LE ELEZIONI POLITICHE DEL 1976: L’ITALIA VERSO IL COMPROMESSO STORICO

Mentre tutti gli sportivi parlano della grande impresa di Adriano Panatta, del ritorno al successo di Felice Gimondi, con i bambini che cantano la filastrocca:

e della Tyrrel a sei ruote vittoriosa in Svezia, inizia l’ultima settimana di campagna elettorale. E’ tutto un susseguirsi di comizzi pregni di promesse e di

interviste sui giornali in cui tutti cercano di raggrannellare qualche voto. Una di queste, rilasciata il 15 giugno al giornalista del Corriere della Sera Gian Paolo

Panza dal segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, probabilmente cambia il destino dell’intera tornata elettorale. Nelle sue risposte c’è una

continua offerta di (qui citiamo proprio le parole del politico sardo)

In verità una proposta simile può essere trovata già a pagina 104 della Relazione presentata al Comitato Centrale del 1975, a testimonianza dell’impronta che

Berlinguer vuole dare da tempo al comunismo italiano.

L’intervista prosegue con il tentativo di fugare le apprensioni di buona parte dei ceti medi e della borghesia produttiva, affermando che:

Per un comunista, che nel corso di trent’anni ha fatto (o é stato chiamato a partecipare) manifestazioni contro la Nato in ogni occasione, leggere queste righe è

senz’altro un brutto colpo! Se da un lato i militanti della sinistraestrema rimangono sconcertati, così come quelli della corrente filo-sovietica interna al Partito

capeggiata da Armando Cossutta, dall’altro i laici e i socialisti ritengono quello di Berlinguer null’altro che un goffo tentativo di sganciare i comunisti italiani da

quelli dei Paesi aderenti al Patto di Varsavia.

Mancano sei giorni alle elezioni politiche, e molti dentro la sinistra sono dell’avviso che questa intervista più che portare voti al PCI farà risorgere la DC, in

piena bufera dopo gli articoli della settimana precedente riguardanti lo scandalo Looked, con i voti dei moderati. Nei restanti tre giorni di campagna elettorale Il

giornale, con l’intervista, viene fatto svolazzare nei comizi della Democrazia Cristiana con la solita frase:

Nel giorno dell’assassinio dell’ambasciatore USA in Libano, segno che la situazione nel piccolo Paese dell’Asia Minore è ben lontana dalla normalità, torna in campo la

Coppa Italia.

COPPA ITALIA – GIRONE DI SEMIFINALE – 4a GIORNATA: mercoledì 16 giugno 1976

GIRONE A

Genoa – Inter 1-3

Lazio – Verona 0-0

CLASSIFICA:

Inter e Verona 6; Lazio 5; Genoa 1.

GIRONE B

Fiorentina – Napoli 1-1

Milan – Sampdoria 3-1

CLASSIFICA:

Napoli 6; Milan 5; Fiorentina 4; Sampdoria 1.

Entrambi i gironi si riaprono: l’Inter aggancia il Verona, mentre il Milan avvicina il Napoli e si prepara a tentare il sorpasso nello scontro diretto della domenica

successiva, nel giorno in cui gli italiani sono chiamati al voto.

Nella vigilia delle elezioni, quando la campagna elettorale è ufficialmente chiusa per concedere agli elettori il tempo di riflettere, Edgardo Sogno conquista la

ribalta ottenendo la libertà provvisoria dopo più di un mese di carcere

Nel giorno delle elezioni in quattro città si scende in campo per il penultimo turno di questi esaltanti gironi di semifinale di Coppa Italia.

COPPA ITALIA – GIRONE DI SEMIFINALE – 5a GIORNATA: domenica 20 giugno 1976
GIRONE A

Inter – Lazio 3-2

CLASSIFICA:

Inter 8; Verona 6; Lazio 5; Genoa 1.
GIRONE B

Fiorentina –Sampdoria 3-1

Napoli – Milan 2-1

CLASSIFICA:

Napoli 8; Fiorentina 6; Milan 5; Sampdoria 1.
Inter e Napoli ipotecano il passaggio in finale: ai nerazzurri basterà non perdere lo scontro diretto di Verona con due reti di scarto, mentre ai

partenopei basterà semplicemente non perdere contro la Sampdoria, oppure servira semplicemmente un risultato positivo del Milan contro la Fiorentina nel suo ultimo

incontro casalingo.

Il giorno successivo si chiudono i seggi: la Democrazia Cristiana tira un sospiro di sollievo: il tanto temuto sorpasso da parte del PCI non è avvenuto! Nonostante il

partito abbia ottenuto oltre il 34 per cento dei voti, record storico, a Botteghe Oscure, sede storica dei Comunisti, c’è la netta sensazione di aver perso un’

occasione. Qualcuno si chiede il motivo per cui Berlinguer non abbia sfruttato lo scandalo Looked per dare il colpo di grazia ad una DC dilaniata da lotte interne e

appunto da voci di corruzione. Ma chi è quel terzo della popolazione che sta votando PCI? E soprattutto cosa si aspetta dal maggiore partito d’opposizione? Una

risposta a queste domande la troviamo in un passo del saggio di Gianni Statera:

“VIOLENZA SOCIALE ED EMARGINAZIONE in VIOLENZA SOCIALE E POLITICA

NELL’ITALIA DEGLI ANNI ’70”

pubblicato da Franco Angeli Editore:

Intanto la Corte costituzionale italiana dichiara legittime le trasmissioni radiotelevisive a copertura locale di reti private, dando in pratica il via a tutto quel

movimento base futura per la formazione di uno dei gruppi industriali più grandi del nostro Paese.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento