 0-1

65′ Petrini

CLASSIFICA:

Juventus 30; Torino 27; Milan 24; Napoli 23; Inter 22; Cesena 20; Fiorentina 19; Bologna e Roma 18; Perugia 17; Ascoli e Lazio 14;

Sampdoria 13; Verona 12; Como 9; Cagliari 8.

Continua l”’elastico” tra le due torinesi, soprattutto grazie all’incredibile serie di vittorie interne consecutive del Torino. Dall’inizio della

stagione nessuno è uscito dal Comunale con punti quando di fronte ci sono le maglie granata.

Prosegue pure il buon momento del Milan e quello d’oro del suo centravanti Egidio Calloni anche oggi autore di una doppietta decisiva per aver ragione del Bologna.

In settimana torna d’attualità la Strage di Piazza Fontana avvenuta il 12 dicembre 1969, fatto per il quale non sono ancora stati riconosciuti i colpevoli. Dopo la

sentenza del 1974, che ha mandato assolti quelli che si ritenevano i responsabili, sono riprese le indagini. Il 27 arrivano i primi frutti: vengono arrestati il

generale Gian Adelio Maletti, capo del SID e il capitano Antonio La Bruna. I due sono accusati di aver favorito la latitanza dei principali imputati.

19a GIORNATA: domenica 29 febbraio 1976

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Ascoli – Milan 0-1

30′ Benetti

Bologna – Lazio 1-0

57′ Clerici

Inter – Torino 1-0

71′ Pavone

Juventus – Cagliari 1-0

35′ Damiani rig.

Napoli – Verona 0-1

41′ Mascetti

Perugia – Fiorentina 2-1

31′ Novellino, 86′ Marchei, 87′ Antognoni (FI)

Roma – Como 2-1

28′ Casaroli, 47′ Pellegrini, 62′ Scanziani (CO)

Sampdoria – Cesena 0-1

17′ Bertarelli

CLASSIFICA:

Juventus 32; Torino 27; Milan 26; Inter 24; Napoli 23; Cesena 22; Bologna e Roma 20; Fiorentina e Perugia 19; Ascoli, Lazio e Verona

14; Sampdoria 13; Como 9; Cagliari 8.

Potrebbe essere la giornata decisiva per stabilire chi siederà sul trono di campione d’Italia. Con la vittoria odierna, unita alla contemporanea

sconfitta granata a San Siro la Juventus vanta cinque punti di vantaggio, veramente molti con sole undici gare da disputare. Ora i granata debbono guardarsi le spalle

dall’assalto del Milan che ora li tallona ad una lunghezza di ritardo. Rivera e compagni arrivano col morale alle stelle all’appuntamento di Coppa Uefa con i belgi del

Bruges, una delle realtà emergenti d’Europa. In Belgio gli uomini allenati da Trapattoni sono costretti a fare i conti con la superiore organizzazione tattica degli

uomini allenati da Ernst Happel i quali si impongono per 2 a 0 ipotecando il passaggio alla semifinale. Tuttavia sul risultato finale pesa notevolmente una

sconcertante decisione dell’arbitro francese Vigliani il quale fischia la fine del primo tempo, mentre un tiro di Sabadini sta terminando in rete per quello che sarebbe stato il gol del provvisorio 1 a 1.

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