INGHILTERRA-ITALIA 3-2: AZZURRI SCONFITTI DA UN “ESERCITO” IN MINIGONNA?

Contemporaneamente cresce l’attesa per il match clu della seconda giornata del Torneo del Bicentenario quello tra l’Italia e l’Inghilterra. La vigilia è movimentata da una conferenza stampa nella quale i giornalisti britannici, probabilmente inzigati dai colleghi italiani, attacca violentemente Fulvio Bernardini, insinuando che all’interno del duo composto con Enzo Bearzot il “professore” non conterebbe nulla. Tra i presenti c’è anche il giornalista bolognese Italo Cucci che al proposito racconta:

Da tempo, infatti, c’è una corrente di pensiero, guidata dalla redazione sportiva del Corriere della Sera, che vorrebbe la cacciata del tecnico romano.

Esaltata dalla squillante vittoria ottenuta cinque giorni prima, la diarchia tecnica azzurra riconferma la stessa formazione della gara d’esordio con l’unica eccezione

di Moreno Roggi al posto di Marco Tardelli.

Il tecnico inglese Revie, invece, apporta vari cambiamenti il più clamoroso riguarda la stella Kevin Keegan avvicendato dal giovane Ray Wilkins.

335: New York (Yankee Stadium) -venerdì 28 maggio 1976 – ore 20,00

INGHILTERRA – ITALIA 3-2 (CB. 2° GARA)

RETI: 15′ e 18′ Graziani (IT), 46′ Channon, 48′ Thompson, 53′ Channon

INGHILTERRA: Rimmer (46′ Corrigan), Clement, Neal (46′ Mills), Towers, Thompson, Doyle, Wilkins, Channon, Royle, Brooking, Hill. C.T.: D. Revie.

A disposizione: Cherry, Kennedy, Taylor.

ITALIA: Zoff (Juventus) 48, Roggi (Fiorentina) 5 (57′ Maldera III (Milan) 1), Rocca (Roma) 13, Benetti II (Milan) 27 (57′ Zaccarelli (Torino) 4), Bellugi (Bologna) 16,

Facchetti (Inter) 86 (cap.), Causio (Juventus) 20 (57′ C. Sala (Torino) 5), F. Capello (Juventus) 26,
Graziani (Torino) 7, Antognoni (Fiorentina) 12, P. Pulici (Torino)10.C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Bettega (Juventus).

ARBITRO: Weyland (Germania Ovest).

SPETTATORI: 46.650

L’inizio è scoppiettante: l’Italia baila il football e gli inglesi sono inchiodati e sorpresi nel trovarsi davanti ad

una compagine azzurra mai così propositiva. Una doppietta di Graziani al 15′ e al 18′ sancisce un dominio incontrastato nella prima frazione di gioco. Ecco come Italo

Cucci, nell’articolo apparso su “Il Guerin Sportivo” della settimana successiva, racconta l’atmosfera alla fine dei primi 45 minuti digioco:

In effetti i “bianchi diSua Maestà” appaiono quanto mai frastornati, ma come si sa contro i britannici si è sicuri del risultato solo quando l’arbitro fischia per tre

volte. Nell’intervallo, più lungo del normale a causa di una sfilata di majorettes effettuata sotto gli occhi estasiati degli azzurri già sul terreno di gioco pronti

ad iniziare la ripresa dopo i canonici 15 minuti, gli uomini allenati da Revie riordinano le idee.

Come volevasi dimostrare, nella ripresa gli inglesi (sostituito il portiere Rimmer con Corrigan) partono all’assalto, e che assalto: in sette minuti, dal 46′ al 53′

Channon due volte e Thompson ribaltano clamorosamente il risultato. L’Italia è irriconoscibile, Rocca e Roggi non riescono a proteggere le avanzate inglesi. Spiega Pulici:

Bernardini in panchina assiste impietrito allo scempio azzurro mentre Bearzot, incapace di fronteggiare la situazione, propone al 57′ addirittura un cambio
triplo: fuori Roggi, Benetti e Causio e dentro l’esordiente Maldera assieme a Zaccarelli e Claudio Sala.
Il match virtualmente finisce qui, gli inglesi, appagati, controllano agevolmente un’Italia impaurita e svogliata. A proposito di quel drammatico quarto d’ora Italo

Cucci scrive:

In realtà, subito il 3 a 2 e passato lo sconcerto, qualcuno tra le file azzurre dà qualche segno di ripresa: si tratta del capitano Giacinto Facchetti che inizia a

predicare calcio nel deserto, arrivando addirittura a trovare il gol nel finale, prodezza annullata dall’arbitro tedesco Weiland.

L’incredibile sconfitta maturata nell’arco di otto minuti, oltre ad aprire il solito mare di polemiche sui giornali italiani, delude le migliaia di spettatori

immigrati dall’Italia assiepati sulle gradinate del celeberrimo Yankee Stadium.

Mentre a New York le due rappresentanti del calcio europeo si danno battaglia, a Seattle tornano in campo Brasile e Stati Uniti che scenderanno in campo orfani di

Pelé, al qualeviene concesso di non incrociare i tacchetti contro la sua patria natia. Rispetto alla gara precedente Osvaldo Prandao schiera fin dal primo minuto

Roberto, l’eroe del match d’apertura contro l’Inghilterra.

Seattle (King County) – venerdì 28 maggio 1976


BRASILE – U.S.A. ALL STARS 2-0

Reti: 29′ e 89’ Gil.

Brasile: Leao, Orlando, Miguel; Beto (46′ Amaral), F. Marinho (89′ Gerardo), Falcao (67′ Givanildo); Rivelino, Zico, Gil, Roberto, Lula. C.T.: O. Prandao.


U.S.A. ALL STARS: Martin, Smith, England; Moore, Jump, Smith; Eddy, Clements, Scullion (85′ Chandler), Chinaglia, Kowalik (56′ Vee). C.T.: K. Furphy.

Arbitro: Barreto (Uruguay).
Una doppietta dell’ala destra Gil permette ai brasiliani di ottenere una vittoria utile a balzare al comando della classifica. Contrariamente al

solito, i sud americani dimostrano un’insospettata solidità difensiva, essendo l’unica squadra del torneo a non aver ancora subito reti.

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