LA CONCLUSIONE DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1975-76

Al momento, però, la realtà è costituita dalle terribili immagini di morte e distruzione provenienti dalle zone terremotate. Naturalmente la serie A continua il suo corso. La domenica si apre con una notizia proveniente dalla Germania, nazione anch’essa alle prese con l’esistenza di vari gruppi eversivi. Ulrike Meinhof, ideologa della RAF (Rote Armée Fraktion), si impicca nel carcere di Stoccarda, nel quale si trova dopo l’arresto.
29a GIORNATA: domenica 9 maggio 1976

Ascoli – Bologna 0-0

Cagliari – Fiorentina 2-1

43′ Leschio, 45′ Bresciani (FI), 48′ Viola

Cesena – Como 2-0

64′ Urban, 78′ Festa

Inter – Roma 2-0

29′ Bertini rig., 34′ Libera

Juventus – Sampdoria 2-0

47′ Capello, 72′ Furino

Lazio – Milan 4-0

10′ D’Amico rig., 38′ Giordano, 60′ Garlaschelli, 89′ Badiani

Napoli – Perugia 4-0

42′ Esposito, 45′ Savoldi rig., 49′ Massa, 51′ Vavassori

Verona – Torino 0-0

CLASSIFICA:

Torino 44; Juventus 43; Milan 38; Napoli 36; Inter 35; Bologna 32; Cesena 31; Perugia 29; Fiorentina 26; Roma 24; Verona 23; Ascoli, Lazio e Sampdoria 22; Como 20; Cagliari 17.
Quasi a voler testimoniare la propria tristezza per quanto accaduto in Friuli, il tempo regala una domenica di maggio plumbea nella quale il Torino non riesce a sbancare il terreno del Verona. D’altra parte gli uomini allenati da Valcareggi non possono concedere nulla per non ritrovarsi in brutte acque nella bagarre per non retrocedere. Ora gli uomini allenati da Radice hanno un punto solo di vantaggio sulla Juventus reduce dalla secca vittoria sulla Sampdoria. I granata chiuderanno il campionato fra le mura amiche, dove finora hanno sempre vinto, mentre gli avversari si recano sul difficile terreno di Perugia.

Intanto crolla il Milan sotto i colpi della disperazione laziale. Il largo successo ottenuto può risultare decisivo in caso di arrivo a pari merito in terz’ultima posizione.

In settimana il calcio europeo designa la sua squadra di club regina in una finale ancora una volta priva di formazioni italiane. Dopo ben 17 anni (Stade Reims 1959), una società francese approda alla finale di Coppa Campioni: si tratta del Saint Etienne che incontrerà i Campioni in carica del Bayern Monaco a Glasgow. I francesi hanno compiuto grandi imprese, espugnando addirittura Hampden Park, eliminando i Rangers negli ottavi e la Dinamo Kiev nei quarti dopo aver perso l’andata per 2-0. Il Saint Etienne gode dell’incitamento di 50.000 scatenati francesi di verde vestiti, saliti fin sugli altipiani per spingere i loro beniamini verso la storica affermazione. Di fronte, però, c’è una squadra esperta e abituata a vincere, da affrontare privi della loro stella Domenique Rocheteau.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE -: Glasgow (Ambden Park) – mercoledì 12 maggio 1976
BAYERN MONACO – SAINT ETIENNE 1-0

RETI: 52′ Roth.

BAIERN MONACO: Maier, Hansen, Schwarzenbeck; Beckenbauer (cap.), Horsmann, Dürnberger; Roth, Kapellmann, Rummenigge, Muller G., Hoeness U. All.: D. Cramer

SAINT ETIENNE: Curkovic, Repellini, Piazza; López, Janvion, Bathenay; Santini, Larqué, Revelli P., Revelli H., Sarramagna (Rocheteau). All.: Erbin.

ARBITRO: Palotay (Ungheria).
Gli uomini di Herbin non hanno nulla da perdere e giocano la partita a viso aperto, ma le prime occasioni sono del Bayern. Gerd Muller si vede annullare un gol regolare, mentre poco dopo un tiro del giovane Karl Heinz Rummenigge, il nuovo talento uscito dalla fucina bavarese, viene respinto dal bravo portiere Curkovic oltre la linea di porta, ma l’arbitro Palotai non vede. Per i tedeschi la gara sembra segnata; probabilmente i maligni pensano ad un complotto per far pagare loro il cosiddetto “furto” perpetrato l’anno precedente ai danni del Leeds nella famosa finale di Parigi che ha visto la comparsa degli hoolygans. Inoltre la gara prende un’altra piega anche sotto l’aspetto tecnico. Dopo questi due spaventi, infatti inizia l’assalto dei verdi di Francia, che colpiscono due traverse con Bathenay e Santini. L’assenza della stella Rocheteau, però, si fa sentire e l’attacco dei transalpini risulta sterile. A inizio ripresa Franz Roth, l’uomo delle finali, con una punizione dal limite porta in vantaggio il Bayern che soffre tantissimo fino alla fine, soprattutto negli ultimi dieci minuti quando entra Rocheteau, convalescente da un infortunio, a creare
grande scompiglio nella retroguardia bavarese, che comunque resiste e porta a casa il terzo trofeo consecutivo. Ora Beckembauer e compagni sono definitivamente entrati nella leggenda del calcio!

In Italia aumenta l’attesa per la domenica calcistica che potrebbe segnare il ritorno ai vertici del Torino, a ventisette anni di distanza dalla sciagura di Superga.

L’attesa viene comunque interrotta dal Gran Premio del Belgio, nel quale è impegnata l’altra grande passione nazionale: la Ferrari.

A testimonianza del netto dominio rosso Nicky Lauda conquista la prima pole dell’anno davanti al compagno Cley Regazzoni, a James Hunt e a Patrik Depailler. Ottimo quinto Brambilla mentre rimangono indietro sia le Brabham, sia le Lotus. Tre sono i non qualificati tra cui due vittime eccellenti: il bi-campione del mondo
Emerson Fittipaldi e il campione di casa Jacky Ickx.

Lauda conduce per tutti i settanta giri previsti dalla gara (ottenendo la decima vittoria in carriera, al momento solo Ascari ha vinto più di lui col Cavallino), scortato sul podio da Regazzoni, mentre a 35 secondi finisce la sorpresa
Ligier che conquista il primo podio con Laffite. Jody Scheckter, anche lui con la P34 è quarto. Sfortunato Amon che con la poco competitiva
Ensign sta per molti giri in zona punti poi è costretto a ritirarsi per un incidente. Quinto Alan Jones con la Surtees.

Mentre la maggior parte degli sportivi segue in televisione le gesta delle Formula 1 il circuito del Mugello, dove si disputa il Gran Premio d’Italia di motociclismo, è teatro di una tragedia che coinvolge in primis l’intero mondo sportivo del nostro Paese. In seguito ad una collisione muoiono i piloti Otello Buscherini e Paolo Tordi. Tutto questo mentre le sedici squadre di serie A stanno salendo dagli spogliatoi per la resa dei conti finale.
30a GIORNATA: domenica 16 maggio 1976

Bologna – Inter 1-2

31′ aut. Facchetti (BO), 68′ Facchetti, 81′ Boninsegna

Como – Lazio 2-2

6′ Pozzato (CO), 17′ Correnti (CO), 20′ Giordano, 53′ Badiani

Fiorentina – Verona 2-2

34′ Roggi (FI), 43′ Speggiorin (FI), 55′ Luppi, 60′ Sirena

Milan – Cagliari 2-3

23′ Calloni (MI), 63′ Leschio, 64′ e 78′ Virdis rig., 83′ Chiarugi (MI)

Perugia – Juventus 1-0

55′ Curi

Roma – Ascoli 1-1

24′ Silva, 60′ Pellegrini (RM)

Sampdoria – Napoli 2-1

20′ Tuttino, 58′ Magistrelli rig., 64′ Savoldi (NA) rig.

Torino – Cesena 1-1

61′ Pulici (TO), 71′ aut. Mozzini

CLASSIFICA:

Torino 45; Juventus 43; Milan 38; Inter 37; Napoli 36; Bologna e Cesena 32; Perugia 31; Fiorentina 27; Roma 25; Sampdoria e Verona 24; Ascoli e Lazio 23; Como 21; Cagliari 19.
È una giornata vissuta intensamente dal primo al novantesimo minuto, in quanto si lotta su due fronti. Molto attive sono le squadre in lotta per la salvezza, a partire dal Como che prova a giocarsi tutte le speranze residue realizzando due reti nei primi minuti, ma i permanenti pareggi delle altre concorrenti non fanno altro che creare i presupposti per la retrocessione dei lariani e dei laziali loro avversari. La situazione diventa chiara quando Paolo Tuttino porta in vantaggio la Sampdoria contro il Napoli nello stesso momento in cui Bruno Giordano riapre l’incontro per i capitolini. Tre minuti dopo l’impresa per il Como diventa un autentico miraggio grazie alla rete realizzata dall’ascolano Massimo Silva sul campo della Roma. Intanto la Fiorentina ne fa due al Verona inguaiando i giallo-blu. Tutto questo accade mentre a Torino e a Perugia il risultato rimane inchiodato sullo 0 a 0, risultato che consegnerebbe lo scudetto ai granata. Dopo 45 minuti di gioco la classifica recita Torino 45, Juventus 44; mentre in coda vedeRoma, Sampdoria e Ascoli a 24, Verona a 23 e Como e Lazio retrocesse a quota 22.

Nel primo quarto d’ora della ripresa si compie il destino dell’intero campionato: al 53’ l’ala destra laziale Roberto Badiani dà fuoco alle polveri realizzando il gol che in pratica condannerebbe il Como. Ora i capitolini affiancano e sorpassano il Verona in virtù della miglior differenza reti, costringendo gli scaligeri ad una clamorosa retrocessione. La notizia arriva a Firenze e sembra squotere gli uomini del presidente Saverio Garonzi che, due minuti dopo, accorciano le distanze col centravanti Livio Luppi. Contemporaneamente l’inconfondibile voce di Sandro Ciotti interviene da Perugia annunciando il gol del centrocampista umbro Renato Curi. Al Comunale di Torino può iniziare la festa: ora i granata tornano ad avere due punti di vantaggio! Ma non è finita: trascorrono tre minuti e Sergio Magistrelli mette al sicuro il risultato per la Sampdoria realizzando il 2 a 0 contro il Napoli. Allo scoccare del quarto d’ora di gioco il quadro cambia nuovamente: Stefano Pellegrini pareggia per la Roma impegnata con l’Ascoli, proprio nello stesso momento in cui Paolo Sirena completa la rimonta del Verona sul terreno della Fiorentina. Ora la Roma è tranquilla a 25 punti, Verona e Sampdoria seguono a 24 mentre Ascoli e Lazio si trovano in terz’ultima posizione a 23 punti. La situazione favorisce gli uomini di Maestrelli, per l’ultima volta in panchina nonostante leormai pessime condizioni fisiche, in virtù della miglior differenza reti.

Un minuto dopo tocca ad Enrico Ameri dare l’annuncio che gran parte d’Italia aspetta: Paolino Pulici riesce a scardinare il bunker difensivo eretto dal Cesena. Ora il Torino è in Paradiso! Da Perugia giungono notizie di una Juventus incapace di reagire. A nulla serve il gol del Cesena, buono solamente per interrompere la serie di vittorie interne consecutive dei granata ai quali viene impedito un clamoroso an plain.

Mancano pochi minuti alle 18 quando lo scudetto torna sulle maglie del Torino! In un attimo si chiudono 27 anni di sofferenze legate ad una sciagura ingiusta che ha portato via la più grande squadra di club che abbia mai partecipato al campionato italiano! Questa, probabilmente non è altrettanto forte, ma ha i numeri per rientrare tra le grandi equipes che hanno fatto la storia del nostro calcio. E’ un gruppo che per anni sarà in grado di competere ai massimi livelli, ottenendo meno di quanto probabilmente avrebbe meritato.

Piangono i bianco-neri, sia quelli di fede Juventina che si sono visti sfuggire uno scudetto apparentemente già vinto a nove giornate dal termine, sia quelli di fede ascolana costretti ad ingoiare una retrocessione dopo un campionato condotto per tre quarti nelle posizioni di centro-classifica.
LA CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. V. N. S. V. N. S. G.F. G.S.

1. TORINO 45 30 14 1 0 4 9 3 18 9 3 49 22

2. Juventus 43 30 10 4 1 8 3 4 18 7 5 46 26

3. Milan 38 30 9 3 3 6 5 4 15 8 7 42 28

4. Inter 37 30 11 3 1 3 6 6 14 9 7 36 28

5. Napoli 36 30 8 5 2 5 5 5 13 10 7 40 27

6. Cesena 32 30 7 6 2 2 8 5 9 14 7 39 35

7. Bologna 32 30 6 7 2 3 7 5 9 14 7 32 32

8. Perugia 31 30 8 6 1 2 5 8 10 11 9 31 34

9. Fiorentina 27 30 5 5 5 4 4 7 9 9 12 39 39

10. Roma 25 30 3 9 3 3 4 8 6 13 11 25 31

11. Verona 24 30 6 5 4 2 3 10 8 8 14 35 46

12. Sampdoria 24 30 7 2 6 1 6 8 8 8 14 21 32

13. Lazio 23 30 5 7 3 1 4 10 6 11 13 35 40

14. ASCOLI 23 30 4 8 3 0 7 8 4 15 11 19 34

15. COMO 21 30 4 7 4 1 4 10 5 11 14 28 36

16. CAGLIARI 19 30 4 5 6 1 4 10 5 9 16 25 52

480 240 111 83 46 46 83 111 157 166 157 540 540

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