CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1976-77: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 26a ALLA 28a GIORNATA

Ad alimentare lo scontro tra i due blocchi in cui sembra ormai irrimediabilmente divisa la popolazione, ci si mette anche la televisione. Il 23 aprile la seconda rete
RAI manda in onda Mistero buffo di Dario Fo. A causa dei contenuti anti-clericali, lo spettacolo riceve la condanna del Vaticano e una denuncia per vilipendio della

religione. Santa Sede e DC chiedono la sospensione delle 8 puntate. Per fortuna l’epoca dell’Italia confessionale è finita e i telespettatori interessati potranno

godere di uno dei capolavori del futuro Premio Nobel per la letteratura.

26a GIORNATA: domenica 24 aprile 1977

Bologna – Fiorentina 2-0

48′ Maselli, 54′ Clerici

Catanzaro – Cesena 4-2

12′ Palese (CE), 19′ Piangerelli (CE), 40′ Improta, 45′ Sperotto, 77′ Ranieri, 86′ Palanca

Genoa – Foggia 1-2

2′ Ulivieri, 22′ Pruzzo (GE), 51′ A. Bordon rig.

Milan – Lazio 2-2

14′ Bigon (MI), 30′ Rivera (MI), 44’e 55′ Giordano

Napoli – Sampdoria 1-1

1′ Savoldi (NA), 52′ Saltutti

Perugia – Juventus 1-1

19′ Causio, 31′ Vannini (PE)

Roma – Inter 2-3

14′ Muraro, 42′ Oriali, 46′ aut. Gasparini (RM), 76′ aut. Di Bartolomei, 86′ Musiello (RM)

Torino – Verona 1-0

22′ Pulici

CLASSIFICA:

Juventus e Torino 43; Inter 31; Napoli 29; Fiorentina 28; Perugia 26; Lazio e Roma 25; Genoa e Verona 24; Bologna, Foggia e Milan

22; Sampdoria 20; Catanzaro 19; Cesena 13.

Perugia si rivela ancora una volta un campo ostico per la Juventus costretta al pari da una compagine capace di assemblare al meglio uomini esperti

e giovani talenti. Il Torino intanto approfitta del risultato favorevole per riagganciare i cugini in vetta.

In questa giornata il campionato emette il suo primo verdetto. Dopo un avvio al fulmicotone, il Cesena crolla a Catanzaro e si ritrova matematicamente retrocesso in

serie B.

Il giorno successivo le istituzioni del Paese ricevono un altro duro attacco da parte dei gruppi eversivi organizzati. Nel giro di pochi giorni a Torino si dovrebbe

aprire il processo a Renato Curcio, l’ideologo e il capo delle Brigate Rosse. Dichiarandosi “prigioniero politico” il malvivente non ha designato nessun avvocato

difensore. Come si sa, la Costituzione Italiana impone che qualsiasi cittadino debba essere difeso da un legale in qualsiasi processo e, nel caso in cui lo stesso non

provveda a reperirlo, perché impossibilitato a pagarlo o per ragioni ideologiche, essa prevede che gli venga assegnato d’ufficio. Il compito di otemperare a questo

dettame costituzionale viene affidato al presidente torinese dell’Ordine degli avvocati Fulvio Croce. L’uomo, però, non porterà mai a termine il suo compito in quanto

viene ucciso dalle Brigate Rosse.

27a GIORNATA: domenica 2 maggio 1977

Cesena – Genoa 1-1

61′ De Ponti (CE) rig., 89′ Damiani rig.

Fiorentina – Perugia 1-0

24′ Caso

Foggia – Catanzaro 1-0

37′ A. Bordon

Inter – Bologna 0-0

Juventus – Napoli 2-1

15′ Bettega, 79′ Massa (NA), 86′ Furino

Lazio – Torino 0-0

Sampdoria – Roma 1-0

11′ Tuttino

Verona – Milan 0-0

CLASSIFICA:

Juventus 45; Torino 44; Inter 32; Fiorentina 30; Napoli 29; Lazio e Perugia 26; Genoa, Roma e Verona 25; Foggia 24; Bologna e Milan

23; Sampdoria 22; Catanzaro 19; Cesena 14.

Una Lazio in grande ripresa, dopo il periodo di smarrimento seguito alla tragedia occorsa a Re Cecconi, blocca sullo 0 a 0 il Torino. La Juventus

sembra incapace di approfittare del mezzo passo falso dei granata; gli avanti non riescono a superare il muro eretto dai partenopei. A quattro minuti dal termine

arriva il gol che potrebbe decidere l’intero campionato e a realizzarlo è il capitano Giuseppe Furino, autentico gladiatore del centrocampo di Trapattoni, spesso

accusato di troppa cattiveria agonistica.

Intanto la lotta per non retrocedere è una realtà sempre più dura per due grandi storiche come Bologna e Milan. I rosso-neri, in particolare, non sanno più vincere ed

ora hanno un solo punto di vantaggio sulla Sampdoria, terzultima in classifica. Alla luce della trasferta che aspetta Rivera e compagni la domenica successiva, (il

Milan deve recarsi in casa del Torino in piena lotta-scudetto) la situazione si fa davvero critica per chi solo otto anni prima ha alzato la Coppa Intercontinentale.

Torino, purtroppo, non è solamente il centro vitale del calcio italiano in questo 1977, bensì l’ex Capitale d’Italia diventa il centro della lotta alle organizzazioni

eversive armate. Una battaglia,però, destinata ad iniziare col piede sbagliato. Il 3 maggio, infatti, dovrebbe aprirsi il processo alle Brigate Rosse, per il quale ha

già perso la vita Fulvio Croce. Proprio l’omicidio del noto avvocato piemontese genera paura tanto che 16 giudici popolari disertano la prima udienza del dibattimento

processuale nei confronti dei capi storici delle Brigate Rosse, costringendo al rinvio dello stesso. Quattro di loro presentano certificati medici attestanti crisi

depressive, mentre una donna addirittura sviene appena entrata in aula.

Nello stesso giorno a Milano avviene la clamorosa evasione della “banda Vallanzasca” a san Vittore con l’assalto al carcere di un commando. Nel suo articolo “Due

scandali”, il giornalista de’ la Stampa Carlo Casalegno fa il processo allo Stato, mettendo il dito sulla piaga, indicando l’inquietante fallimento di fronte alla

peggiore delinquenza comune e politica. Con questo pezzo il giornalista firma la propria condanna a morte.

Ancora una volta spetta al calcio il compito di stemperare le tensioni, fornendo al mondo un’immagine positiva di Torino. La Juventus, infatti, è impegnata nella

doppia finale di Coppa Uefa contro l’Atletico Bilbao, rappresentante una terra anch’essa in lotta col potere centrale. L’impegno, contro una compagine che

simboleggia l’orgoglio di un’intera etnia, si presenta tutt’altro che semplice. Innanzitutto i bianconeri devono finalmente sfatare il sortilegio che
li vede sempre sconfitti nelle finali europee.

Come sempre l’Athletic schiera una formazione priva di stranieri e di spagnoli; c’è spazio solo per i baschi.

COPPA UEFA –FINALE D’ANDATA -: Torino (Stadio Comunale), mercoledì 4 Maggio 1977
Juventus – Atletico Bilbao 1-0
RETI: 15’ Tardelli

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile; Tardelli, Morini I, Scirea; Causio, Furino,Boninsegna (Gori), Benetti, Bettega. ALL.: G. Trapattoni.

ATLETICO BILBAO: Iribar, Oñaederra, Escalza; Guoicoechea, Guisasola, Villa; Irureta, José Angelo Rojo, Churruca, Dani, José Francisco Rojo.

SPETTATORI: 75.000.
In un Comunale gremito oltre la propria capienza effettiva la Juventus non va oltre il bel gol di testa di Tardelli al 14′ del primo tempo su cross

da sinistra di Scirea. Gli uomini di Trapattoni cercano di incrementare il vantaggio in vista della battaglia del San Mames, ma l’Athletic si arrocca in difesa e gli

avanti bianconeri risultano troppo imprecisi.

Il weekend successivo si corre il Gran Premio di Spagna. E’ la prima gara europea della stagione 1977. Si rivedono molti team privati tra cui la Williams, che schiera

una March per il pilota belga Patrick Nève. Ci sono March private anche per Arturo Merzario, Mikko Kozarowitzky, questi però non prende parte nemmeno alle prove, Boy

Hayje e Brian Enton. Ian Scheckter, invece, torna su quella ufficiale. La Hesketh iscrive una seconda vettura per
Harald Ertl e fa esordire Rupert Keegan; così come c’è l’esordio della
LEC con una vettura propria affidata al proprietario David Purley

. Infine c’è una McLaren privata per il pilota di casa Emilio de Villota

. Dal punto di vista tecnico c’è interesse per l’esordio della nuova Wolf, la WR2.

Mario Andretti domina le prove rifilando 7 decimi a Laffite. In seconda fila ci sono i due ferraristi, mentre Scheckter è quinto e Hunt settimo.

Lauda non prende parte alla gara per il riacutizzarsi di un dolore ad alcune costole fratturate l’anno prima nell’incidente del Nürburgring. Alla partenza Andretti va

al comando, seguito da Laffite e Reutemann. Hunt parte bene e duella con Scheckter: il sudafricano tenta di resistere all’inglese, ma si ritrova dietro, appena

settimo, preceduto anche da John Watson e Clay Regazzoni, partito comunque dalla quarta fila. Scheckter passa Regazzoni
sul rettilineo e il ticinese si trova a duellare con Vittorio Brambilla. Hunt si ritira per un guaio al motore, e Watson si ritrova ad essere il primo a seguire i

primi tre, davanti a Scheckter, Regazzoni, Brambilla, Nilsson e Mass.

Brambilla e Regazzoni si toccano e escono. Davanti, Andretti deve guardarsi da Laffite che, dopo un avvio incerto, è capace di tenere ora lo stesso ritmo

dell’italoamericano. Un problema tecnico costringe Laffite a una sosta ai box dando così via libera alla Lotus. Il francese perde molto tempo tanto da precipitare

all’ultimo posto.

Al 24esimo giro Watson va in testacoda nello sforzo di resistere a Scheckter e riparte quinto. Nelle retrovie Laffite è autore di un buon recupero e inanella sorpassi

ai danni di vetture molto lente.

Andretti domina la gara con 15 secondi di vantaggio su Carlos Reutemann e 25 su
Jody Scheckter, mentre non distante è la McLaren di Mass.

Dopo 64 giri Watson si ritira per problemi al sistema di alimentazione. Andretti vince, con facilità questa volta, precedendo Reutemann, Scheckter e Mass. Completano

la zona punti Nilsson e Stuck. Laffite non riesce a coronare il suo recupero è chiude ai margini della zona punti.

In campionato Jody Scheckter torna al comando con tre punti di vantaggio su Mario Andretti
e quattro sulla coppia dei ferraristi Reutemann e Lauda.

Con lo scontro incrociato Milano-Torino ora la scena spetta di nuovo al calcio.

28a GIORNATA: domenica 8 maggio 1977

Catanzaro – Genoa 2-1

24′ S. Petrini, 42′ Mondello, 85′ Pruzzo (GE)

Cesena – Foggia 2-3

16′ Bergamaschi, 28′ Valentini (CE), 29′ aut. Battistoni, 63′ Ulivieri, 82′ Frustalupi (CE)

Inter – Juventus 0-2

37′ Gori, 63′ Tardelli

Napoli – Bologna 1-2

10′ Pozzato, 68′ Nanni, 86′ Speggiorin (NA)

Roma – Fiorentina 0-0

Sampdoria – Perugia 2-0

17′ Lippi, 47′ Saltutti

Torino – Milan 2-0

59′ Graziani, 70′ Pulici

Verona – Lazio 0-0

CLASSIFICA:

Juventus 47; Torino 46; Inter 32; Fiorentina 31; Napoli 29; Lazio 27; Foggia, Perugia, Roma e Verona 26; Bologna e Genoa 25;

Sampdoria 24; Milan 23; Catanzaro 21; Cesena 14.

Con identico punteggio Juventus e Torino battono le milanesi e tutto in vetta rimane immutato. Particolarmente importante diventa il successo del

Torino sul Milan il quale, a causa della contemporanea vittoria della Sampdoria sul Perugia, si ritrova da solo al terz’ultimo posto. Nemmeno negli anni trenta i

rosso-neri hanno rischiato così tanto di finire in serie B. Lo scontro diretto col Catanzaro della domenica successiva si presenta di fondamentale importanza.

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