LA CONCLUSIONE DEL TORNEO DEL BICENTENARIO

Nonostante le amarezze riservate dagli azzurri di calcio, gli sportivi italiani hanno validi motivi per gioire: la Ferrari, impegnata la domenica successiva nel Gran Premio di Montecarlo, sta dominando il mondiale di Formula 1 mentre Felice Gimondi è protagonista di un grandissimo giro d’italia. Tuttavia la sorpresa maggiore arriva dal tennis: Adriano Panatta conquista la finale degli Internazionali d’Italia di tennis, rinverdendo i fasti di Nicola Pietrangeli, grande campione degli anni cinquanta e sessanta. A differenza di quanto avvenuto nei decenni precedenti, le imprese dell’atleta romano entreranno nell’immaginario della gente scatenando un’autentica moda del tennis, destinato a diventare per alcuni anni uno degli sport più praticati.

Prima che a Roma vada in scena l’ultimo atto degli internazionali d’Italia, a Montecarlo parte il Gran Premio di Formula 1, sesta prova del mondiale. Ridotto il numero

di partecipanti visto che come da tradizione a Monaco corrono solo venti vetture, si rivede però Henri Pescarolo alla guida di una Surtees del team Norev.

Il circuito è leggermente modificato alla Sainte Devote e all’ultima curva.

Per la ventesima volta in carriera, Nicky Lauda parte dalla pole-position, seconda consecutiva dopo quella del Belgio. In prima fila a fargli compagnia troviamo ancora

il compagno di squadra Clay Regazzoni seguito a sua volta da Peterson e Depailler. James Hunt
è solo quattordicesimo, preceduto anche dal bravo Chris Amon, dodicesimo con l’
Ensign.

La gara è quasi un monologo di Lauda che è in testa per tutti i giri previsti. Dietro arrivano le due
Tyrrell P34, mentre Regazzoni è vittima di un incidente. Il mondiale 1976 sembra oramai archiviato. Lauda ha 51 punti; 15 i punti per Regazzoni, il primo degli

inseguitori mentre Hunt ha solo 6 punti.

Per lo sport nostrano, però, questa è una giornata trionfale: sul Campo Centrale del Foro Italico, il tennista romano Adriano Panatta riesce nell’impresa di

aggiudicarsi gli Internazionali d’Italia. E’ dai tempi di Nicola Pietrangeli, attuale capitano non giocatore della nazionale italiana, che nel tennis non si ottiene un

risultato di questo livello.

La settimana apre con la conclusione del Torneo del Bicentenario. Naturalmente il piatto-forte è costituito dalla sfida tra Italia e Brasile; ragionevolmente agli

azzurri basta una vittoria per aggiudicarsi la manifestazione.

Per la partita decisiva viene riproposta la solita formazione con l’unica eccezione del ritorno in squadra di Marco Tardelli al posto di Moreno Roggi, considerato uno

dei maggiori responsabili della debacle difensiva che nel primo quarto d’ora della ripresa ha consentito la rimonta inglese.

336: New Haven (Yale Bowl Stadium) -lunedì 31 maggio 1976 – ore 15,00

BRASILE – ITALIA 4-1 (C.B. 3a gara)

RETI: 2′ F. Capello (IT), 29′ e 52′ Gil, 73′ Zico, 75′ Roberto

BRASILE: Leão, Orlando (46′ Getulio), Marco Antonio (80′ Beto Fuscão), Falcão (46′ Geraldo), Miguel, Amaral, Gil, Zico, Roberto, Rivelino (cap.), Lula. C.T.: O.

Brandão.

A disposizione: Valdir Peres, Flecha.

ITALIA: Zoff (Juventus) 49, Tardelli (Juventus) 3, Rocca (Roma) 14, Benetti II (Milan) 28, Bellugi (Bologna) 17 (46′ Roggi (Fiorentina) 6), Facchetti (Inter) 87

(cap.), Causio (Juventus) 21, F. Capello (Juventus) 27 (41′ Pecci (Torino) 3, 62′ C. Sala (Torino) 6),
Graziani (Torino) 8, Antognoni (Fiorentina) 13, P. Pulici (Torino) 11 (46′ Bettega (Juventus) 4). C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino).

ARBITRO: Barreto (Uruguay).

SPETTATORI: 36.096

Come contro gli inglesi gli azzurri partono alla grande: già al 2′ Capello infila Leao. E’ ancora bella Italia fino alla mezz’ora quando Gil, capo

cannoniere della manifestazione, riesce a riportare il match in parità. Al 41’, probabilmente, avviene l’episodio chiave della gara: una brutta entrata di Lula mette

fuori gioco Fabio Capello, forse i giocatore più in forma degli azzurri. Per il centrocampista friulano ci sono dieci punti di sutura al ginocchio, mentre per

l’autore dell’intervento “assassino” c’è la doccia anticipata. Entra in campo il giovane Eraldo Pecci e si va al riposo con gli italiani in superiorità numerica e sul

risultato di 1 a 1.

Il secondo tempo inizia con l’avvicendamento di Mauro Bellugi con Moreno Roggi e quello di uno spento Paolino Pulici con Roberto Bettega. Sebbene in inferiorità

numerica il Brasile prende in mano le redini dell’incontro e al 7′ Gil porta in vantaggio la sua squadra. Occorre qualche minuto prima che la “strana coppia” preposta

alla conduzione tecnica della squadra si renda conto di essere in superiorità numerica e, quando ciò avviene, tocca a Claudio Sala a scendere in campo al posto di

Eraldo Pecci. Il granata va all’ala con Causio che viene spostato nel suo ruolo d’origine: quello d’interno destro. La gara, però, si trasforma in una corrida e il

primo a farne le spese è proprio il centrocampista pugliese al quale l’arbitro uruguagio Barreto, sventolandogli in faccia il cartellino rosso al minuto 66’, dà il

foglio di via per la doccia anticipata. A cavallo della mezz’ora del secondo tempo i giovani Zico e Roberto infilano per altre due volte la porta di Zoff dando al

punteggio le proporzioni di una disfatta. C’è ancora il tempo per darsi altre botte e per assistere all’espulsione di Roberto Bettega a sette minuti dal termine.

L’avventura americana degli azzurri si è conclusa nel peggiore dei modi.

Nel frattempo a Philadelphia Inghilterra ed USA all stars chiudono le loro fatiche. Tra gli inglesi si rivede in campo Kevin Keegan, mentre con i padroni di casa

scende in campo nuovamente Pelè.

Filadelfia (Stadio “John F. Kennedy”) – lunedì 31 maggio 1976

INGHILTERRA – U.S.A. ALL STARS 3-1

Reti: 23’ Mills, 29’ Keegan, 54’ Francis’, 86’ Scullion (US).


Inghilterra: Clemence, Tood, Thompson; Greenhoff, Mills, Francis; Brooking, Cherry, Channon, Pearson, Keegan. C.T.: D. Revie.


U.S.A. ALL STARS: Rigby, Smith, England; Moore, Jump, Smith; Eddy, Clements, Vee, Chinaglia, Pelé. C.T.: K. Furphy.

ARBITRO: Weyland (Germania Ovest)
Con una vittoria netta e convincente, l’Inghilterra agguanta la piazza d’onore alle spalle del Brasile in una gara che si conclude con l’unico gol

della selezione ospitante, realizzato curiosamente da uno dei pochi giocatori statunitensi in rosa. Infatti non è bastata la presenza di autentici fuoriclasse come

Moore, Pelé e Chinaglia per rendere competitiva la formazione statunitense.

CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.

1. BRASILE 6 3 3 0 0 7 1

2. Inghilterra 4 3 2 0 1 6 4

3. Italia 2 3 1 0 2 7 7

4. USA All Stars 0 3 0 0 3 1 9

Il mese di maggio manda in archivio il tentativo di portare il grande calcio negli States, risolto con un mezzo fallimento. Gli enormi stadi

utilizzati si sono presentati mezzi vuoti e le televisioni non hanno dato alla manifestazione il risalto sperato.

Tecnicamente il torneo ha detto che il Brasile dispone di una generazione di giovani talenti destinata a dare grande spettacolo, pur costituendo una nazionale solida.

Inghilterra ed Italia, invece, debbono ancora lavorare molto; al momento, probabilmente gli uomini di Revie sono più avanti, ma gli azzurri hanno comunque mostrato

sprazzi di bel gioco che debbono far ben sperare per il futuro. Si tratta di un gruppo giovane, senz’altro in grado di far fronte ai cali di concentrazione che hanno

determinato le rimonte di Inghilterra e Brasile nelle seconde frazioni di gara.

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