CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1975-76: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 22a ALLA 26a GIORNATA

Senza dubbio il nuovo successo di Eddy Merx alla Milano-San Remo e il passaggio in semifinale UEFA del Bruges a spese del Milan, sono argomenti di discussione sulle gradinate prima di questa giornata di campionato, con la Juve capolista impegnata sul difficile terreno di Cesena.
22a GIORNATA: domenica 21 marzo 1976

Cesena – Juventus 2-1

11′ Damiani (JU), 48′ e 60′ Bertarelli

Como – Bologna 2-1

19′ Rigamonti rig., 62′ Scanziani, 90′ Maselli (BO)

Fiorentina – Inter 0-0

Lazio – Ascoli 3-1

46′ Martini, 60′ aut. Scorsa, 74′ Chinaglia, 83′ Gola (AS)

Milan – Napoli 1-1

40′ Calloni (MI) rig., 57′ Massa

Perugia – Cagliari 4-1

11′ aut. Niccolai, 32′ Virdis (CA), 54′ Vannini, 74′ e 80′ Marchei

Sampdoria – Verona 2-0

77′ aut. Catellani, 89′ Lippi

Torino – Roma 1-0

32′ Graziani

CLASSIFICA:

Juventus 35; Torino 32; Milan 30; Inter 28; Cesena e Napoli 26; Perugia 24; Bologna 23; Fiorentina e Roma 21; Lazio 17; Ascoli e

Sampdoria 16; Verona 15; Como 12; Cagliari 10.

Una doppietta del cesenate Bertarelli, buon giocatore, da tre anni una delle anime dei bianco-neri romagnoli, riapre un cammpionato che sembrava

ormai in archivio. Ora il Torino deve recuperare tre punti e la domenica successiva ha la grande occasione di affrontare i cugini nello scontro diretto. Vincendo lo

svantaggio sarebbe praticamente annullato. A questo punto si rammarica il Milan: per la seconda domenica consecutiva i rosso-neri si sono visti rimontare una rete di

vantaggio, altrimenti si ritroverebbero pienamente in corsa.

Nella lotta per non retrocedere gioiscono Lazio e Sampdoria capaci di imporsi in modo autoritario nei rispettivi scontri diretti con Ascoli e Verona.

Mentre cresce l’attesa per il grande scontro scudetto che vede protagoniste le due squadre torinesi, al quale fa da gradito contorno il derby di Milano, La settimana è

caratterizzata da un avvenimento indirettamente connesso col mondo del calcio. Il 24 marzo un Colpo di stato militare destituisce Isabel Peron, capo di stato dell’

Argentina, Paese organizzatore dei mondiali 1978. Inizia la dittatura del generale Jorge Rafael Videla, una delle più sanguinarie del secondo dopoguerra.

I continui richiami all’”austerità” e ad una diminuzione dei consumi fornisce alla televisione italiana lo spunto per produrre trasmissioni che tengano incollati gli

spettatori ai teleschermi casalinghi. Mentre le squadre scendono in campo per la loro giornata di campionato, sulla Rete 2 debutta “L’altra domenica” programma d’

intrattenimento ideata e condotta da Renzo Arbore
e Maurizio Barendson, fucina di grandi talenti tra cui Roberto Benigni, emergente giovane comico toscano.

23a GIORNATA: domenica 28 marzo 1976

Ascoli – Como 1-1

31′ Scanziani, 63′ Gola (AS) rig.

Bologna – Cesena 5-3

3′ Clerici, 7′ Ceccarelli (CE), 17′ Cresci, 24′ Bertarelli (CE), 66′ Urban (CE), 72′ Clerici, 74′ e 89′ Chiodi

Cagliari – Sampdoria 5-3

22′ Piras, 25′ Quagliozzi, 31′ Virdis, 51′ Piras, 53′ Saltutti (SA), 59′ Piras, 86′ Saltutti (SA), 90′ Magistrelli (SA)

Inter – Milan 0-1

41′ Bigon

Juventus – Torino 0-2

A TAVOLINO

Napoli – Lazio 1-0

88′ Massa

Roma – Fiorentina 2-2

6′ De Sisti (RM), 20′ Antognoni, 60′ aut. Galdiolo (RM), 83′ Casarsa

Verona – Perugia 3-1

2′ Ciccotelli (PE), 14′ Maddè, 54′ e 79′ Mascetti

CLASSIFICA:

Juventus 35; Torino 34; Milan 32; Inter e Napoli 28; Cesena 26; Bologna 25; Perugia 24; Fiorentina e Roma 22; Ascoli, Lazio e Verona

17; Sampdoria 16; Como 13; Cagliari 12.

Quella che doveva essere una stupenda giornata di sport – in serata tutti saranno davanti ai teleschermi a tifare Ferrari essendo in programma il

Gran Premio degli Stati Uniti – viene rovinata dall’azione di alcuni teppisti che, vedendo la loro squadra soccombere in un importante scontro diretto, non trovano di

meglio che lanciare di tutto in campo. Una pietra colpisce il portiere del Torino Luciano Castellini, inducendo l’arbitro a sospendere il match. A questo punto la

vittoria a tavolino ai granata, tra l’altro già in vantaggio, diventa la conseguenza naturale di quanto accaduto. Ora gli uomini allenati da Radice mettono il fiato

sul collo alla “vecchia Signora” che in due settimane ha dilapidato tutto il vantaggio acquisito in precedenza con una condotta autoritaria.

Contemporaneamente il gol nel derby realizzato da Albertino Bigon apre prospettive insperate anche per il Milan.

Al Bologna va il pirotecnico derby col Cesena che ha visto la giovane ala sinistra Stefano Chiodi ergersi al ruolo di eroe di giornata. Con l’identico risultato si

conclude lo scontro salvezza tra Cagliari e Sampdoria. I sardi sono stati trascinati al successo da una coppia di giovani locali formata dal centravanti Pietro Paolo

Virdis e dall’ala Luigi Piras.

Fortunatamente gli incresciosi fatti di Torino sono destinati a passare immediatamente in secondo piano per merito della Formula 1 che in serata regala l’

interessantissimo Gran Premio di Long Beach. Attraverso il circus dei gran premi delle automobili a ruote scoperte e il calcio, lo sport europeo sta cercando di

penetrare sempre maggiormente il ricco mercato statunitense.

Nel panorama esordisce per la prima volta in assoluto questo impegnativo circuito cittadino che, per certi aspetti, ricorda quello di Montecarlo. In effetti l’intento

degli organizzatori, capeggiati dall’uomo d’affari britannico residente a Long Beach Chris Pook, cercano di creare un evento sportivo che ricrei l’atmosfera dell’

avvenimento che ogni anno infiamma il Principato. Per promuovere l’evento l’organizzazione contatta una lunga lista di ex assi del
volante: Dennis Hulme, Jack Brabham e Juan Manuel Fangio. Dan Gurney e l’ex campione del mondo americano
Phil Hill vengono contattati per supportare l’immagine del gp.

I pareri dei piloti in merito alla qualità del tracciato sono tuttavia difformi. Il campione del mondo in carica,
Niki Lauda, crede che la gara sarà più ricca d’incidenti rispetto al Gran Premio di Monaco
e più dura per le vetture, ma più semplice per i piloti. Emerson Fittipaldi apprezza molto il tracciato , mentre
Jacques Laffite e Patrick Depailler sono di parere opposto. Resta comunque il fatto che il tracciato è praticamente sprovvisto di vie di fuga tanto da indurre l’

associazione dei costruttori a limitare il numero delle vetture partecipanti alla gara a venti.

In qualifica, combattuta come non mai per accapparrarsi un posto sulla griglia, Lauda guida i tempi, poi
James Hunt su McLaren e, infine, il compagno di squadra Clay Regazzoni lo superano. Dopo aver dovuto faticare per un problema all’iniezione, Depailler negli ultimi

minuti delle prove porta la sua
Tyrrell in prima fila, in mezzo alle due rosse di Maranello.

Regazzoni parte bene e prende la testa, davanti a Hunt, Depailler e al collega di scuderia Lauda. Uscendo dalla prima curva, Vittorio Brambilla sbatte Carlos Reutemann

contro il muro; entrambi sono costretti al ritiro. Poi sul rettilineo del porto Gunnar Nilsson, svedese della Lotus, rompe la sospensione, finisce a muro a 250 kmh, ma

per fortuna esce incolume dall’abitacolo.

Al giro 4, Hunt è dietro Depailler in lotta per il secondo posto. Cerca di buttarsi dentro la Tyrrell alla curva subito prima del rettilineo di ritorno, ma il francese

“chiude la porta,” forzando Hunt a passare largo a sinistra. Quando escono dalla curva affiancati, Depailler guadagna il centro della pista accompagnando
la McLaren sulle barriere. Hunt esce dalla vettura da solo, certo che non fosse più in grado di ripartire. Per il resto della gara l’inglese mostrerà il pugno a

Depailler ogni qualvolta il francese ripasserà sul punto della collisione. Dopo la gara, i meccanici della McLaren andranno a riprendere la vettura e la guideranno

fino ai box.

Nello stesso giro John Watson tampona la Ligier di Laffite, rompendo il musetto della sua
Penske. Il francese viene mandato in testacoda dalla collisione e scende dall’ottava alla quattordicesima posizione. Nel frattempo Lauda supera Depailler prendendosi

la seconda posizione, sette secondi dietro a Regazzoni, che sembra oramai irraggiungibile.

Mario Andretti riesce a rimontare fino alla nona posizione, dopo essere partito dalla quindicesima con la sua
Parnelli, facendo segnare anche il giro veloce in quei primi frangenti di corsa, ma la sua gara termina quando il motore comincia a perdere acqua. Al 15’ giro si

chiude quella che sarà l’ultima apparizione per la vettura americana Vel’s-Parnelli. In tre stagioni, ha corso per 16 gare, con Mario quale suo unico pilota. Prima del

ritiro nella sua gara di Long Beach, Andretti è stato avvicinato da un giornalista che gli ha chiesto:

il pilota italo-americano ha replicato:

il giornalista ha aggiunto:

Andretti ha replicato:

Andretti termina la sua relazione con

Miletich e Parnelli Jones quel giorno, ma la mattina seguente, per caso, incontrerà il capo della Lotus
Colin Chapman per colazione in un bar di Long Beach, dove i due sigleranno un accordo. Nella stagione1978, con Andretti al volante della rivoluzionaria Lotus 78, i due

vinceranno gare e conquisteranno, ovviamente, il titolo.

Mentre Andretti si ritira, Depailler si gira crollando al settimo posto. Dopo 20 giri, Regazzoni guida con 13 secondi su Lauda, Jody Scheckter e Tom Pryce con la

vettura americana
Shadow. Furioso per l’errore commesso, Depailler supera poi il connazionale Jean-Pierre Jarier e Ronnie Peterson in sei giri. Quando Pryce rompe la trasmissione al

giro 33 e Scheckter ha un problema al mozzo anteriore al giro 34, Depailler ne approfitta e recupera la terza piazza.

Dopo l’incidente con Watson, Laffite si riprende bene e si porta al quarto posto con la sua Ligier motorizzata
Matra, dopo aver passato Jochen Mass al 45esimo giro, e Jarier il giro dopo. A 20 giri dal termine, Lauda sconta problemi al cambio e decide che è meglio non forzare

per attaccare Regazzoni. Jarier, intanto, è sceso al sesto posto dietro Mass, il francese ha problemi al cambio. Al penultimo giro, con ormai solo prima e quinta

marcia, è superato anche da Fittipaldi, che va a segnare il primo punto mondiale per la sua vettura.

Regazzoni coglie una vittoria, tutto sommato, agevole, la quarta della carriera, completando un hat-trick con pole e giro più veloce. Lauda è secondo (a 42 secondi)
con Depailler che completa il podio. Il primo Grand Prix a Long Beach è un successo, tanto che l’ex manager di scuderia Rob Walker afferma:

Senz’altro la doppietta ottenuta dalla Ferrari contribuisce all’affermazione del marchio italiano sul mercato statunitense.

Due giorni dopo gli Stati Uniti sono ancora al centro dell’attenzione in quanto avviene l’annuale consegna degli Oscar. “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Miloš

Forman vince la prestigiosa statuetta quale miglior film

Mentre in Italia si discute di aborto, il primo di aprile, sempre dagli Stati Uniti giunge una notizia pronta a sollevare altri dibattiti di carattere etico e morale.

in New Jersey, la Corte Suprema riconosce il diritto all’eutanasia concedendo a Karen Anne Quinlan, in coma da un anno, la possibilità di morire. Naturalmente la

Chiesa Cattolica insorgerà contro questa decisione e in una nazione fortemente legata ai dettami provenienti dal Vaticano, come lo è quella italiana, la questione

rimane un tabù anche agli inizi del nuovo millennio.

In un clima simile passa in secondo piano la nascita negli Stati Uniti di un’azienda fortemente collegata con chi sta fruendo di questo umile lavoro! in California

Steve Jobs e Steve Wozniak fondano la Apple Computer, società d’informatica e personal computer.

Per il campionato italiano la 24a è un’altra giornata cruciale, essendo previsto lo scontro incrociato Milano – Torino, la Juventus in piena crisi impegnata a San Siro

in quello che viene definito il “derby d’Italia”con Torino e Milan, le due squadre più in forma, pronte a gettarsi nella contesa scudetto.

24a GIORNATA: domenica 4 aprile 1976

Ascoli – Napoli 0-0

Cesena – Cagliari 0-0

Fiorentina – Como 0-2

A TAVOLINO

Inter – Juventus 1-0

80′ Bertini

Lazio – Verona 1-1

32′ Zigoni, 40′ aut. Luppi (LA)

Perugia – Bologna 1-1

45′ Vannini (PE), 78′ Nanni

Sampdoria – Roma 1-0

84′ Saltutti

Torino – Milan 2-1

28′ Graziani, 80′ Garritano, 90′ Calloni (MI) rig.

CLASSIFICA:

Torino 36; Juventus 35; Milan 32; Inter 30; Napoli 29; Cesena 27; Bologna 26; Perugia 25; Fiorentina e Roma 22; Ascoli, Lazio,

Sampdoria e Verona 18; Como 15; Cagliari 13.

Nonostante il Torino disponga della miglior coppia d’attaccanti del campionato Italiano, tocca a Salvatore Garritano, punta proveniente dalla

Ternana costretto ad assistere dalla panchina alle imprese dei compagni di reparto, realizzare il gol che suggella il sorpasso granata sui cugini. Infatti, proprio nel

momento in cui a Milano Mario Bertini porta in vantaggio l’Inter sulla Juventus, il piccolo centravanti di scorta di Radice mette al sicuro il risultato col Milan,

regalando ai granata un’altra vittoria casalinga e riducendo al lumicino le speranze scudetto di Rivera e compagni.

Questa, però, è un’altra giornata nera sul piano dell’ordine pubblico all’interno degli stadi. Continua lo sport di lanciare oggetti in campo: questa domenica la

vittima è il portiere del Como Antonio Rigamonti, il rigorista della squadra, costretto a lasciare il campo di Firenze in quanto colpito da una lattina. Scontato

diventa il 2 a 0 a tavolino assegnato al Como, verdetto che pregiudica ai viola la qualificazione alla Coppa Uefa, mentre per i lariani si riapre qualche speranza

salvezza.

Il giorno successivo il laburista James Calagan diventa il primo ministro britannico succedendo ad Arold Wilson. Intanto in Cambogia il principe Norodon Sihanuk

rinuncia alla carica di capo di stato ad un anno dalla salita al potere dei Khmer rossi, guidati da Poll Pot, uno dei tiranni più sanguinari che abbiano governato nel

XX secolo. A metà settimana in Cina viene destituito Deng Xiaoping, al quale succede Hua Guofeng.

Apprese queste notizie, gli sportivi si preparano a seguire in televisione il ritorno in campo della Nazionale. Eliminati dalla fase finale dei campionati europei, gli

azzurri proseguono il loro lavoro teso a preparare al meglio il girone di qualificazione ai mondiali argentini, nel quale è stata inserita pure l’Inghilterra. A breve,

invece, la Federcalcio ha accettato di buon grado di partecipare al Torneo del Bicentenario previsto alla fine del mese di maggio negli Stati Uniti. Alla

manifestazione prenderanno parte l’Inghilterra, il Brasile ed una selezione formata dai migliori calciatori della NASL, tra i quali spiccano i nomi di Pelè e Giorgio

Chinaglia.

La gara col Portogallo, nazione calcisticamente in crisi dopo i fasti del decennio precedente, costituisce un’ottima tappa d’avvicinamento. Entrano a far parte del

gruppo Marco Tardelli, Aldo Maldera e Patrizio Sala.

333: Torino (Stadio Comunale) – mercoledì, 7 aprile 1976 – ore 19,00

ITALIA – PORTOGALLO 3-1 (AM)

RETI: 45′ Antognoni, 62′ Graziani, 70′ P. Pulici, 82′ Fraguito (P)

ITALIA: Zoff (Juventus) 46, Tardelli (Juventus) 1, Rocca (Roma) 11, Benetti II (Milan) 25, Bellugi (Bologna) 14 (64′ Roggi (Fiorentina) 4), Facchetti (Inter) 84

(cap.), Causio (Juventus) 18, Pecci (Torino) 2, Graziani (Torino) 5, Antognoni (Fiorentina) 10, P. Pulici (Torino) 8. C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Maldera (Milan), P. Sala (Torino), Zaccarelli (Torino), C. Sala (Torino), Bettega (Juventus).

PORTOGALLO: Botelho, Artur, Barros (77′ Cardoso), Octavio, Mendes, Teixeira (86′ Sheu), Alves (46′ Seninho), Toni (cap.), Jordão, Fraguito, Manuel Fernandes. C.T: J.M.

Pedroto.

A disposizione: Conhé, Marinho.

ARBITRO: Palotai (Ungheria).

SPETTATORI: 45.000 (36.121 paganti)

Gli azzurri conquistano la terza vittoria consecutiva dimostrando una buona propensione a far gioco. Conforta soprattutto la giovane età di un

gruppo nel quale si vedono enormi margini di miglioramento.

Intanto la questione sembpre aperta riguardante l’aborto mantiene in primo piano la questione femminile. Il 10 aprile l’intera nazione è invasa da cortei di donne

pronte a rivendicare i propri diritti. Intanto il “gentil sesso” di un’altra nazione può festeggiare una vittoria: per la prima volta nella storia in Giordania alle

donne è consentito votare.

25a GIORNATA: domenica 11 aprile 1976

Bologna – Sampdoria 1-0

32′ Maselli

Cagliari – Lazio 2-1

11′ Piras, 52′ Wilson (LA), 73′ Virdis

Como – Torino 0-1

10′ Graziani

Juventus – Ascoli 2-1

13′ Bettega, 53′ Gola (AS) rig., 71′ Altafini

Milan – Fiorentina 2-1

2′ e 21′ Benetti rig., 67′ Caso (FI)

Napoli – Inter 3-1

5′ Pogliana, 15′ Savoldi rig., 16′ aut. Esposito (IN), 20′ Massa

Roma – Perugia 1-2

3′ aut. Santarini, 26′ Cordova (RM) rig., 54′ Agroppi

Verona – Cesena 2-2

65′ Urban, 68′ Busatta (VE), 79′ Mascetti (VE), 86′ De Ponti

CLASSIFICA:

Torino 38; Juventus 37; Milan 34; Napoli 31; Inter 30; Bologna e Cesena 28; Perugia 27; Fiorentina e Roma 22; Verona 19; Ascoli,

Lazio e Sampdoria 18; Cagliari e Como 15.

Le prime tre della classifica vincono tutte: il Torino passa a Como con un gol di Graziani, Benetti trascina il Milan al successo con la Fiorentina

mentre il redivivo Altafini tiene la Juventus agganciata ai cugini capolisti realizzando il gol che lascia l’Ascoli al terz’ultimo posto in compagnia della Lazio,

sconfitta a Cagliari e della Sampdoria battuta a Bologna. Solo il Verona, tra le squadre impegnate nella lotta per non retrocedere, riesce ad ottenere punti

guadagnando un prezioso punto di vantaggio.

Ora si torna in campo nel lunedì di Pasqua.

26a GIORNATA: lunedì 19 aprile 1976

Ascoli – Inter 2-0

82′ e 83′ Silva

Cagliari – Verona 0-2

37′ aut. Roffi, 76′ Franzot

Cesena – Lazio 0-0

Milan – Como 2-2

40′ Sabadini (MI), 44′ Rigamonti rig., 50′ Chiarugi (MI), 64′ Fontolan

Napoli – Juventus 1-1

40′ Boccolini (NA), 55′ Bettega

Roma – Bologna 0-0
<br<
Sampdoria – Perugia 3-1

31′ Saltutti, 57′ Ciccotelli (PE), 64′ Magistrelli rig., 85′ Saltutti

Torino – Fiorentina 4-3

10′ Pulici, 20′ Desolati (FI), 37′ Pulici, 50′ Casarsa (FI) rig., 58′ Zaccarelli, 76′ Pulici, 82′ Caso (FI)

CLASSIFICA:

Torino 40; Juventus 38; Milan 35; Napoli 32; Inter 30; Bologna e Cesena 29; Perugia 27; Roma 23; Fiorentina 22; Verona 21; Ascoli e

Sampdoria 20; Lazio 19; Como 16; Cagliari 15.

Sicuramente lo scudetto rimarrà a Torino, sebbene potrebbe cambiare casacca! I granata ottengono l’ennesimo successo interno consecutivo dopo un’

autentica battaglia con la Fiorentina ed aumentano il loro vantaggio sulla Juventus bloccata sul pareggio a Napoli. Uguale sorte tocca al Milan incapace di battere il

Como. A questo punto Rivera e compagni debbono accontentarsi di portare a compimento la qualificazione alla Coppa Uefa dell’anno successivo.

In coda, ad eccezione del Cagliari, virtualmente retrocesso dopo la sconfitta interna nello scontro diretto col verona, tutti ottengono punti preziosi. In particolare

gioiscono l’Ascoli e il suo centravanti Massimo Silva, autore della doppietta che nel giro di due minuti stende l’Inter. Questi risultati hanno l’effetto di

coinvolgere anche Roma e Fiorentina nella bagarre salvezza.

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