I SUCCESSI AZZURRI CONTRO DANIMARCA E JUGOSLAVIA E IL RITORNO DEL PRIMO TURNO DELLE COPPE EUROPEE

Il giorno dopo la cronaca registra una sciagura aerea che a molti ricorda la tragedia di Superga. Non ci sono squadre di calcio a bordo dell’aereo turco che si schianta sulla collina di Sparta causando più di 150 vittime.

Intanto la nazionale inizia la propria stagione con due amichevoli contro Danimarca in trasferta e Jugoslavia a Roma. L’intento è quello di plasmare ulteriormente la squadra che deve contendere all’Inghilterra l’accesso al mondiale d’Argentina. Dal paese sud’americano continuano a giungere notizie poco rassicuranti circa l’operato del nuovo governo militare al potere dalla primavera precedente. Ma è tutto il sud America a vivere nelle medesime condizioni. Qualsiasi opposizione è proibita e nemmeno chi si trova in esilio può considerarsi al sicuro. Il 21 settembre, infatti, a Washington Orlando Letelier, ex ministro del governo di Salvador Allende, il presidente esautorato in Cile da Pinochet, viene ucciso da una bomba collocata nella sua auto. Qualcuno grida al complotto ordito dai servizi segreti statunitensi in quanto gli USA sono accusati di sostenere politicamente la dittatura al potere nei Paesi latino-americani.

Intanto gioiscono i tifosi della Ferrari: la CSI squalifica James Hunt
per aver cambiato vettura nel gran premio di Gran Bretagna. In questo modo i punti di distacco tra lui e
Niki Lauda diventano ben 17 (Lauda 64 Hunt 47), quando mancano tre gare al termine della stagione.

Il giorno successivo la capitale della Danimarca Kopenagen ospita la prima stagionale degli azzurri. Si va in casa di una delle nazionali in crescita. Da anni i danesi sono ai margini del grande calcio, dopo i fasti dell’immediato dopoguerra quando gli scandinavi potevano contare su campioni del calibro dei fratelli Hansen, Praest e Ploegger. Solo lo stracismo nei confronti dei professionisti ha impedito loro di ottenere grandi risultati a livello di nazionale. Ora l’embargo è decaduto, ma i fuoriclasse, ad eccezione del grande Alan Simonsen per altro assente, latitano.

L’Italia si presenta all’appuntamento con lo stesso gruppo di giocatori esibitosi negli Stati Uniti. In campo scende una squadra votata all’attacco: l’intera prima linea granata è supportata dalla coppia di mezz’ali Capello-Antognoni spalleggiate dalla vigoria fisica di Romeo Benetti.
338: Kopenhagen (Idraetsparken) –mercoledì 22 settembre 1976 – ore 19,00

DANIMARCA – ITALIA 0-1 (Am)

RETI: 18′ P. Pulici

DANIMARCA: B. Larsen, J. Hansen, Ahlberg, Rasmussen, Jensen, Roentved, Bastrup, Bjerg (cap.) (78′ L. Larsen), Holmström (66′ Peter Poulsen), H. Hansen, Kristensen (46′ Seneca). C.T.: K. Nielsen.

A disposizione: Per Poulsen, Andersen.

ITALIA: Zoff (Juventus) 51 (cap.), Tardelli (Juventus) 5, Rocca (Roma) 16, Benetti (Juventus) 30, Bellugi (Bologna) 18, Scirea (Juventus) 2, C. Sala (Torino) 7, F. Capello (Milan) 28, Graziani (Torino) 10, Antognoni (Fiorentina) 15, P. Pulici (Torino) 13. C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Maldera III (Milan), Mozzini (Torino), P. Sala (Torino), Pecci (Torino), Zaccarelli (Torino), Savoldi I (Napoli).

ARBITRO: Riedel (Germana Est).

SPETTATORI: 30.000.
La stagione azzurra inizia nel migliore dei modi. La squadra non incanta, ma la vittoria è importante per il morale e per poter lavorare tranquillamente in vista degli importantissimi impegni futuri. Intanto la squadra rientra per preparare la sfida contro la Jugoslavia. Dopo la delusione negli europei casalinghi, i balcanici cercano di inserire altri talenti per tentare a loro volta la qualificazione al mondiale.

Intanto sulle prime pagine dei giornali tengono banco le polemiche riguardanti il film di Bernardo Bertolucci novecento. il 24 la mannaia della censura si abbatte sull’opera del regista: il tribunale di Salerno ordina il sequestro della pellicola alimentando ulteriormente la polemica.

Non rischia sequestri, invece la partita che l’Italia va a disputare contro la Jugoslavia. La formula tattica è uguale a quella della vittoria in Danimarca; cambiano alcuni protagonisti: l’esordiente Patrizio Sala sostituisce Romeo Benetti e gli juventini Causio e Bettega avvicendano rispettivamente Claudio Sala e Paolino Pulici.
339: Roma (Stadio Olimpico) – sabato 25 settembre 1976 – ore 19,00

ITALIA – YUGOSLAVIA 3-0 (Am)

RETI: 33′ Bettega, 73′ Graziani, 83′ Bettega

ITALIA: Zoff (Juventus) 52 (cap.), Rocca (Roma) 17, Tardelli (Juventus) 6, P. Sala (Torino) 1, Bellugi (Bologna) 19, Scirea (Juventus) 3, Causio (Juventus) 23, F. Capello (Milan) 29, Graziani (Torino) 11, Antognoni (Fiorentina) 16, Bettega (Juventus) 6. C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Mozzini (Torino), Maldera III (Milan), Pecci (Torino), Benetti (Juventus), C. Sala (Torino), Zaccarelli (Torino), Savoldi I (Napoli), Pulici (Torino).

YUGOSLAVIA: Svilar, Jelikic, Juricic, Hadziabdic, Peruzovic, Bogicevic, Zungul, Muzinic (80′ Halilhodzic), Dordevic, Nikolic (46′ Ivezic), Surjak (cap.). C.T.: I. Toplak.

A disposizione: Katalinic, Muslin.

ARBITRO: Sanchez Ibañez (Spagna).

SPETTATORI: 40.000 (27.315 paganti)
Contro la Jugoslavia gli azzurri confermano, anzi migliorano, quanto di buono fatto in Danimarca. Graziani e Bettega mostrano di trovarsi a meraviglia costituendo una coppia d’attacco fatta di classe, potenza ed intelligenza. Dietro di loro il raziocinio della coppia Capello-Antognoni unita alle grandi giocate di Franco Causio garantisce gioco e spettacolo. Ora l’Inghilterra fa decisamente meno paura!

In settimana tornano le Coppe europee. Molte squadre sono chiamate all’impresa per proseguire nelle rispettive competizioni.
COPPE EUROPEE: mercoledì 29 settembre 1976
COPPA DEI CAMPIONI – RITORNO 16i DI FINALE

Malmoe – Torino 1-1

COPPA DELLE COPPE – RITORNO 16i DI FINALE

Napoli – Bodo Glimt 1-0

COPPA UEFA – RITORNO 32i DI FINALE

Cesena – Magdeburgo 3-1

Honved – Inter 1-1

Juventus – Manchester City 2-0

La pioggia condiziona la serata di coppa costringendo il Milan a rinviare la propria partita al giorno successivo. Per le altre la serata è quanto meno positiva: Patrizio Sala trascina il Torino alla qualificazione, Giuseppe Massa regala al Napoli la vittoria in una gara per altro già tranquilla, mentre Scirea e Boninsegna firmano la rimonta della Juventus contro l’ostico Manchester City. Salutano la competizione Cesena ed Inter, ma lo fanno con onore: i romagnoli sfiorano l’impresa contro i tedeschi orientali salvati dal solito Jurgen Sparwasser, mentre l’Inter torna dall’Ungheria con un pareggio siglato dal primo gol europeo del giovanissimo Carlo Muraro.

Causa l’intervento di Giove Pluvio, al Milan spetta l’onore di chiudere questo intenso mese di pre campionato. Nel fango di San Siro la partita contro i romeni si complica immediatamente per il gol realizzato da Satmareanu II. Nel primo tempo Calloni, schierato come unica punta rimette il risultato in parità, ma non è sufficiente. Nell’intervallo Marchioro inserisce Massimo Silva al posto di Bigon. Ancora una volta, analogamente a quanto avvenuto a Novara dieci giorni prima, il giovane attaccante si rivela decisivo insaccando la rete che permette ai rossoneri di accedere al turno successivo.

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