LAUDA CORRE VERSO IL MONDIALE!

Mentre sui giornali, alla radio, in televisione, nei luoghi di ritrovo e perfino in Parlamento si discute del caso Savoldi, la cronaca continua a proporre i propri argomenti. Il 12 luglio a Genova va in disarmo il transatlantico Michelangelo dopo un ultimo viaggio New York- Genova.

Altro argomento sempre in discussione è il rapporto tra le due Superpotenze: Usa ed URSS. Siamo ancora in piena guerra fredda, nonostante i numerosi tentativi di distensione, seguiti da periodi di raffreddamento nei rapporti. Uno dei motivi di divisione è stata la conquista dello spazio che ha visto l’Unione Sovietica fare da apri-pista, con grande propaganda da parte del regime comunista, seguito dal clamoroso e discusso sbarco sulla Luna da parte degli statunitensi. Il 17 luglio, però, anche al di fuori dell’atmosfera terrestre si tenta l’avvicinamento tra i due blocchi: la navicella spaziale sovietica Sojuz e la navicella statunitense
Apollo, si agganciano a quota 220 km.

Sulla terra le macchine da formula 1, ilmassimo della tecnologia automobilistica conosciuta, tornano a sfidarsi sul difficile circuito inglese di Silverstone. La gara è preceduta dal ritiro dalle corse dell’ex pilota della Ferrari Jacky Icss, ora in forza alla Lotus, sostituito da un giovane pilota di casa. L’esito delle prove è sorprendente in quanto la pole position viene conquistata dalla Shadow guidata dall’inglese Tom Price: poco male per una Ferrari ampiamente in testa ad entrambe le graduatorie.

Nel frattempo un piccolo comune posto sulla sponda veronese del Lago di Garda vive un avvenimento destinato a mutarne profondamente l’economia: il 19 luglio, con una grande festa, viene inaugurato il Parco Divertimenti di Gardaland. Concepito sul modello delle strutture statunitensi, Disneyland e Disneyworld, il parco vivra un costante sviluppo che lo porterà ad essere uno dei più grandi in Italia ed in Europa, diventando meta ambita di milioni di bambini e dei loro genitori.

I molti milioni di persone che non hanno partecipato alla festa in provincia di Verona e che sono rimasti davanti ai televisori, hanno goduto di uno dei gran premi più contestati della storia della formula 1. Al via c’è immediatamente una novità epocale: lo start non viene più dato attraverso la consueta bandiera nazionale, bensì attraverso l’installazione di un semaforo. Fino al quarantatreesimo giro è un continuo avvicendarsi di piloti al comando, quando la testa della corsa viene presa da Emerson Fittipaldi. Per 12 giri il pilota della McLaren, Campione del Mondo in carica, fino a quando sulla pista si scatena un violentissimo temporale che toglie aderenza alle vetture. In tredici, ad eccezione delle Ferrari e del leader della corsa, vanno a sbattere praticamente nello stesso punto inducendo la direzione a sospendere la corsa tenendo valida la classifica del giro 55, dichiarando vincitore Emersson Fittipaldi. La casa di Maranello, che nel caos generale si è trovata a risalire con Nicky Lauda dall’ottavo posto al secondo, naturalmente presenta reclamo affermando che sarebbe stato lecito tener conto anche delcinquantaseiesimo giro, quello degli incidenti. Tuttavia la protesta non va a buon fine e dopo tre giorni viene decretato che gli italiani tornino dall’Inghilterra a bocca asciutta. A parziale consolazione per l’automobilismo azzurro c’è il sesto posto ottenuto da Vittorio Brambilla.

Intanto le compagini di serie A iniziano a ritrovarsi per preparare la nuova stagione che vede la Juventus grande favorita, nonostante la campagna rafforzamento del Napoli. Tuttavia nell’ultimo weekend di luglio l’attenzione va sulla politica e in particolare sul congresso della Democrazia Cristiana. Il partito di maggioranza relativa è uscito ridimensionato dalle ultime elezioni amministrative e deve tentare di riconquistare terreno per non essere superato dal Partito Comunista. Sono due giorni di grandi tensioni al termine dei quali viene eletto segretario Benigno Zaccagnini, uomo politico che opera nella sfera d’influenza di Aldo Moro. Lontano dall’Europa, però, vi sono nazioni costrette a vivere ben altri drammi. Usciti da pochi anni dal periodo coloniale, trovano grandi difficoltà a darsi ordinamenti sicuri, situazione ideale per scatenare grandi disordini al loro interno. E’ il caso della Nigeria, nazione ricchissima di materie prime, in cui il 29 luglio il generale Murtala Mohammed
prende il potere con un colpo di stato.

In Italia intanto chiude la maggior parte delle fabbriche per le ormai consuete ferie estive e milioni di persone lasciano le città per recarsi nei luoghi di villeggiatura. Il mare è la meta preferita. Agosto diventa il momento del relax e della musica, ma nei mangianastri portatili e dalle radio non si sentono più i pezzi di Sanremo. L’edizione di cantanti sconosciuti ed emergenti messa in piedi da Micke Bongiorno si è rivelata un autentico flop: la sola Gilda con la sua Ragazza del sud, brano vincitore, è riuscita ad entrare tra i primi cento dischi venduti dell’anno, ottenendo solamente l’ottantanovesima posizione. Il re dell’estate, invece, è ancora una volta il romano Claudio Baglioni che da quattro anni non sbaglia un brano. Questa volta il tormentone dell’estate è Sabato Pomeriggio aperto dal celeberrimo verso “passerotto non andare via, scusa se la colpa è forse solo mia.” E’ un pezzo che rispetta i canoni della pura melodia italiana, accanto alla quale si sta facendo largo la disco music proveniente dall’America. Infatti impazano Berry Wite e Gloria Gainor. La Formula 1 continua a tener alta l’attenzione degli appassionati. La debacle di Silverstone subita dalla Ferrari ha riaperto un mondiale che, dopo il Gran Premio di Francia, sembrava ormai chiuso. Naturalmente i tifosi attendono una pronta riscossa da parte della casa di Maranello. L’austriaco leader del mondiale Nicky Lauda inizia bene il weekend tedesco conquistando la pole position. Scatta bene, ma dopo nove giri deve rientrare ai box per sostituire un pneumatico forato da un sasso. Il motore tradisce Clay Regazoni e il popolo delle rosse deve accontentarsi del terzo osto ottenuto da Lauda dietro al vincitore Reuteman e al francese Jaques Laffite. Il campionato costruttori è completamente riaperto, mentre la debacle di Fittipaldi permette a Lauda d’incrementare il proprio vantaggio nella classifica piloti. Grandi complimenti riceve anche Lella Lombardi che sul difficilissimo circuito del Nurburgring sfiora addirittura la zona punti.

Il giorno successivo il mondo dell’automobile è scosso da un’altra notizia di carattere bendiverso: la FIAT annuncia la sospensione della produzione della 500. Iniziata ben 18 anni prima, la piccola vettura dalle forme tondeggianti ha permesso la motorizzazione del Paese, grazie al costo non proibitivo. Per molti giovani la 500 è stata la prima automobile acquistata e guidata, con la quale correre verso la libertà, magari sognando una Ferrari, soprattutto quest’anno nel quale Lauda sta riportando il titolo piloti a Maranello. Il weekend di Ferragosto, iniziato con un colpo di stato militare in Bangladesh si conclude con la disputa del Gran Premio d’Austria. Sul circuito di Zeltweg si rivede Rolf Stomelen, assente fin dal tragico incidente del Gran Premio di Spagna, al quale viene affidata una Surtees.

Niki Lauda, fa impazzire i tifosi di casa, non che quelli italiani, conquistando la settima pole dell’anno, seguito dal solito Hunt. In seconda fila si piazzano il Campione del Mondo in carica Emerson Fittipaldi e il sorprendente
Hans-Joachim Stuck .

Sono tuttavia prove funeste, caratterizzate da molti incidenti: Brian Henton
danneggia la sua Lotus scivolando su una macchia d’olio, mentre Wilson Fittipaldi
si rompe due ossa della mano e interrompe le prove. A rendere funesto questo weekend di Formula 1 è l’incidente occorso a Mark Donohue: il pilota USA esce alla prima curva, la vettura vola fuori dal circuito finendo tra i tabelloni pubblicitari. Si alza in piedi da solo ma poi crolla a terra senza più riprendere conoscenza. Nell’incidente periscono anche due commissari di pista. Naturalmente di fermare il Gran Premio non se ne parla. Quando le vetture si schierano sulla griglia, nuvoloni neri si stagliano nel cielo stiriano. I fulmini e i tuoni annunciano la pioggia e le auto sono richiamate ai box per montare gomme da bagnato.

Dopo 45 minuti, si parte. Lauda guida all’inizio davanti a James Hunt e
Patrick Depailler autore di un’ottima partenza dalla quarta fila. Mario Andretti
va in testacoda, mentre Bob Evans si ritira con la BRM. Vittorio Brambilla dimostra di essere in giornata e agguanta il terzo posto, così come lo svedese Ronnie Peterson che si spinge fino al quarto posto dopo essere partito dalla decima piazza. Al dodicesimo giro è chiaro che la Ferrari di Lauda non è settata nel modo più corretto per affrontare una gara bagnata e l’austriaco viene passato da Hunt tre giri dopo. Il motore della Hesketh fa le bizze, tanto da favorire la rimonta di uno scatenato Brambilla. Peterson va al pit per cambiare la visiera del casco, mentre alla
Brabham si rendono conto di aver fatto confusione coi pneumatici posteriori, avendoli montati mischiati fra i due piloti.
Jochen Mass è terzo; presto però le condizioni meteo diventano insopportabili e iniziano conciliaboli tra i rappresentanti della GPDA e i commissari di pista; si decide perciò di interrompere al giro 29.

Vince Vittorio Brambilla, alla sua prima volta in carriera, facendo segnare anche il giro più veloce. Era. Il pilota brianzolo interrompe un digiuno di vittorie italiane durato nove anni, dai tempi di Ludovico Scarfiotti (Monza 1966). Per la March si tratta del secondo successo della sua storia giunto cinque anni dopo il precedente. Appena Brambilla supera la linea d’arrivo va a colpire le barriere dopo un testacoda distruggendo il musetto della vettura. C’è però confusione nei box, infatti molti sono convinti che vi sarà una ripartenza. Ormai però la bandiera a scacchi è stata esposta e la gara non può più ricominciare. Vista la breve
durata vengono assegnati solo metà dei punti previsti ai primi sei piloti. Brambilla viene portato in trionfo anche dai meccanici della Ferrari.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento