MONTANELLI GAMBIZZATO, BERNARDINI OLTRAGGIATO E L’APARTHEID INASPRITA

Al rientro in Italia gli azzurri trovano ad aspettarli un mare di polemiche e i soliti problemi aperti. Da quasi un mese il Paese, privo di un

Esecutivo operante a tutti gli effetti, è coinvolto in una campagna elettorale dai toni estremamente accesi. Da più parti si teme lo spostamento a sinistra, anche alla

luce degli ottimi risultati ottenuti dal PCI nelle elezioni amministrative dell’anno precedente.

A livello internazionale tengono banco la situazione in Argentina e quella in Libano. Mentre negli Usa termina il Torneo del Bicentenario, nella piccola nazione medio

-orientale uomini di Al Fatah tentano di bloccare l’avanzata delle truppe siriane intervenute nel conflitto.

Di elezioni, di Libano e della brutta figura rimediata dagli azzurri se ne parla anche nei Bar, dove entra in vigore la legge che vieta il fumo nei locali pubblici e

nei cinema. Il calcio rimane sempre un ottimo argomento di conversazione, anche di fronte ad avvenimenti di portata storica. Ciò avviene soprattutto quando la

nazionale subisce qualche brutta sconfitta. Il dibattito è stimolato dai quotidiani, sia quelli sportivi (in Italia ce ne sono tre) sia quelli d’opinione i quali

dedicano ampio spazio all’argomento. Il duo Bernardini-Bearzot è sul banco degli imputati in quanto ritenuto incapace di gestire la nazionale. In particolare la

critica si scaglia contro l’allenatore romano, di cui non si capisce il ruolo effettivo. In alcuni casi questo avviene usando toni e termini offensivi, soprattutto se

riferiti ad una persona che ha fatto la storia del calcio italiano. A settant’anni compiuti alcuni definiscono Bernardini come un “vecchio” praticamente incapace d’

intendere e di volere, scatenandoc ontro di lui una campagna denigratoria che non tarderà a dare i suoi frutti.

Intanto a Marassi Genoa e Verona scendono in campo per una gara del girone A di Coppa Italia. Ciò è dovuto a causa della necessità per i liguri di disputare le prime

tre partite del loro girone durante la settimana essendo ancora in corso il campionato di serie B che li sta vedendo grandi protagonisti. La gara termina sul punteggio

di 1 a 1 e gli uomini di Valcareggi balzano al comando del girone con 3 punti ed una lunghezza di vantaggio su Inter e Lazio.

Nel giorno del trentesimo anniversario del referendum popolare che ha sancito la vittoria della Repubblica sulla Monarchia, il 2 giugno, l’Italia

è scossa da un fatto di cronaca nera. Le brigate Rosse gambizzano Indro Montanelli. Immediatamente le condizioni del giornalista non appaiono gravi, ma si tratta di un

gesto destinato a far riflettere. Montanelli ha pagato la sua presa di posizione a favore della Democrazia Cristiana, dando ai propri lettori chiare indicazioni di

voto. Così facendo è diventato un nemico delle Brigate Rosse che vedono in lui uno dei simboli del sistema. Sarà solamente il primo esponente della carta stampata ad

essere colpito e ad altri suoi colleghi andrà anche peggio!

Intanto Milano si prepara ad ospitare la sfida dell’Italia alla Romania. A riprova che, nonostante le polemiche, Bernardini e Bearzot sono estremamente convinti del

lavoro che stanno portando avanti, quella che scende in campo è praticamente la stessa formazione che ha disputato l’intero torneo statunitense. Rispetto all’undici

che ha iniziato la partita col Brasile entrano in campo Moreno Roggi al posto di Bellugi ed Eraldo Pecci in luogo dell’infortunato Fabio Capello.

337: Milano (Stadio Comunale, San Siro) -sabato 5 giugno 1976 – ore 18,00

ITALIA – ROMANIA 4-2 (AM)

RETI: 49′ Graziani, 60′ Antognoni, 65′ Lucescu (R), 70′ e 74′ Bettega, 77′ Georgescu (R)

ITALIA: Zoff (Juventus) 50, Tardelli (Juventus) 4, Rocca (Roma) 15, Benetti II (Milan) 29 (46′ Zaccarelli (Torino) 5), Roggi (Fiorentina) 7, Facchetti (Inter) 88

(cap.), Causio (Juventus) 22, Pecci (Torino) 4, Graziani (Torino) 9, Antognoni (Fiorentina) 14, P. Pulici (Torino) 12 (46′ Bettega (Juventus) 5). C.T.: F. Bernardini;

all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Bellugi (Bologna), Maldera III (Milan), P. Sala (Torino), C. Sala (Torino),
Savoldi I (Napoli).

ROMANIA: Iordache, Chenal, Hajnal, Boloni, G. Sandu, Dobrau (19′ Tanasescu), Fasekas (50′ Zamfir), Multescu, Iordanescu (cap.), M. Sandu (65′ Georgescu), Lucescu.

C.T.: S. Kovacs.

A disposizione: Stefan, Satmareanu II.

ARBITRO: Schiller (Austria).

SPETTATORI: 30.329

Per un tempo la gara si trascina inchiodata sullo 0 a 0. Nella ripresa entrano Bettega e Zaccarelli e le cose cambiano radicalmente: gli azzurri

iniziano a giocare e, complice anche la buona prova di una Romania ottimamente messa in campo da Stefan Covacs, l’allenatore due volte Campione d’Europa con l’Ajax,

danno vita ad una ripresa scoppiettante caratterizzata dalle reti di Graziani, Antognoni e da una doppietta di Roberto Bettega.

Tuttavia la vittoria ottenuta non riconcilia la nazionale col poco pubblico presente sugli spalti il quale dà vita ad una durissima contestazione nei confronti di

Fulvio Bernardini, preso a sputi ed insultato. La piazza milanese è a favore di Enzo Bearzot (guarda caso la stessa posizione sostenuta dal Corriere della Sera). Il

tecnico romano reagisce a tanta inciviltà protestando tra le lacrime e dando degli “assassini” a chi si è reso responsabile di aver fomentato la piazza con una simile

campagna di stampa contro la sua persona. Per fortuna il tempo sarà galantuomo col “Professore”.

Quanto accaduto a Milano è l’argomento principe di una stanca domenica di fine primavera: dagli schermi televisivi con protagonista Gianni Minà, nonché dai microfoni

radiofonici di Enrico Ameri si stigmatizzano quei facinorosi che hanno offeso una delle figure storiche del nostro calcio, ma se ne chiede l’allontanamento dalla guida

della nazionale.

Contemporaneamente l’intera comunità internazionale viene messa a contatto con uno dei drammi più vergognosi dell’intero XX secolo. Dal Sudafrica

arrivano le immagini dei disordini nel quartiere nero di Soweto. Gli abitanti protestano contro l’apartheid, ossia contro il “razzismo di stato.” Infatti nella ricca

nazione africana sono vigenti leggi che discriminano gli abitanti neri ai quali vengono negati molti diritti civili. E’ il primo di dieci giorni di protesta che si

concluderanno con un bilancio di oltre cento morti.

Davanti a fatti simili pure il mondo dello sport, pronto a vivere una nuova esaltante edizione dei giochi olimpici organizzata a Montrial, inizia una dura riflessione

circa l’opportunità di consentire ad una nazione, che fa del mancato rispetto dell’uguaglianza tra le razze uno dei punti chiave del proprio ordinamento legislativo,

di partecipare ad una manifestazione che, come filosofia cardine, ha quella della fratellanza tra i popoli.

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