LE PRIME TRE GIORNATE DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1975-76

Come avviene ormai da qualche anno, nella prima domenica d’ottobre prende il via la serie A. C’è immediatamente una novità: dopo una disputa iniziata in aprile, si è risolta la questione della presidenza del Milan passata da Albino Buticchi a Gianni Pardi. A questo punto Gianni Rivera ha deciso di proseguire la propria carriera di calciatore e, da qualche settimana, si sta preparando con la squadra Primavera. Tuttavia il golden-boy ha ancora il tempo di incidere nelle questioni societarie e a tre giorni dall’inizio del campionato i rossoneri, su indicazione della loro bandiera, esonerano Gustavo Giagnoni, nonostante gli eccellenti risultati conseguiti in precampionato, e richiamano Nereo Rocco, il quale torna a ricoprire la carica di direttore tecnico. In panchina siederà un altro amico di Rivera: Giovanni Trapattoni.
1a GIORNATA: domenica 5 ottobre 1975

Ascoli – Fiorentina 1-0

57′ Gola rig.

Bologna – Torino 1-0

65′ Bertuzzo

Inter – Cesena 0-0

Juventus – Verona 2-1

33′ rig. e 37′ Causio, 88′ Moro (VE)

Napoli – Como 1-0

83′ Savoldi rig.

Perugia – Milan 0-0

Roma – Cagliari 1-1

36′ Viola, 50′ Petrini (RM)

Sampdoria – Lazio 0-1

90′ Giordano

CLASSIFICA:

Ascoli, Bologna, Juventus, Lazio e Napoli 2;
Cagliari, Cesena, Inter, Milan, Perugia e Roma 1; Como, Fiorentina, Sampdoria, Torino e Verona 0.
Franco Causio guida la Juventus verso la prima vittoria stagionale contro il Verona neo promosso, imitata dal Napoli, al quale servono tre rigori per avere ragione del Como, mentre la terza neopromossa, il Perugia, festeggia il proprio esordio assoluto nella massima divisione imponendo il pareggio al Milan. Pochi i gol in questa giornata d’apertura e due di questi sono realizzati da due esordienti: a Bologna Bertuzzo, centravanti prelevato dal Brescia per 800 milioni, stende il Torino, mentre a Genova la Lazio viene portata alla vittoria da una rete del trasteverino Bruno Giordano, centravanti che, a differenza del primo, avrà una carriera lunga e ricca di soddisfazioni.

A sera inoltrata, assorbita la razione domenicale di calcio, gli appassionati di sport assistono all’ultima gara stagionale di Formula 1 sul circuito di Long Beach. Il gran premio è preceduto da roventi polemiche: ai box si presentano gli organizzatori del cancellato Gran Premio del Canada, minacciando di adire alle vie legali per il risarcimento del danno economico subito a causa della decisione della Federazione Internazionale dell’Automobile. Oltre a questo, ci sono pure alcune dispute tra l’Associazione piloti e le scuderie in merito a ingaggi e rimborsi spese.

Dopo una corsa d’assenza, dovuta alla morte del pilota americano Mark Donohue, torna in pista la Pensche la quale ingaggia John Watson, che in questa stagione ha guidato per tre differenti scuderie.

La pista statunitense è stata modificata con l’aggiunta della “chicane Scheckter (dal nome del pilota della Tyrrel che ha suggerito la modifica),” inserita in basso alla collina ove sono poste le curve the esses. Dopo l’incidente mortale occorso a François Cevert due anni prima, l’angolo di entrata è stato considerato troppo veloce. Dalla chicane ci si aspetta un rallentamento della percorrenza sul giro di circa 5 secondi, facendo diventare imbattibile il tempo della pole
del 1974: 1:38.9

Il nuovo layout della pista non spaventa Lauda che conquista l’ennesima pole (la nona dell’anno, la quarta consecutiva); al venerdì inizialmente il tempo migliore è stato fatto segnare da Vittorio Brambilla
, poi battuto da Lauda che impiega il muletto (il motore della vettura titolare ha strane vibrazioni).

Emerson Fittipaldi, Carlos Reutemann, Jean-Pierre Jarier, Mario Andretti
e Brambilla completano le prime tre file.

Alla domenica inizialmente c’è il sole e fa caldo; due vetture e un pilota non riescono a prendere il via prima ancora di raggiungere la griglia di partenza. La Penske di Watson ha sofferto dei problemi elettrici nel warmup. La scuderia perciò decide di utilizzare la vettura posta in esposizione nello stand della First National Citibank nel paddock! la macchina, però, è ferma dal Gran Premio di Francia 1975! Pure il team Williams non partecipa alla gara in quanto la vettura affidata a Lella Lombardi ha dei problemi elettrici, e il suo coequipier
Jacques Laffite non può partire in quanto sbaglia collirio! Sta bene ma è inabile per la gara. Determinata a essere la prima donna a correre al Glen, la Lombardi salta sulla vettura lasciata libera da Laffite ma non ce la fa a partire

Lauda guida subito la corsa seguito da Fittipaldi, Jarier, Brambilla, Reutemann e Andretti.
Carlos Pace e Patrick Depailler escono dalla gara al secondo giro quando Pace tenta di passare con la sua
Brabham all’interno della Tyrrell alla fine del rettilineo esterno. Il francese della Lotus non lo vede, e la collisione è inevitabile.

Il gap tra Lauda e Fittipaldi è di circa un secondo. Mass, ora sesto, successivamente perde tre posizioni da Andretti,
James Hunt, e Ronnie Peterson il quale spegne accidentalmente il motore. Nel giro successivo, con Jochen Mass subito davanti a lui, Clay Regazzoni, nel tentativo di passarlo danneggia il musetto: la fermata ai box gli farà perdere un po’ di tempo. Al giro 10, il motore della vettura di Reutemann cede e la sospensione anteriore della Parnelli di Andretti si rompe. Ora Lauda e Fittipaldi hanno 12 secondi di vantaggio su Jarier, che precede di 5 secondi un gruppo formato da Hunt, Brambilla, Mass, Peterson e Scheckter. Il compagno di scuderia di Lauda,
Clay Regazzoni, viene ripreso al giro 18 dai due leader dopo il lungo pitstop per la sostituzione del musetto. Mentre si lascia doppiare da Lauda, resiste a Fittipaldi, continuando a percorrere piano la nuova chicane e a correre sul resto del tracciato inducendo il brasiliano ad agitargli il pugno per invitarlo a farsi doppiare. Per sei giri i commissari di pista gli espongono la bandiera blu e solo quando da blu diventa nera, lo svizzero lascia passare l’ormai ex Campione del Mondo.

Il direttore di corsa Berdie Martin insiste per inviare a Regazzoni un’ammonizione facendo infuriare il manager della Ferrari Luca di Montezemolo, che ha pure un alterco con lo stesso Martin. Alla fine il direttore sportivo della Casa di Maranello costringe Regazzoni a ritirarsi dalla gara per protesta.

Ora Fittipaldi ha un ritardo di 15 secondi da Lauda, Jarier si è ritirato per un problema ad un cuscinetto, Brambilla è sceso al diciasettesimo posto per un
guasto al sedile della vettura, mentre Hunt, Mass, Peterson e Scheckter danno vita ad una bellissima battaglia per il terzo posto. Mass pressa Hunt per molti giri riuscendo a passarlo al 33esimo giro. A 9 tornate dal termine anche Peterson supera Hunt con noie al cambio. A tre giri dal termine pure Mass accusa gli stessi problemi ma contiene lo svedese. Il pilota della Lotus, nell’avvicinarsi a Mass soffre di sottosterzo, tanto da essere passato da Hunt nell’ultimo giro.

Lauda vince onorando pienamente il suo fresco titolo, davanti a Fittipaldi e Mass. E’ il Primo successo statunitense di Formula 1 per la Ferrari. Inoltre è anche la prima volta che un neo campione del mondo vince al Glenn.

In settimana un sovietico conquista tutte le prime pagine dei giornali mondiali: il 9 ottobre il
Premio Nobel per la pace viene assegnato al fisico Andrei Dmitrievich Sakharov, impegnato nella battaglia contro le armi nucleari e in una dura protesta contro il regime comunista vigente nel suo Paese, che lo costringerà a molti anni di duro confino che gli causerà molti problemi fisici.

A fine settimana il ciclista trentino Francesco Moser si fa notare imponendosi nella 69a edizione del Giro di Lombardia.
2a GIORNATA: domenica 12 ottobre 1975

Cagliari – Ascoli 0-0

Cesena – Roma 2-0

3′ Frustalupi, 47′ Urban

Como – Juventus 2-2

1′ Furino, 31′ Pozzato (CO), 62′ Fontolan (CO), 89′ aut. Fontolan

Fiorentina – Napoli 1-1

9′ Casarsa (FI) rig., 67′ Massa

Lazio – Inter 1-1

16′ Chinaglia (LA), 22′ Facchetti

Milan – Sampdoria 1-0

31′ Bigon

Torino – Perugia 3-0

26′, 47′ e 73′ Pulici

Verona – Bologna 1-0

50′ Vriz

CLASSIFICA:

Ascoli, Cesena, Juventus, Lazio, Milan e Napoli 3; Bologna, Cagliari, Inter, Torino e Verona 2; Como, Fiorentina, Perugia e Roma 1; Sampdoria 0.
Già alla seconda giornata non ci sono squadre a punteggio pieno: la Juventus si salva solo nel finale da una clamorosa sconfitta sul campo del Como grazie ad un autogol del giovane stopper Silvano Fontolan, il quale, solo mezz’ora prima aveva toccato il cielo con un dito realizzando il primo gol in carriera nella massima divisione. Anche il Napoli è costretto al pari a Firenze, mentre il Bologna cade a Verona, sconfitto da un gol dell’esordiente mezz’ala Sergio Vriz.

Questi risultati permettono alla Lazio – pari casalingo con l’Inter -, al Milan – vittoria sulla Samp unica squadra rimasta a quota zero – e al Cesena di balzare al comando.

Il giorno dopo il Parlamento dà finalmente una risposta concreta al terrorismo approvando la nuova legge sull’ordine pubblico proposta dal ministro Oronzo Reale. Viene abolita la legge Valpreda e viene reintrodotto il fermo giudiziario. Questa decisione permetterà di tenere in carcere i capi delle BR appena arrestati, ma le lungaggini processuali del sistema giudiziario italiano provocheranno un mare di polemiche in quanto si tratterà di trattenere in carcere degli individui senza che questi siano stati dichiarati colpevoli attraverso un regolare processo.

La legge Reale concede pure maggiori possibilità di usare le armi alle forze dell’ordine impegnate in operazioni di anti-terrorismo.

La legge avrà ripercussioni anche nel mondo del calcio in quanto l’uso delle armi è esteso pure all’ordine pubblico e, fra qualche anno, negli stadi ce ne sarà bisogno.

Intanto da Stoccolma continua il conferimento dei vari premi Nobel. Il 14 ottobre tocca al
sovietico Leonid Kantarovic e allo statunitense Tjalling Koopmans ricevere ad ex aequo quello per l’economia. Dalla capitale svedese sembra giungere un messaggio rivolto alle due superpotenze affinché uniscano le forze e le conoscenze per un effettivo progresso economico di tutta l’umanità.

Il giorno successivo a Milano inizia le proprie trasmissioni Radio Centrale, dall’1 gennaio 1976 Radio Popolare, una delle tante radio libere che stanno sorgendo in questi anni molto spesso legate ad ambienti d’estrema sinistra. Tuttavia, a farla da padrona, in questo mercoledì d’ottobre, è la cronaca rosa: in Botswana gli attori Liz Taylor e Richard Burton
si risposano dopo il divorzio del 1973, ricomponendo una delle coppie che più hanno fatto sognare i giovani degli anni cinquanta e sessanta.

Per fortuna, in questo periodo l’Italia non fa parlare di sè esclusivamente per le imprese della Ferrari o per i problemi legati al terrorismo. Il 16 ottobre è una giornata storica per la medicina del Bel Paese in quanto il professor Renato Dulbecco riceve il Nobel per le sue ricerche sul cancro, diventato ormai la “malattia del secolo”.
3a GIORNATA: domenica 19 ottobre 1975

Ascoli – Torino 1-1

31′ Pulici, 36′ Gola (AS)

Bologna – Milan 1-1

63′ Vincenzi, 74′ Chiodi (BO)

Inter – Cagliari 1-0

80′ Boninsegna

Juventus – Fiorentina 4-2

20′ Gori, 23′ Speggiorin (FI), 41′ rig. e 72′ Causio, 78′ Anastasi, 85′ Bresciani (FI)

Napoli – Cesena 2-0

45′ Savoldi, 52′ Braglia

Perugia – Lazio 2-0

53′ Vannini, 78′ Pellizzaro

Roma – Verona 2-0

4′ Spadoni, 85′ Prati

Sampdoria – Como 1-0

52′ Maraschi

CLASSIFICA:

Juventus e Napoli 5; Ascoli, Inter e Milan 4;
Bologna, Cesena, Lazio, Perugia, Roma e Torino 3; Cagliari, Sampdoria e Verona 2; Como e Fiorentina 1.
Franco Causio (4 gol in tre presenze) veste i panni del goleador e trascina in vetta la Juventus il cui passo è tenuto solamente dal Napoli. Il successo dei piemontesi ha l’effetto di relegare la Fiorentina in ultima posizione in compagnia del Como sconfitto in casa della Samp.

Contro la Lazio il Perugia conquista il primo successo in serie A della sua storia. In settimana tornano le coppe europee. L’appuntamento più atteso è lo scontro di Coppa dei Campioni tra la Juventus e i tedeschi del Borussia Mönchengladbach, reduci dai successi nel campionato tedesco e in coppa Uefa che ha conferito ai renani i gradi di squadra di rango internazionale.

Il mercoledì di coppa, però, è preceduto da grandi polemiche che porteranno ad una decisione clamorosa. La Lazio è stata abbinata al Barcellona, squadra rappresentante una nazione ancora retta da una dittatura di stampo fascista: quella di Francisco Franco. Alla luce della recrudescenza degli arresti di alcuni oppositori politici, la società capitolina decide di disertare l’incontro dell’Olimpico dando così partita vinta ai blau-grana di Johan Cruijff.
COPPE EUROPEE: mercoledì 22 ottobre 1975
COPPA DEI CAMPIONI – ANDATA 8i DI FINALE

Borussia Mönchengladbach – Juventus 2-0

COPPA DELLE COPPE – ANDATA 8i DI FINALE

Fiorentina – Sachsenring 1-0

COPPA UEFA – ANDATA 16i DI FINALE

Atlone Town – Milan 0-0

Lazio – Barcellona 0-3

Oster Vaxjo – Roma 1-0

Dagli altri quattro campi non è che arrivino ottime notizie: la Juventus torna dalla Germania con un secco 2 a 0 difficilmente rimontabile nellagara di ritorno. Contemporaneamente il Milan torna dall’Irlanda con un pericoloso 0 a 0, mentre la Roma è costretta a rimontare un gol per poter proseguire la propria avventura. Solo la Fiorentina può sorridere dopo la striminzita vittoria per 1 a 0 sul Sachsenring.

Disputato questo turno di coppa la Nazionale si reca in Polonia per proseguire nel migliore dei modi il girone di qualificazione europea. Ormai le speranze di superare il turno sono ridotte al lumicino, ma quelle con Olanda e Polonia sono due gare nelle quali la nuova compagine di Bernardini e Bearzot può maturare. Rispetto alla deludente partita con la Finlandia viene schierato un centrocampo più muscolare sostituendo Eraldo Pecci con l’esordiente Antonello Cuccureddu, a Franco Causio viene dato il compito di inventare gioco per la coppia d’attacco composta da Pietro Anastasi e Paolino Pulici.
330: Varsavia (Stadion Dziesieciolecia) -domenica 26 ottobre 1975 – ore 14,00

POLONIA – ITALIA 0-0 (C.E.Q.: gir %5, 5° gara)

POLONIA: Tomaszewski, Szymanowski (cap.), Wawrowski, Kasperczak, Ostafinski, Zmuda, Lato, Bula (60′ Marx), Szarmach, Deyna, Gadocha (80′ Kmiecik). C.T.: K. Gorski.

Adisposizione: Mowlik, Bulzacki, Polak.

ITALIA: Zoff (Juventus) 43, Gentile (Juventus) 3, Rocca (Roma) 8, Cuccureddu (Juventus) 1, Bellugi (Bologna) 11, Facchetti (Inter) 82 (cap.), Causio (Juventus) 15, Benetti II (Milan) 22, Anastasi (Juventus) 25 (67′ Bettega (Juventus) 2), Antognoni (Fiorentina) 7 (87′ Zaccarelli
(Torino) 1), P. Pulici (Torino) 5. C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Roggi (Fiorentina), Savoldi I (Napoli).

ARBITRO: Schiller (Austria).

SPETTATORI: 60.000
Si torna dalla Polonia con l’ennesimo 0 a 0 di questo periodo. Certamente il risultato ha una valenza ben diversa rispetto al pareggio rimediato contro la modesta Finlandia, ma denota una certa difficoltà dei nostri a trovare la via della rete.

A metà settimana si torna a parlare di delitti a sfondo politico. il 29 ottobre a RomaMario Zicchieri, membro del
Fronte della Gioventù, viene ucciso presso la sede dell’MSI del quartiere
Prenestino, aggravando ulteriormente il bilancio di questo 1975.

Continua anche l’anno orribilis dell’aviazione civile internazionale: il giorno dopo a Praga un
DC9 si schianta contro una collina, sessantotto i morti.

Il mese volge al termine con la conquista del titolo europeo dei pesi medio-massimi ottenuta a Torino dal pugile Domenico Adinolfi vincitore per K.O. sull’olandese Rudi Lubers.

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