CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1976-77: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 21a ALLA 23a GIORNATA

La ventesima giornata di campionato si disputa in un clima di estrema tensione. Bologna è ancora sotto assedio tanto che il giorno successivo il ministro dell’Interno Francesco Cossiga invia in città i carri armati, chiudendo momentaneamente con i disordini.


In settimana, per fortuna, tornano le coppe. Mentre la Juventus deve solamente gestire la grande vittoria ottenuta nella partita d’andata, il Napoli è costretto a vincere per guadagnarsi la semifinale. Sfumato lo scudetto, la Coppa delle Coppe rimane un importantissimo obbiettivo per i campani. Prima che le due squadre scendano in campo, la nazione viene scossa da una richiesta clamorosa. Nel quadro dello scandalo Lockheed, vicenda ancora aperta, il Partito Radicale
chiede l’imputazione del Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Per il Capo dello Stato inizia un calvario destinato a chiudersi l’anno prossimo in modo clamoroso!

In serata il Napoli conquista la semifinale battendo lo Slask per 2 a 0 grazie alle reti di Massa e Chiarugi, mentre Antonello Cuccureddu appone il sigillo sul passaggio della Juventus tra le quattro grandi di Coppa Uefa. Erano anni che due squadre del nostro Paese non raggiungevano risultati simili nelle competizioni internazionali.

Due giorni piu tardi un’altra tragedia colpisce il mondo della Formula 1. Dopo il dramma di
Kyalami, il 18 marzo in un incidente aereo perde la vita il pilota brasiliano
Carlos Pace. La Brabham lo sostituisce con Hans-Joachim Stuck.
21a GIORNATA: domenica 20 marzo 1977

Catanzaro – Fiorentina 0-1

34′ Crepaldi

Cesena – Sampdoria 1-1

6′ Piangerelli (CE), 38′ Chiorri

Foggia – Roma 1-0

87′ Ulivieri

Genoa – Inter 2-2

7′ Bertini, 24′ Ghetti (GE), 60′ Pruzzo (GE), 90′ Fedele

Lazio – Napoli 0-0

Milan – Bologna 1-1

32′ aut. Cereser (MI), 34′ aut. Bigon

Torino – Perugia 2-1

3′ Pulici, 55′ Ciccotelli (PE), 68′ Salvadori

Verona – Juventus 0-0

CLASSIFICA:

Juventus e Torino 35; Fiorentina e Inter 25; Napoli 24; Perugia e Roma 21; Genoa, Lazio e Verona 20; Milan 18; Foggia 17; Bologna 15; Sampdoria 14; Catanzaro e Cesena 13.
La Juventus frena a Verona contro una squadra inaspettatamente coinvolta nella lotta per entrare in Coppa Uefa. I giallo-blu stanno infatti sfruttando la stranezza di una classifica nella quale la quinta viaggia ad una media di un punto a partita, ruolino di marcia che solitamente porta ad occupare tranquille posizioni di centro.

L’impresa degli scaligeri permette al Torino di riagganciare i cugini in vetta, staccando la coppia Fiorentina-Inter di ben dieci punti.

Si infiamma ulteriormente la lotta per la salvezza nella quale, da questa sera, rientra a tutti gli effetti pure il Cesena.
22a GIORNATA: domenica 27 marzo 1977

Bologna – Catanzaro 0-0

Fiorentina – Genoa 1-2

67′ Pruzzo, 68′ Casarsa (FI) rig., 80′ Arcoleo

Inter – Milan 0-0

Juventus – Cesena 3-2

14′ Benetti, 48′ aut. Morini (CE), 68′ Bettega, 75′ Benetti, 88′ Palese (CE)

Napoli – Torino 0-0

Perugia – Verona 1-1

32′ Mascetti, 60′ Cinquetti (PE)

Roma – Lazio 1-0

13′ Conti

Sampdoria – Foggia 2-1

15′ aut. Zecchini (FO), 28′ aut. Pirazzini, 68′ Saltutti

CLASSIFICA:

Juventus 37; Torino 36; Inter 26; Fiorentina e Napoli 25; Roma 23; Genoa e Perugia 22; Verona 21; Lazio 20; Milan 19; Foggia 17; Bologna e Sampdoria 16; Catanzaro 14; Cesena 13.
Dura una giornata la coabitazione tra le torinesi. La Juventus batte un orgoglioso Cesena e, approfittando del pareggio strappato al Torino dal Napoli, torna da sola al comando.

In coda Nello Saltutti regala una vittoria fondamentale alla Sampdoria nello scontro diretto col Foggia, tanto temibile tra le mura amiche, quanto inconsistente in trasferta.

In serata dalla Spagna giungono le immagini terribili di una delle più gravi sciagure della storia dell’Aviazione Civile, avvenuta a Tenerife, paradiso per i turisti.

Il giorno successivo la Comunità Europea inizia il proprio processo d’espansione: Il Portogallo chiede ufficialmente d’esservi ammesso. Da due anni la nazione lusitana è retta da una democrazia il cui intento è quello di far dimenticare i lunghi anni di dittatura Salazar.

Intanto la maggior parte degli italiani, i lavoratori dipendenti soprattutto, è costretta ad ingoiare un altro boccone amaro. La pietanza viene cucinata dal governo, ma il cucchiaio è retto dall’opposizione!

Il 30 il progetto di sterilizzazione della scala-mobile, togliendo dal paniere alcuni prodotti di largo consumo, è operativo a tutti gli effetti col placet del segretario comunista Enrico Berlinguer. Vengono invece mantenuti quellipoco acuistati. Il “paniere” diventa ora piuttosto anacronistico comprendendo ancora il carbone, uscito da anni dal commercio, o le sigarette Nazionali vendute a un prezzo (politico) irrisorio (per non far salire la scala mobile) ma che nessuno poi trova, perchè prodotte in quantità limitata. Se una tabaccheria richiede settimanalmente 1000 stecche ne riceve 5 destinate a terminare in un batter d’occhio. Nella sterilizzazione non viene tenuta in alcuna considerazione la legge di mercato; i prodotti inseriti, infatti, o non ci sono, o non aumentano proprio perché non più acquistati dalle famiglie e, in assenza della domanda, il prezzo non sale e la scala mobile rimane bloccata. Al contrario, i reali prodotti di largo consumo, fra cui quelli diventati quasi necessari, come ad esempio i detersivi da lavatrice esclusi in favore del vecchio sapone da bucato, nonostante la presenza sul territorio nazionale di oltre sei milioni di macchine, vengono lasciati al libero mercato con aumenti costanti del 20/25% annuo, strettamente agganciati all’inflazione o alla forte domanda.

Il risultato di questa bella operazione è l’impoverimento proprio di quella classe che dovrebbe essere difesa dalla sinistra!

Mentre ai più non sono ancora chiari gli effetti della decisione presa due giorni prima, l’1 aprile prendono il via le prove del Gran Premio degli Stati Uniti Ovest.

La Shadow ingaggia l’australiano Alan Jones per sostituire il povero Tom Pryce, mentre il posto di Stuck alla March viene preso da Brian Henton. A Long Beach esordisce la scuderia tedesca ATS che schiera Jean-Pierre Jarier
su una Penske.

La prima sessione di prove vede in testa Jody Scheckter, che ama il circuito disegnato al bordo dell’oceano, con la sempre consistente Wolf, in 1:22.79, davanti al pilota statunitense Mario Andretti con la
Lotus 78. Nella sessione successiva l’italo-americano fa segnare il miglior tempo con a 1:22.06, ma alla fine la spunta
Niki Lauda della Ferrari che stacca il tempo di 1:21.63, dimostrando ancora di essere in buono stato di forma. Scheckter è terzo, quarto Reutemann, solo ottavo lo specialista di pole
James Hunt, preceduto anche da Jacques Laffite ed Emerson Fittipaldi.

Intanto a Milano il 2 aprile viene arrestato il gangster Francis Turatello, destinato a diventare protagonista in alcune oscure vicende dei prossimi anni.
23a GIORNATA: domenica 3 aprile 1977

Catanzaro – Perugia 1-1

43′ Cinquetti, 79′ Maldera I (CZ)

Cesena – Napoli 0-2

66′ Savoldi, 75′ Speggiorin

Foggia – Fiorentina 2-3

13′ Ulivieri (FO), 16′ e 20′ Desolati, 23′ Casarsa, 27′ Bergamaschi (FO)

Genoa – Bologna 0-2

1′ e 84′ Chiodi

Lazio – Inter 2-1

5′ Giordano, 28′ Libera (IN), 83′ Giordano

Milan – Roma 1-1

52′ Biasiolo (MI), 89′ S. Pellegrini

Torino – Juventus 1-1

6′ Causio, 8′ Pulici (TO)

Verona – Sampdoria 2-2

14′ Chiorri, 33′ Luppi (VE), 41′ Tuttino, 49′ Fiaschi (VE)

CLASSIFICA:

Juventus 38; Torino 37; Fiorentina e Napoli 27; Inter 26; Roma 24; Perugia 23; Genoa, Lazio e Verona 22; Milan 20; Bologna 18; Foggia e Sampdoria 17; Catanzaro 15; Cesena 13.
Otto minuti di fuoco e poi il derby di Torino, match chiave in ottica scudetto, si incanala sui binari di un pareggio, comodo soprattutto per la Juventus la quale mantiene la vetta della classifica e, soprattutto, esce indenne da una partita diventata un incubo, alla luce degli ultimi derby chiusi con risultati sempre negativi.

In serata torna protagonista la Formula 1. Sulla pista di Long Beach ci sono ben 38 °C quando si schierano le vetture sulla griglia di partenza. Al semaforo, Scheckter parte bene superando sia Lauda che Andretti e passa primo alla prima curva, seguito da Lauda. Carlos Reutemann è anche lui protagonista di una buona partenza e si mette subito alla caccia del pilota della Lotus. La staccata dell’argentino è troppo lunga alla curva 1, esce
largo e viene sfilato da tutta la compagnia. Andretti evita il tamponamento e si accoda ai primi due.

James Hunt viene spinto da dietro, e colpisce con la sua anteriore sinistra la posteriore destra di Watson. La sua McLaren si solleva da terra, tanto da mostrare tutto il suo fondo a Watson. Mentre ricade Reutemann lo sfiora e finisce sulla via di fuga. Hunt riesce comunque a tornare ai box, e, sebbene la sospensione sia danneggiata, prosegue, perdendo comunque la zona punti per soli due secondi.

Nel frattempo il trio Scheckter, Andretti e Lauda continua la battaglia ingaggiata già nelle prove, con il sudafricano in vantaggio di 1.7 secondi dopo 3 tornate. Al quarto giro l’austriaco pressa Andretti e tenta di passarlo al hairpin al termine del lungo rettilineo. Il ferrarista è deciso, blocca le ruote nel tentativo di passare Andretti ma finisce per colpirlo. La Ferrari ora è danneggiata: Lauda soffrirà di vibrazioni per il resto della gara, perdendo così le sue chanche di vittoria.

Scheckter mantiene un piccolo margine rispetto ai due; dopo 25 giri, Andretti è a 2.5 secondi mentre Lauda è a 4. Sebbene spesso debbano affrontare dei doppiaggi, i tre non perdono mai contatto fra loro per più di mezzo giro. Il
circuito di Long Beach non richiede particolari capacità aerodinamica, e la nuova Lotus, con il suo buon profilo, non può raggiungere la velocità della Wolf sul rettilineo. Andretti si avvicina nelle curve ma non trova il modo di passare.

dirà Mario anni dopo,

Al giro 58, il tempo sul giro di Scheckter è improvvisamente aumentato di due secondi, e quando passò davanti ai box, il sudafricano indica la anteriore destra, che si sta lentamente desciappando. Scheckter decide di non cambiarla guidando il più velocemente possibile. Per 18 giri, il pilota della wolf ingaggia una disperata
battaglia con Mario Andretti che tenta di sorpassarlo mentre la gomma sta ormai cedendo.

Al giro 77, Mario finalmente supera la Wolf all’hairpin.

afferma Andretti ,

Intanto Lauda recupera oltre un secondo ai rivali in lotta, e nel 78esimo giro supera Scheckter portandosi a meno di un secondo da Andretti. Lo statunitense, però, riesce a spuntarla anche se solo con 0.77 secondi vince sul ferrarista. Scheckter è comunque terzo, quarto è Patrick Depailler sulla Tyrrell, oltre a un minuto; negli ultimi giri un problema elettrico elimina Laffite quarto per quasi tutta la gara.

Emerson Fittipaldi con la sua vettura è quinto mentre Jean-Pierre Jarier
con la Penske del team ATS giunge sesto.

Per la prima volta un pilota a stelle e a strisce vince la gara di casa e la prima di una vettura che sfruttava l’effetto suolo.

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