I GRAN PREMI D’AUSTRIA ED OLANDA EDIZIONE 1976

Agli occhi degli sportivi italiani, in ansia per le condizioni di Nicky Lauda, la chiusura delle Olimpiadi di Montrial passa in secondo piano. Lo sport italiano ha esultato per le imprese dei tuffatori Klaus Di Biasi e Giorgio Cagnotto capaci di contendere le medaglie a Greg Luganis, uno statunitense di origine greca, dislessico, diventato l’uomo simbolo del trampolino mondiale ed eletto atleta maschile dell’intera manifestazione. Esulta anche il judo italiano che ottiene la prima medaglia della sua storia grazie al romano Felice Mariani, vincitore nel bronzo nella categoria dei sessanta chili. Altre soddisfazioni arrivano grazie alle prove esaltanti nell’atletica del pugliese Pietro Mennea nelle gare sprint e della veronese Sara Simeoni nel salto in alto. Tuttavia la protagonista assoluta dell’intera competizione è la quattordicenne ginnasta romena Nadia Komaneci, la prima della storia ad aver vinto una medaglia d’oro ottenendo un 10 pieno dalla giuria. Per anni la ragazza rappresenterà il volto felice di una nazione che felice non era. Così come non lo sarà lei: sottoposta ad allenamenti massacranti, diventerà il capriccio del figlio del presidente (dittatore) Ciausescu, il quale, attraverso l’immagine dei propri atleti, riuscira a nascondere per altri 13 anni le nefandezze del suo regime. La fuga della Komaneci negli Stati Uniti inizierà a scoperchiare il vaso contenente tutte queste nefandezze.


In questo periodo vi sono tuttavia dittature che agiscono alla luce del sole: non solo in Sud America, ma anche in molti Paesi africani, dove non si lesinano metodi crudeli per sopprimere qualsiasi tipo d’opposizione interna. In Sudan, infatti, il 4 agosto il presidente locale Ja’far Muhammad al-Nimeyri fa giustiziare 81 persone responsabili del fallito golpe avvenuto giorni prima.


Intanto migliorano le condizioni di Nicky Lauda e dopo le Olimpiadi riprendono anche i vari meeting di atletica, fonte di lauti guadagni per i vincitori. A Filadelfia il saltatore Dwight Stonesstabilisce il record mondiale della sua specialitàà superando l’asticella a quota 232 cm. Un’altra barriera è stata abbattuta.

Nel nostro Paese, intanto, si inizia a fare i conti con le conseguenze create dalla nube tossica di Seveso. Una delle prime misure prese riguarda le donne in gravidanza alle quali viene consentito di ricorrere all’aborto terapeutico nel timore di parti con bimbi deformi.

Altro argomento che appassiona ed affascina grandi e piccini pure in questa seconda metà degli anni settanta è lo spazio. C’è curiosità per quanto accade Il 7 agosto con l’entrata della sonda Viking II nell’orbita di Marte. Di qui a poco si inizierà a capire se la vita sul Pianeta Rosso, fonte di molte leggende, potrebbe essere possibile.

Con le squadre di calcio che muovono i primi passi e con la Formula 1 a riposo, la domenica degli sportivi italiani e contrassegnata dal tennis. Sugli ostici terreni in erba di Wimbledon la nazionale capitanata da Nicola Pietrangeli e guidata in campo da Adriano Panatta vince la finale continentale di Coppa Davis, guadagnandosi il diritto a disputare quella assoluta contro la vincente del raggruppamento extra europeo.

Contemporaneamente a Miami viene assassinato John Rosselli, boss mafioso che si ritiene fosse stato incaricato dalla
CIA di uccidere Fidel Castro.


Ad inizio settimana, ottenuta la fiducia al Senato, entra in carica il nuovo Governo presieduto da Giulio Andreotti. Si tratta di una pagina controversa e, se vogliamo, poco edificante, della storia della politica italiana del secondo dopoguerra. Il nuovo esecutivo, un mono-colore DC, sta in piedi grazie ai voti degli astenuti, superiore addirittura a quelli dei favorevoli: gli esponenti della Democrazia Cristiana appunto. Hanno dato il loro appoggio esterno, astenendosi, PRI, PSI e per la prima volta PCI assieme ad indipendenti di sinistra. Contrari solamente i missini. L’avvenimento politico di giornata, però, è l’elezione a sindaco di Roma dell’indipendente di sinistra Argan. Un comunista nella Capitale mondiale del Cristianesimo rammarica enormemente i vicini di casa del Vaticano che iniziano a vedere in Aldo Moro, il presidente della DC reo di aver trattato con i comunisti, il loro nemico. L’Inferno per tutti si sta aprendo!

Intanto torna la Formula 1. Per i tifosi della Ferrari, la stragrande maggioranza degli appassionati italiani di automobilismo, è una domenica triste in quanto la gara parte senza l’idolo Nicky Lauda.

La Ferrari, tra l’altro, decide di non far partecipare alla gara anche Clay Regazzoni per protesta contro la riammissione nella classifica del gran premio di Spagna di James Hunt. In questo modo, però, l’elvetico non è messo nella condizione di ‘rubare’ qualche punto agli inseguitori di Lauda.

L’austriaco Hans Binder prende il posto lasciato libero da Chris Amon sulla Ensign. Sarà l’unico degli esordienti piloti di casa a prendere il via: Karl Oppitzhauser, a bordo di una March del team Sports cars of Austria ed Otto Stuppacher
,con la terza Tyrrell, saranno considerati troppo poco esperti per poter correre dalla giuria di gara.

Hunt conquista la solita pole. A fargli compagnia in prima fila, non essendoci il solito Lauda, c’è Watson con la
Penske. Seconda fila tutta made in Sweden con la March di Ronnie Peterson e la Lotus di Gunnar Nilsson.

Al comando della gara va Watson, sorpassato però già al secondo giro da un arrembante Peterson. Scheckter, autore di una bella rimonta, balza al comando al giro 10 ma viene superato nel giro successivo ancora da Peterson. Al 12° giro Watson torna al comando e guadagna un buon margine sugli inseguitori. Dietro ora c’è Nilsson seguito da Laffite e Peterson. La March dello svedese inizia a denunciare problemi con le coperture e il pilota è costretto a rallentare.

Nei giri finali Nilsson è superato da Jacques Laffite mentre Peterson, già passato da Hunt, viene superato anche da
Mario Andretti. Per la prima volta la Penske sale sul gradino più alto del podio, proprio sul circuito in cui un anno prima aveva perso la vita il suo pilota Mark Donohue. Festeggia la sua prima volta anche John Watson: come promesso l’inglese celebra il successo tagliandosi la barba. Hunt chiude quarto e rosicchia tre punti a Lauda.

Il giorno dopo, con la maggior parte della gente ancora sulle spiagge (agosto trascorso interamente al mare rimane un dogma) desta sensazione l’incidente aereo avvenuto in Ecuador. Il velivolo di linea precipita presso il vulcano Chimborazo causando 59 morti. La tragedia è particolare in quanto il luogo d’impatto verrà trovato solo nel
2003.

Questo 1976 sembra proprio l’anno dei terremoti: il 17 agosto la terra trema nelle Filippine meridionali. Ancora una volta il bilancio è catastrofico: 5.000 morti ed altrettanti dispersi.

A far parlare di sè è anche il bandito sardo Graziano Mesina che il 20 agosto, assieme ad altri dieci detenuti, evade dal carcere di Lecce nel quale stava scontando una delle tante condanne all’ergastolo a suo carico.

Ancora una volta, però è lo sport a regalare soddisfazioni all’Italia dove tutto sembra andare alla rovescia: governi fragili come cristalli di Boemia, economia asfittica, gente che spara ovunque e carceri permeabili come mantelli di carta, non danno certo l’idea che si stia comunque parlando di una delle prime potenze industriali del pianeta.

Il 22 agosto a Brno Walter Villa su
Harley Davidson vince per la terza volta consecutiva il campionato mondiale della classe 250 di
motociclismo

Si apre una settimana cruciale per l’intero sport che culminerà con l’inizio della stagione calcistica ed il Gran Premio d’Olanda. Nella “terra dei tulipani” la Ferrari decide di schierare almeno Clay Regazzoni dandogli il compito di togliere punti agli immediati inseguitori di Nicky Lauda, per il quale si prospetta qualche incredibile possibilità di un suo rientro prima del termine della stagione. Sul circuito di Zandvort si rivedono Jacky Ickx sulla Ensign e Rolf Stommelen sulla esketh. Surtees e Penske affidano un volante rispettivamente agli esordienti Conny Andersson (Svezia) e Boy Heyje (Olanda). Debutta in prova anche la McLaren M26 e, anche in gara, la Shadow DN8.

Questa volta tocca a Ronnie Peterson partire dalla prima posizione sulla griglia che brucia per otto centesimi il solito
James Hunt. Guadagnano la seconda fila il francese Jarier (Shadow) e l’inglese Watson (Penske) mentre in terza vanno Clay Regazzoni e Mario Andretti. Non si qualifica Alessandro Pesenti-Rossi.

Peterson scatta al comando seguito da Watson, Hunt, Andretti e Pryce. In pochi giri Regazzoni supera Pryce e Andretti mentre Hunt gode della battaglia tra i primi due e supera Watson. Peterson rallenta per poi fermarsi al giro 52 a causa di un problema alla pressione dell’olio. Guai anche per Watson (cambio giro
48) e per Ickx, autore di una buona prova fino a quel momento. Negli ultimi giri Hunt è in crisi con le gomme ma nè Regazzoni nè Andretti, sopraggiunti sull’inglese, saranno capaci di superarlo.

Per il secondo anno consecutivo Hunt vince in Olanda e riduce a soli due punti il distacco da Lauda.

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